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PEPPE BARRA AL TEATRO GHIONE DI ROMA TRA RACCONTI, SOGNI E RICORDI

Servizio di Guerino Caccavale

Roma. Peppe Barra ritorna al Teatro Ghione per rappresentare il nuovo spettacolo che è una sintesi della sua vita artistica. Regia dello stesso Barra, ”Peppe Barra racconta” è infatti il titolo di un progetto ambizioso in cui uno dei simboli di Napoli e della napoletanità, seppur nato nella Capitale, concentra in due ore di spettacolo favole, canzoni, musiche e racconti. Sul palco Peppe Barra è accompagnato da Salvatore Esposito, ottima spalla che, nell’arco dello spettacolo, canta e recita sia accanto a lui, sia da solo. Completano il cast due ottimi musicisti, posizionati sulla parte sinistra del palco: Paolo Del Vecchio, chitarra e mandolino, e Luca Urciulo che suona pianoforte e fisarmonica: i loro tocchi musicali danno vita a dolci melodie che accompagnano, durante il corso della rappresentazione, i racconti di Peppe Barra e le sue canzoni, intrattenendo il pubblico in ogni momento.
Lo spettacolo si apre con l’entrata in scena di Pulcinella (Peppe Barra) che spunta da una porta laterale, sale sul palco e s’intrufola nella parte centrale del sipario accompagnato da un voce che spunta dal buio: “Nce steva ‘na vota…”, frase che da sempre è apripista di racconti e fiabe. Peppe Barra inizia così questo lungo viaggio artistico e canta, racconta, recita, attraverso un linguaggio allo stesso tempo poetico e fiabesco.
Le sue narrazioni si alternano a sogni e ricordi soprattutto familiari: la vita artistica di Peppe Barra è strettamente legata a quella del suo focolare domestico visto che sua madre è (stata) Concetta Barra, attrice e importante interprete della tradizione musical-popolare napoletana, ma soprattutto sua musa ispiratrice. Il ricordo della madre è quello che ricorre di più durante la rappresentazione ed è anche il più dolce.
Tra le scene più spassose dello spettacolo vi è sicuramente quella in cui Peppe Barra e Salvatore Esposito danno vita a un gradevole omaggio all’avanspettacolo anche grazie all’originale interpretazione de’ “La canzone della fame”, divertendo non poco il pubblico romano. I momenti più intensi sono però quelli in cui Peppe Barra interpreta le sue canzoni: tra le tante merita un cenno a parte la struggente ed emozionante “Piccerè”.
Con semplicità e avvalendosi di un  immenso bagaglio artistico e culturale, Peppe Barra fa di questo spettacolo un tributo alla sua carriera, alla famiglia, alla madre e ai grandi di Napoli, da Eduardo a Totò, da Di Giacomo a Basile, dei quali riprende di volta in volta alcuni tratti della loro arte. Tra continui cambi d’abito, una scenografia scarna ma essenziale e luci ora tenui ora vive, Peppe Barra adatta le sue mille facce ai tanti volti dello spettacolo, che da poesia si fa teatro, da concerto diventa racconto.
“Peppe Barra racconta” si chiude con un lungo scrosciare di applausi con cui il pubblico dimostra di apprezzare la malinconia allegra di Peppe Barra e, allo stesso tempo, saluta Lucio Dalla, suo grande amico e persona dai molteplici interessi e curiosità che gli hanno permesso di varcare ogni confine  musicale. In scena dal 1° al 4 marzo.

 

(5 marzo 2012)


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