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"Questa sera si recita a soggetto", di Luigi Pirandello, al Teatro Diana, sino al 29 gennaio, con Mariano Rigillo, Anna Teresa Rossini. Regia di Ferdinando Ceriani

Servizio di Maurizio Vitiello

Napoli – Certamente è uno spettacolo che prende; in alcuni momenti si captano e si respirano momenti alti, prodromi, all´epoca, del grande teatro del Novecento.

"Tutto il teatro recita!" scriveva un entusiasta Luigi Pirandello, dopo aver assistito alla prima tedesca di "Questa sera si recita a soggetto", scritta nel 1930, durante il suo volontario esilio berlinese. Questa breve annotazione è una sintesi perfetta delle emozioni che si provano rivedendo l´opera: è un´incontenibile dialettica di suoni, di luci, di colori, di gesti e di passioni (elementari).

Si può affermare che è un montare e smontare la macchina scenica, una sorta di "torneo di scacchi giocato tra Diderot e Stanislawskij" come suggeriva, con velata ironia, il grande regista e scrittore Giuseppe Patroni Griffi.
Si tratta di un delicatissimo meccanismo scenico che è anche figlio di quella Germania, di quella Berlino in cui viveva il grande commediografo Luigi Pirandello; si era in piena Repubblica di Weimar, al centro della rivoluzione culturale dell´epoca, da dove partì il grande creativo Gropius, la grande cinematografia tedesca, che andò a sostanziare l´espressionismo e il teatro di Bertolt Brecht e Kurt Weill, tanto per citare due nomi.
Si impegnano gli attori in campo e il pubblico segue, pochi i momenti di china, tanti i momenti di mute eccitazioni motivate, tra turbamenti e frenesie, fermenti e stimoli.
Fondamentalmente, lo spettacolo ci rende visibili, udibili e tattili le possibilità del teatro, le sue invenzioni per interpretare la realtà e spalmare la vita.
Nel 1930 fece scalpore l´attraversamento in tanti territori di questo tipo di teatro, che voleva varcare nuovi orizzonti interpretativi e ambiti logici.
Da vedere.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


(19 gennaio 2012)


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