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“Ritornanti” – Enzo Moscato al San Ferdinando

Servizio di Corrado Giardino

Napoli - Enzo Moscato è in scena dal 13 al 18 marzo al Teatro San Ferdinando con uno spettacolo che è una via di mezzo tra un recital e un reading, in cui raccoglie alcuni dei suoi brani migliori, tratti da Spiritilli, Little Peach e Cartesiana. Interprete unico, creatore di un personale stile che mescola l’espressione della lingua napoletana, la cultura di cui è intrisa e un parossistico ingrediente segreto che trasforma i suoi testi in avventure surreali e grottesche, il multimediale autore si avvale della collaborazione in scena di Cristina Donadio, Carlo Guitto e Giuseppe Affinito.

Preso in prestito da Anna Maria Ortese, il titolo cerca di racchiudere, grazie a testi di vecchie pièce di Moscato, tutto ciò che ritorna ciclicamente o che, forse, non va mai via. Ecco allora che lo spettacolo si apre con il racconto di Little Peach, spogliarellista fin dall’età di dieci anni, che evoca attraverso il suo corpo ciò che è al confine col mestiere più antico del mondo. Si passa poi al meraviglioso e dettagliato monologo con cui viene esposta la storia tenerissima di Nanninella e Tatore che, finiti in una casa “abitata” da uno spirito, si ritrovano a dover affrontare ciò che ritorna dal mondo dei morti e che, in fondo, non se n’è mai andato. E ancora ritorna il tema del sesso nella lunga e spassosa avventura di un transessuale verso la Terra Promessa, una clinica descritta come fosse un santuario, nella quale dare finalmente forma al suo sentirsi intimamente femmina.

C’è spazio anche per i nazisti che, quelli sì, ritornano sempre, seppur in forme e divise che cambiano col tempo. La voce fuori campo proviene da un non luogo ed è “incarnata” da un manichino, che pare il vero protagonista della scena in questo omaggio a Salvio Moscato. A questo “ritornante” in particolare, infatti, è dedicato l’intero spettacolo che, seppur lascia perplessi in quanto manca di un vero e proprio collante, regala inebrianti sensazioni, accompagnate soprattutto dalle scoppiettanti interpretazioni di uno degli autori più densi e apprezzati della Napoli di confine, quella tra il vecchio e il nuovo, tra la ricerca peregrina e la rassicurante tradizione, tra il teatro e la vita.

(18 marzo 2012)


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