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Ottava edizione della rassegna di teatro "Il carcere possibile" al ridotto del Mercadante

Servizio di Pino Cotarelli

Napoli - Dal primo al quattro ottobre al Mercadante, la Camera penale di Napoli mediante l´omonima associazione o. n. l. u. s. "Il carcere possibile" presenta, in collaborazione con il Teatro Stabile di Napoli, il Provveditorato della Campania Amministrazione Penitenziaria e il Garante dei diritti dei detenuti della Regione Campania, una interessante rassegna teatrale su testi di Beckett, Lorca, Queneau e De Filippo, con compagnie formate da detenuti degli istituti penitenziari di Poggioreale, Ariano Irpino, Eboli, Airola, Nisida, Aversa, Lauro e Secondigliano.

L´eccezionale lavoro fatto dagli operatori sociali con i detenuti, nel preparare queste commedie teatrali, che saranno ad ingresso libero, è stato presentato in un´animata conferenza stampa, venerdì 28 settembre, nella quale è stata evidenziata l´insufficienza dei finanziamenti che rende difficile l´attività. Lo stanziamento di cifre irrisorie, non permette l´importante opera di rieducazione finalizzata al reinserimento nella società del detenuto o dell´internato e fanno venir meno quell´impegno che si può dare a chi non ha prospettive per il futuro e vede cosumare il proprio tempo in ozio illimitato.

Nella conferenza stampa e stato evidenziato il difficile percorso di questa rassegna ed è affiorata la compita esasperazione degli addetti che nonostante tutto non perdono le speranze  continuando nell´impegno giornaliero con la massima disponibilità oltre gli orari di competenza, rimettendoci a volte anche economicamente. La disponibilità e la passione li spingono a continuare nella loro pregevole opera che ha anche dato frutti insperati; alcuni detenuti usciti dal carcere hanno intrapreso la carriera di attori, altri riescono con il lavoro di introspezione indotto dalla recitazione, a rivedere la propria umanità, il proprio vissuto e a cambiare vita "dentro e fuori".

Non è mancata la denuncia delle storture che portano a volte al reinserimento in consulenza, di personale di sorveglianza uscito per  pensionamento, magari in attività rifiutate come dipendente. Va comunque riconosciuto il merito all´eccezionale e ottimo lavoro che fa il personale di sorveglianza normalmente e in situazioni complesse indotte dal sovraffollamento delle carceri. Necessario comunque un maggior controllo della spesa per destinare quanto più possibile alle attività necessarie e non contare solo sulla disinteressata disponibilità del personale a queste adibito.

Nel corso della conferenza stampa, gli operatori sociali che si interessano  delle attività teatrali e che hanno preparato i detenuti attori di questa rassegna, hanno evidenziato i vari lavori che saranno messi in scena al Mercadante citando qualche aneddoto e qualche particolare delle prove; ad esempio il titolo scelto dai detenuti per il lavoro "Un sogno di libertà" relativo al processo storico che porta all´Unita d´Italia,  sicuramente sintetizza il periodo storico ma ci riporta integro il sogno interiore di ogni detenuto.  Si evidenziava anche  il bene che fa al pubblico il teatro dei detenuti, perché il confronto fra chi vuole isolare per rieducare e chi ha bisogno di riconciliarsi segna e una buona rappresentazione teatrale può essere una possibilità, un impegno, per conciliarsi. Anche la poesia utile per il suo senso dell´eternità, rifonda speranze in chi ha di tempo ma non accompagnato dalla libertà. L’utilità dell´impegno degli operatori e la necessità dell´attività teatrale e più in generale dell´impegno artistico non possono essere messi in discussione.

Questi lavori teatrali non si devono perdere per non disertare una importante esperienza di vita che segna positivamente e ci fa conciliare con la nostra coscienza.

 



(1 ottobre 2012)


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