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Al teatro Diana UN ISPETTORE IN CASA BIRLING di John Boynton Priestley con la regia di Giancarlo Sepe
Servizio di Mario Migliaccio

Napoli - "Siamo cittadini rispettabili e non criminali, ma alla fine non c´è molta differenza". Con questa frase, Paolo Ferrari, che con Andrea Giordana è il protagonista dello spettacolo, ci fa comprendere che nonostante il testo sia datato 1946, è ancora molto attuale. Un classico della scena inglese del ´900, "Un ispettore in casa Birling", che già nel titolo ammicca alla popolarità del genere poliziesco, è un testo in cui la trama procede con la tensione e la suspense proprie di un giallo. La storia narra le vicende della famiglia Birling nell´anno 1912, precisamente nel momento in cui la famiglia festeggia il proprio benessere finanziario e il fidanzamento della figlia Sheila con un giovane industriale: abiti da sera, cena e vini d´annata sono caratteristiche proprie di una famiglia dell´alta società. Mentre tutto fila liscio verso la conclusione, bussano alla porta: ecco che in scena appare l´ispettore Goole (Paolo Ferrari), che annuncia il suicidio di Eva Smith, una giovane ex-dipendente in uno degli stabilimenti Birling, licenziata due anni prima in quanto attivista sindacale. L´ispettore interroga i membri della famiglia a partire proprio dal capo famiglia, il signor Arthur (Andrea Giordana) e proseguendo poi con, la moglie, presidentessa di un comitato di beneficenza, il figlio alcolizzato, la figlia isterica ed il suo spasimante, un rampollo capitalista, i quali risultano tutti, ciascuno per un motivo diverso, coinvolti nella vita di Eva e potenzialmente responsabili dell´atto suicida della giovane ragazza. Da sottolineare è anche il ruolo della domestica, che esegue cinicamente e senza battere ciglio gli ordini di Goole e di Arthur. Terminata l´indagine, l´Ispettore se ne va e i Birling cominciano a interrogarsi sull´accaduto. Scoprono che Goole non fa parte della polizia e sono anche assaliti dal dubbio che la ragazza, di cui negli ospedali di zona non risulta traccia, non sia mai esistita. Ma quando tutto sembra ormai avviato a tornare nella consueta e tranquilla routine familiare, all´improvviso squilla il telefono: all´altro capo del filo è la polizia…
"Un ispettore in casa Birling", sul palcoscenico del Diana fino al 16 dicembre, è sicuramente uno spettacolo che non annoia il pubblico, anzi, fa si che tra esso sorgano domande, rendendo quindi il pubblico in sala partecipe di quanto accade sul palcoscenico. La rappresentazione è ricca di colpi di scena alla Hitchcock che ogni volta fanno sorgere dei dubbi nei confronti dell´assassino. L´ambientazione è alquanto surreale e misteriosa poiché ci si trova si in una casa, ma i richiami relativi alla natura sono tanti, come ad esempio il pavimento della casa, rappresentato da un enorme prato. La regia di Giancarlo Sepe è straordinaria, in quanto in alcuni tratti dello spettacolo, sembra davvero di assistere ad un film, come nella scena in cui i Birling ricostruiscono tutta la sequenza di come si sono svolti i fatti, compiendo quindi, le loro azioni al contrario, appunto come se si stesse riavvolgendo il nastro di una cassetta. Eccellenti sono anche le musiche, che danno una grossa mano agli attori nel mantenere una suspense continua dall´inizio alla fine dello spettacolo. Nel trucco, invece, sono da apprezzare i volti dei personaggi, poiché essi hanno un leggero colorito bianco, come a voler mettere in evidenza la società, fredda e cinica, di cui tutti fanno parte.

16 dicembre 2012


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