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Successo al teatro Mercadante con "ANTIGONE" di Valeria Parrella e la regia di Luca De Fusco

Servizio di Pino Cotarelli

Napoli - Con notevole successo di pubblico, "Antigone" inaugura al Mercadante la stagione teatrale 2012/2013; la tragedia sofoclea sarà in programma fino al 9 dicembre. Tema fondamentale, l´attualissima contrapposizione fra legge naturale e legge degli uomini.

E´ più giusto rispettare il dettato di un re Creonte che negava la sepoltura al corpo di Polinice o giustificare la disobbedienza della sorella Antigone che dà sepoltura al corpo straziato del fratello, per il grande amore che gli porta? L´attualizzazione del dilemma anche nella particolare lettura di Valeria Parrella con la trasposizione sull´irrisolta problematica dell´eutanasia e il conseguente accanimento terapeutico dei nostri tempi; ancora negazione della legge naturale.

Il regista, Luca De Fusco ha voluto che la tragedia fosse intravista, respirata, percepita dagli spettatori, attraverso luci soffuse, bui colorati e costumi senza tempo, affinché  i travagli della nostra quotidianità si fondessero con le inquietudini del passato senza soluzione di continuità.

Il pubblico lo ha capito ed ha  apprezzato la particolare esposizione dell’opera;  immerso nelle atmosfere misteriose, concentrato fino alla fine,  è esploso poi con un lungo applauso premiando una stupenda e superlativa interpretazione di Gaia Aprea (Antigone), che ha fatto palpitare il pubblico con una recitazione sofferta che è risultata ancor più ad effetto perché ripresa proiettata su schermo, talché si poteva fruire di tutti i minimi dettagli della sua sofferenza.

La difficile vita della carcerazione nell’intenso discorso fra le detenute Antigone imprigionata da Creonte e la detenuta che vi trova nella cella (Nunzia Schiano),  ancora oggi non elevata ad un livello di dignità umana.

Ma la voce della coscienza (Tiresia – Antonio Casagrande)  che grida sempre nei momenti di lucidità umana in cui i ruoli gerarchici vengono a frantumarsi, richiama alla ragione il re Creonte (Paolo Serra) e lo convince della scioltezza del suo operato e della necessità del perdono di Antigone che ormai fugge dalla vita suicidandosi per non adattarsi alla sepoltura della prigionia che toglie l’umanità riducendo a condizione animale.

L´opera racconta la storia di Antigone, che decide di dare sepoltura al cadavere del fratello Polinice contro la volontà del nuovo re di Tebe Creonte. Scoperta, Antigone viene condannata dal re a vivere il resto dei suoi giorni imprigionata in una grotta. In seguito alle profezie dell’indovino Tiresia e alle suppliche del coro, Creonte decide infine di liberarla, ma troppo tardi, perché Antigone nel frattempo si è impiccata. Questo porta al suicidio il figlio di Creonte, Emone (promesso sposo di Antigone), e poi la moglie di Creonte, Euridice,  lasciando Creonte solo a maledire la propria stoltezza.

 

23 novembre 2012



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