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"Made in Sud" sino al 22 gennaio al Teatro Cilea con i brillanti Gigi & Ross

Servizio di Maurizio Vitiello

Napoli - Uno show-comico live condotto da Gigi e Ross con la partecipazione di Fatima ha richiamato moltissima gente e il "Cilea" era pieno alla "prima", cosa insolita di questi tempi. Made in Sud è un alternarsi di espressioni comiche del Sud e dal Sud; è la ripresa del live di cabaret dal Tam. Conduttori: Gigi e Ross, che dal laboratorio del Tam, sono arrivati alla ribalta di Zelig e di Mai dire Martedì (parodia delle Iene, degli Zero assoluto, di Tiziano Ferro e di Gigi D´Alessio); e Fatima, una giovanissima e carinissima scoperta del Tam, li affianca in una conduzione fresca e briosa. Sul palco insieme a Gigi Ross e Fatima ci sono: Frank Carpentieri, Enzo Fischetti, Salvatore Gisonna, Lello Musella, Nello Iorio, Due x Duo, Alessandro Bolide, Arteteca, Ciro Giustiniani, Doppia Coppia, Enzo & Sal, Gemelli De Falco, Ivan & Cristiano, Mariano Bruno, Pasquale Palma.
Le novità di questa terza edizione sono: Gino Fastidio, I Malincomici; Mino Abacuccio, Gianni Marino …
Tutti questi artisti formano un´aggregazione in cui svettano delle future identità teatrali partenopee; siamo sicuri che alcuni di loro usciranno e diventeranno delle icone. I due tempi sono un po´ lunghi, anche se sono disseminati parecchi tratti con risata innestata.
Irresistibili dei momenti scenici, garbate alcune ironie, ma si sente, si avverte ancora il peso di un linguaggio gergale teatrale partenopeo, fondamentalmente non attraente.
Che ci si possa esprimere con aria canzonatoria, studentesca, istrionica avvalendosi dei repertori gergali di tutti i quartieri napoletani e dell´hinterland incide non poco sulla resa; stiamo qui a significare che battute, gags, trovate sono di un taglio antropologico che possono anche non varcare il Garigliano.
Ci spieghiamo meglio; la comicità dovrebbe essere ascoltata e recepita da un pubblico più vasto per essere presa di coscienza nazionale.
Le battute grevi, i soprassalti gergali, le dinamiche linguistiche viscerali di un´antropologia quotidiana partenopea possono essere recepite, e pur anco accettate; il pubblico, difatti, ride, ma alla fine dei conti non crediamo che tutto ciò promuova un arricchimento.
Una nota dello spettacolo segnala che: "Si tratta di un puro gioco, uno scherzo privo di volontà polemica e regionalistica, una scusa divertente per giocare con gli stereotipi nord /sud della tradizione italiana, nello stesso tempo offrire visibilità ad alcuni giovani cabarettisti del sud."
La battuta salace, la battuta ardita, la battuta amara, la battuta intrigante, il motto di spirito, il raffinato calembour superano sempre le scivolate gergali, il "botta e risposta", supervelocissime colluttazioni in scena, il "fraseggio" melodico, che possono portare a invadere solo un "cul de sac" .
I giovani in scena hanno Napoli alle loro spalle con giochi parossistici, contraddittori e memorie tarlate; ma hanno anche dalla città una frontiera sorgiva con continuità plastiche e sceniche, cosa invidiabile a qualsiasi altra capitale culturale.
Si ripeschi dalla memoria teatrale il meglio e lo si coniughi con l´attualità più avvilente, più malsana, più derelitta e/o con quella luce che è sempre fuori da ogni tunnel, ben sapendo che quello che deve essere riportato non deve essere reso per distrarre, ma per cambiare, sperando che la sottigliezza venga colta.
In conclusione, spettacolo, comunque, da non perdere con i suoi lampi eccellenti e con i suoi momenti sdruccioli di convenzionali banalità; e siamo sicuri che si vede oggi chi uscirà domani.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA


(16 gennaio 2012)


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