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"DUE TEATRI UN REGISTA" - Per una "tradizione" napoletana dell´Avanguardia
Inaugurazione Accademia Belle Arti 24 gennaio

Servizio di Antonio Tedesco

Napoli - Una Mostra per Gennaro Vitiello. Organizzata dall´Accademia di Belle Arti di Napoli. Come a dire, la roccaforte da cui le prime avanguardie, portatrici di una nuova idea di teatro, si sono mosse. Era il 1964. Alcuni professori di quell´Accademia (Giovanni Girosi, Odette Nicoletti, Anna Caputi, Carlo De Simone e, appunto, Gennaro Vitiello), provenienti da svariate discipline (scenografia, costumi, musica, storia del teatro ecc.) percepirono la necessità di rinnovare quel linguaggio teatrale che, a Napoli in particolare, rischiava di appiattirsi e sclerotizzarsi su degli schemi che, in mancanza di nuovi stimoli, continuavano a riproporsi sempre uguali a sé stessi.

Alla fine del 1966, l´agguerrito gruppo di "professori d´assalto" stabilì il suo avanposto in una sorta di scantinato, un ex deposito, collocato al numero 18 di Via Martucci. Il Teatro Esse ("… cominciando dalla Sperienza e con essa investigare la ragione" frase di Leonardo da Vinci nella quale si racchiudeva, in sintesi, la filosofia e lo spirito del nuovo gruppo teatrale) fu la base da cui partirono, fino al 1972, anno del suo scioglimento, le folgoranti intuizioni sceniche che possono considerarsi l´avvio di una vera e propria rivoluzione nel tradizionale e consolidato ambito del teatro napoletano.
Questa mostra (dal 24 gennaio all´8 marzo nei locali dell´Accademia) si propone, adesso, di riempire un vuoto di analisi e documentazione, durato a lungo e che solo di recente alcune pubblicazioni anche se in maniera parziale, hanno cominciato a colmare.
L´ attività registica di Gennaro Vitiello, come ben individuato dal percorso della mostra che abbraccia il periodo 1963-1985 (anno della morte di Vitiello), si è svolta in un momento di grandi fermenti e mutamenti, a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta ed è proseguita fino alla prima metà degli anni Ottanta lasciando una traccia profondissima e molto viva ancora oggi tra quanti lo ricordano come un insostituibile maestro.
L´influenza avuta da Vitiello sul   Nuovo Teatro Napoletano, quello sviluppatosi soprattutto negli anni Ottanta, è stata grandissima.  Unanimamente apprezzata, non solo da quelli che hanno avuto la fortuna di cominciare con lui la propria carriera artistica (Mastelloni, Barra, Vittorio Mezzogiorno, Enzo Salomone, per citarne solo alcuni) ma forse ancora di più da coloro che, in seguito, hanno riconosciuto nel suo lavoro una strada aperta da seguire e continuare.
Vitiello (come ha fatto Roberto De Simone ma principalmente in campo musicale) è stato il primo a mettere in contatto una tradizione tanto gloriosa quanto ingombrante come quella del teatro napoletano e le grandi correnti innovative che soffiavano sul teatro europeo di quegli anni.
Gennaro Vitiello è stato l´anima ispiratrice e il motore propulsore dei due grandi gruppi teatrali capostipiti del teatro di ricerca e sperimentazione napoletano, il Teatro Esse e il Libera Scena Ensamble. Quest´ultimo fondato dopo la chiusura del Teatro Esse, con sede nello storico Teatro nel Garage, a Torre del Greco. Alla guida di queste due compagini egli ha compiuto un percorso scenico esemplare per intensità e coerenza. La grande drammaturgia europea, Lorca, Tardieu, Artaud, Genet, Buchner, riviveva in un contesto ambientale e culturale del tutto nuovo, e in parte ad essa alieno, trovando nuovi e sorprendenti spunti e inattese quanto originalissime vie di fuga.
Questo lavoro, negli anni del Libera Scena Ensamble, ha trovato una delle sue espressioni più felici nelle famose traduzioni-trasposizioni di Brecht in napoletano operate dallo stesso Vitiello (Il Signor Puntilla e il suo servo Matti che divenne Padrone e sotto e Il cerchio di gesso del Caucaso che si trasformò in Mammà chi è?).
Va detto ancora che la sua influenza è stata grande anche su due dei più riconosciuti e  rappresentativi esponenti del nuovo teatro napoletano, quali Annibale Ruccello ed Enzo Moscato. Si ricordano a tal proposito le prove e la prima rappresentazione di Scannasurece, testo e interpretazione di Moscato, regia di Ruccello, avvenute nel Teatro nel Garage, come detto, sede storica della Libera Scena Ensamble. Precedute da una fitta corrispondenza attraverso la quale Enzo Moscato inviava a Gennaro i suoi testi in lettura per averne consigli e giudizi.
Ora questa mostra, realizzata dall´Accademia in collaborazione con l´Associazione Scena Sperimentale Gennaro Vitiello, presieduta dalla figlia di Gennaro, Cordelia, e curata da Giovanni Girosi e Paola Visone, colma, in parte, una lacuna che rischiava di farsi voragine e dalla quale giungevano voci che andavano facendosi nel tempo sempre più flebili e lontane.

L´augurio che possiamo fare è che sia solo l´inizio. Nella convinzione che una vera riqualificazione della città passa innanzitutto attraverso la sua storia artistica e culturale.  Della quale non sempre siamo buoni custodi.

 

(24 gennaio 2012)


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