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“Il Convegno”, una questione di perifericità al Teatro Nuovo

Servizio di Corrado Giardino

Napoli - Il 9 febbraio al Teatro Nuovo è andato in scena uno spettacolo a scrittura collettiva nato dall’estro della Compagnia Teatrale Punta Corsara, figlia di un progetto di impresa culturale della Fondazione Campania dei Festival, svoltosi tra il 2007 e il 2010 presso il Teatro Auditorium di Scampia, con la direzione artistica di Marco Martinelli. Compagnia formata da dodici ragazzi, tra attori, tecnici ed organizzatori, che hanno preso in mano le redini del loro futuro artistico e, alla fine della triennale formazione e con un vero e proprio passaggio di consegne, si sono formati in associazione culturale, con la direzione artistica di Emanuele Valenti e quella organizzativa affidata a Marina Dammacco, vincendo subito il Premio Speciale Ubu e il Premio Hystrio – Altre Muse.

“Il Convegno” è un’azione scenica che non ha un inizio preciso ma che, all’inequivocabile fine, riscuote applausi compiaciuti e commenti entusiasti. Approfittando dell’allestimento scenico che è appunto un convegno sulle periferie, gli attori paiono divertirsi, all’insaputa del pubblico, a mischiarsi con esso fin fuori il Teatro, suscitando curiosa ilarità grazie all’ironica caratterizzazione dei personaggi. Il convegno sembra partire in diretta, con finti ma verosimili problemi tecnici ed organizzativi, fino a scivolare sul palco ed entrare nel vivo del vero e proprio spettacolo. La freschezza dei dialoghi si arricchisce di commenti di reali studiosi del tema della vita di periferia, da Achille Campanile a Kurt Vonnegut, e trova spazio anche l’incipit dell’Amleto. Il ritmo è serrato e ben studiato e la conferenza che si svolge sul palco regala risate e riflessioni, sempre condite da una sagace vena ironica che è forse il vero filo conduttore dello spettacolo. Al centro di tutto c’è l’animale periferico, oggetto di studio quanto vittima, egregiamente interpretato con smorfie e versi da Giuseppina Cervizzi, l’unico personaggio che, pur essendo la vera protagonista del dibattito, non degna gli altri neanche di una parola.

Attraverso questa brillante impostazione scenica, il testo si occupa di un tema attualissimo ed internazionale, uno di quelli in cui tutto il mondo è paese, tracciando con caratterizzazioni spassose quanto verosimili, le figure degli addetti ai lavori: il sociologo schizofrenico, l’urbanista dissociata, l’assessore intrallazzino, l’educatore di strada ribelle, l’operaio ricattabile e il moderatore per nulla moderato. Il tutto senza togliere spazio a spunti di riflessione filosofica che lasciano lo spettatore con anguste domande: qual è la soluzione?, dove inizia la periferia?, di chi è la colpa? Tutte sono riconducibili alla seguente: la perifericità è una questione di spazio interiore o esteriore?

Sempre al Teatro Nuovo la Compagnia Punta Corsara mette in scena una rivisitazione de “Il signor di Purceaugnac”, farsa minore da Moliere, venerdì 10 e sabato 11 febbraio. “Il Convegno”, invece, verrà rappresentato il 27 aprile a Ravenna e il 29 a Genova.



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(11 febbraio 2012)


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