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Al Teatro Totò dal 9 al 19 febbraio 2012
“Se io fossi San Gennaro” di e con Federico Salvatore
Servizio di Eduardo Paola

Napoli - Dopo qualche anno d’assenza dai palcoscenici italiani, Federico Salvatore è tornato con lo spettacolo “Se io fossi San Gennaro”, già titolo di un suo brano del 2002, anno che separa, come una sorta di spartiacque, la prima parte della carriera, fatta di canzoni umoristiche condite da espressioni colorite, dalla seconda parte, dove le canzoni da “cabaret” lasciano il posto a testi di denuncia a sfondo sociale e non solo. Durante lo show, l’artista ha spiegato al suo pubblico il perché del suo allontanamento dalla scena, soprattutto televisiva. La televisione, attraverso trasmissioni celebri come il “Maurizio Costanzo Show”, è stato il mezzo con il quale Federico Salvatore ha raggiunto la popolarità con tormentoni come “Azz”, ma che allo stesso tempo, lo hanno ingabbiato in un clichè difficile da scrollarsi di dosso. Ed ecco che già nel 1996, il cantante tenta di voltare pagina presentandosi a Sanremo con un pezzo sulla tematica dell’omosessualità, mai affrontata prima sul palco dell’Ariston. Il drastico cambiamento di registro destabilizza il suo pubblico, che non lo riconosce. Tuttavia, sicuro della nuova strada da percorrere, dirada sempre di più le ospitate televisive che gli impongono sempre e solo una delle sue molteplici facce, e con gli anni si ritaglia un suo spazio e un suo pubblico attraverso gli spettacoli live. Quello che si è presentato sul palcoscenico del Teatro Totò è un artista con tanta voglia di esprimersi, di interagire con il proprio pubblico, ma soprattutto di far conoscere una personalità sicuramente più completa e con tante sfaccettature. Lo spettacolo, tipico esempio di teatro-canzone, alterna momenti di puro divertimento, attraverso pezzi comici, a monologhi di denuncia non senza qualche luogo comune. In alcuni passaggi dello spettacolo, Federico Salvatore è incontenibile e se la prende, tra gli altri, con Renzo Arbore, Gigi D’Alessio e Pino Daniele, dei quali parla con un livore forse sproporzionato, colpevoli, a suo dire, di sfruttare l’immagine di Napoli, non rappresentandola appieno. Lo spettacolo nel suo complesso è ben confezionato: belle luci, ottimi musicisti e una buona regia, che riesce a far scorrere lo show velocemente e in modo piacevole. Tra le canzoni eseguite nel corso della serata ricordiamo, “Fare il napoletano stanca”, “Numeri innumerevoli”, “Il monumento”, “Se io fossi San Gennaro”, che dà il titolo alla serata e “Il pescatore” di Fabrizio De Andrè, personale omaggio del cantante, con il quale chiude la serata. Il bis è stato tutto appannaggio del Federico Salvatore prima maniera, “Ninna nanna”, “Azz” e “Incidente al Vomero” hanno entusiasmato il pubblico come forse non era successo per tutta la serata.

 

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(11 febbraio 2012)


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