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Pubblico numeroso al teatro Bellini per il Balletto di Mosca La Classique in Il lago dei cigni di Pëtr Il´ič Čajkovskij

Servizio di Pino Cotarelli

Napoli - Atmosfera incantata al teatro Bellini ad opera di una delle migliori compagnie europee di danza classica, il Balletto di Mosca “La Classique” diretto da Elik Melikov, che si è esibito nei due atti di quattro scene de ”Il lago dei cigni”, con musiche di PëtrIl´ič Čajkovskij, le coreografie di Marius Petipa e le scenografie di Evgeny Gurenko; in programmazione fino al 20 gennaio. Il numeroso pubblico in prevalenza giovanile, ha alternato lunghi applausi ad attenti silenzi per seguire le splendide coreografie fatte di eteree prese aere, movenze ritmiche e quanto di più bello poteva essere esibito nella danza classica. La stupenda prestazione del balletto con una leggera prevalenza delle ballerine sui ballerini probabilmente anche voluta dal compositore, è stata compensata dalla straordinaria funzione del giullare E.Migunov. Nel ruolo di Odette, una splendida Nadeja Ivanova, in quello di Odile l’ottima Anastasia Chumakova, mentre i due principi Siegfried sono stati interpretati da Dmitriy Smirnov e Alexandr Tarasov.

La bella favola raccontata in passi di danza classica, ha avuto varie versioni prima di approdare a quella che gli ha dato il successo riconosciuto in tutto il mondo e che è poi diventata quella di riferimento per ogni rappresentazione; nella versione rappresentata al Bellini, ha riservato un lieto fine che vede l’amore fra il principe e la principessa sconfiggere e trionfando sulla malvagità del mago.

La storia come è noto è quella del principe Siegfried esortato dalla regina  madre a trovare una sposa tra le ragazze invitate al ballo del giorno dopo. Il principe che festeggia il 21° compleanno, decide di andare a caccia con i suoi amici nella foresta e  sulle acque di un lago ghiacciato nota dei bei cigni che nuotano sotto la luna.  Non sa che sono bellissime fanciulle stregate dal malvagio Rothbart, che possono assumere la forma umana solo la notte e tende l’ arco  per colpirne uno, ma in quell’istante  i cigni si trasformano in fanciulle e la loro principessa Odette racconta al principe esterrefatto, dell’incantesimo a cui sono sottoposte e che questi può essere sciolto solo con una promessa di matrimonio. Siegfried rimane incantato dalla bellezza di Odette, se ne innamora e gli chiede di prendere parte al ballo del giorno dopo nel quale dovrà  scegliere una sposa. Il giorno dopo però Siegfried  viene ingannato dal mago Rothbart e della figlia Odile che, grazie al padre ha assunto l´aspetto di Odette.  Con il suo fascino Odile riesce a sedurre Siegfried che la presenta a sua madre come futura sposa.

Soddisfatto il mago Rothbart  esulta e si trasforma in civetta fuggendo dal castello.

Siegfried, resosi conto dell’inganno, scorge la vera Odette attraverso un’arcata del castello, e disperato si precipita nella notte alla sua ricerca. La trova  al lago disperata che, piange il destino crudele che la attende. Ma l’amore di Siegfried prevale sulla cattiveria del mago.

Si ripropone l’eterna antitesi fra il bene e il male, nella lotta fra  il cigno bianco e il cigno nero, fra il mago e i due innamorati; ma come sempre, il bene prevale sul male. Ma sarà vero o servirà per accontentare lo spettatore? La versione cinematografica de “Il cigno nero” mette a confronto il  “bene e il “male” dell’animo umano affidandone la prevalenza al destino ed è forse così, in ogni essere umano, nel suo splendore, è sempre vivo il ballo dei due cigni.

Il nuovo management italiano de “La Classique” prevede una circolazione degli spettacoli sia nei teatri che hanno già ospitato, che in quelli che ancora devono ospitare questa compagnia che da ventidue anni compie regolari tournée nel mondo, con queste stupende rappresentazioni, liberate ormai dai ridondanti e obsoleti formalismi, rinnovate e adatte al pubblico di oggi.

 

16 gennaio 2013



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