Sabato, 04 Aprile 2020  
                                                   

Cerca:  

 

“Leopardi Shock”, in visione al Teatro Sancarluccio dal 2 al 5 febbraio, con la regia di Massimo Betti Merlin e Marco Bianchini

Servizio di Maddalena Porcelli

Napoli - Si apre con un silenzio oscuro l’emozionante monologo di Lorena Senestro, attrice dello spettacolo “Leopardi Shock”, in visione al Teatro Sancarluccio dal 2 al 5 febbraio, con la regia di Massimo Betti Merlin e Marco Bianchini. In piedi, di spalle, avvolta in un buio silenzio, ella rievoca, attraverso il pianto innocente del neonato che stringe tra le braccia, un’armonia antica repentinamente infranta, testimoniando il senso di dolore e d’infelicità, insito nella natura stessa. Flebili luci si accendono sul volto dell’attrice quando si volge a guardare  il suo bambino per spiegargli,  con le parole di Leopardi, il destino dolente dell’umano vivere. Inizia così l’excursus  sull’opera leopardiana e, nonostante l’utilizzo del linguaggio letterario del poeta recanatese, immediato risulta il nostro coinvolgimento, come se quelle parole fossero direttamente rivolte a noi e al  nostro tempo. Ed è stupefacente il riconoscere quanto la coscienza di un uomo solitario abbia saputo presagire  il nostro sentire da una tale distanza temporale. In realtà, sempre, coloro che non si sottraggono alla lucida coscienza e sentono l’impellente bisogno di verità, hanno dimestichezza con il dolore e sono capaci di lucidi  presagi. Dal pre-testo narrativo - la lotta al conformismo intrapresa da una giovane fanciulla che torna nella casa materna portando con sé l’enorme bagaglio di idee che non troveranno spazio per una libera espressione- si dipana il flusso delle riflessioni del poeta, veicolato dalla bellissima voce dell’attrice. Dai passi tratti dal dialogo della Morte e la Moda - nel quale quest’ultima si presenta come sorella della morte, in quanto entrambe figlie della Caducità, e le spiega in cosa è del tutto simile a lei, insistendo sulla condivisa volontà  con la quale impongono agli uomini indicibili sofferenze per  rispettare le consuetudini sociali - ai passi tratti  dal dialogo  di Malambruno e Farfarello, nel quale si nega all’uomo la felicità: Malambruno potrebbe avere ricchezza e  potenza ma mai colmare il suo infinito desiderio; sentire è soffrire, poiché l’uomo, attraverso i propri sentimenti, diventa cosciente del divario tra ciò che desidera e ciò che la realtà concede. La foga dell’attrice, la sua abilità a sdoppiarsi continuamente nei vari personaggi dei dialoghi che attraversa, anche con un uso virtuosissimo della voce, ci tende come corde. Poi d’improvviso la sua voce e il suo volto si distendono e siamo attraversati dai versi dei Canti “A se stesso”, “ La sera del dì di festa”, che per quanto esprimano il dolore dell’uomo sono recitati  con tale grazia  da acquietare per qualche momento il cuore e riempirlo di suprema bellezza.  Ma è solo un momento: la consolazione illusoria non è concessa a lungo a chi non intende dissimularsi “nessuna parte dell’infelicità umana ed accettare tutte le conseguenze di una filosofia dolorosa ma vera”. Paradossalmente Leopardi fu avvertito dai suoi contemporanei come reazionario ,poiché avversava con tutte le sue forze quel mondo borghese capitalistico che andava espandendosi in alcuni stati europei e intuiva quanto quelle leggi di sviluppo basate sul massimo profitto fossero del tutto incuranti delle conseguenze negative sugli individui. La sua coscienza critica gli rendeva odioso quel mondo che mascherava il cinico egoismo e mai  volle accontentarsi del rifugio nei sentimenti privati. La sua fu una protesta esistenziale che ai nostri giorni risulta più che mai viva: la polemica nei confronti delle illusioni sui benefici della crescita produttiva, anteposta a qualunque altro interesse, riduce l’uomo a funzione, strumento, numero. A partire da questa premessa, il suo messaggio oggi non è l’invito alla rassegnazione, bensì il monito all’acquisizione di una forza morale e di un impegno  per liberarsi dal tormento individualista. Individualismo, dunque, come valore e non come ideologia. E quale la nostra esigenza, oggi, se non quella di creare strutture in cui dialogare e sentirci partecipi di una realtà comune? “ Onesto e retto conversar cittadino” .


(4 febbraio 2012)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




Seguici su



Consiglia questo indirizzo su Google








TUFANO ELETTRODOMESTICI









Morto Arnoldo Foà, aveva 98 anni: protagonista del ´900 dal teatro alla tv

L´actualité du mois et le programme des Théâtres Parisiens Associés Venez découvrir les pièces des Theatresparisiensassocies.com !

Venezia - HEDDA GABLER di Henrik Ibsen AL TEATRO GOLDONI DI VENEZIA | 8-12 gennaio 2014þ con Manuela Mandracchia, Luciano Roman, Jacopo Venturiero, Simonetta Cartia,Federica Rosellini, Massimo Nicolini, Laura Piazza