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IL TEATRO IN CUCINA CON GIANCARLO COSENTINO

“LA GENOVESE”: ESPERIMENTO RIUSCITO AL TEATRO SANNAZARO

Servizio di Daniela Morante

Napoli - Già Isabelle Allende ci ha insegnato nei suoi libri, intrisi di magie e credenze popolari, di come la cucina sia legata all’alchimia, l’alchimia appunto dei sentimenti.

Ed è vero che già nello scegliere gli ingredienti giusti, nel disporli su un piano e prepararli per  poi cucinarli, come in un rito di iniziazione alla cura e al nutrimento di sé e dell’altro, si ha modo di comunicare ai commensali i propri sentimenti … come  se le stesse pietanze poi, elaborate e sottoposte al calore della fiamma, assorbissero i nostri umori per poi renderli manifesti: una salsa scura e tiratissima e magari un po’ bruciata sul fondo, può infatti trasmetterci rabbia e malcontento, così come una spuma può restituirci la dolcezza di un sentimento sottile e benefico.

Cosentino come regista e attore protagonista, sviluppa lo spettacolo, appunto sulla preparazione di una salsa tipica napoletana, di antica tradizione, la genovese, su un testo di Rosi Padovani, in un palcoscenico adibito a cucina, dando voce ad una coppia in crisi matrimoniale che, proprio nel fare cucina si ritrova a  cercare risoluzioni alla loro unione.
Tagliando e sminuzzando così gli ingredienti necessari, sviscerano e poi stemperano rabbie represse e malcontenti mai espressi, sbagli e reciproche dimenticanze.
Analizzano i passaggi cruciali della loro storia d’amore, lei  taglia le cipolle e con le lacrime di irritazione,  manifesta il suo dispiacere, con l’infilzare la carne, tagliare a cubetti le carote invece si esprime il risentimento di lui, così come l’assaggiare insieme la pietanza dal fuoco, si crea una nuova complicità,  il via all’incontro che culminerà nel gesto meccanico e liberatorio di spezzare la pasta a libera espressione di un orgia di dichiarata passione che corona l’anelata riconciliazione.
La modalità proposta è insolita e ispira simpatia, perché in un certo senso ci trasmette una freschezza nell’intendere il teatro un po’ come un cafè chantant: luogo di incontro e confronto con il pubblico presente, che viene  coinvolto attivamente sia nella preparazione della genovese che nel susseguirsi della vicenda amorosa.
Si  rompono così gli schemi: la platea liberata dalle poltrone, diventa sala con piccoli rotondi tavolini per gli spettatori e gli attori si muovono dal palco alla platea mescolando con naturalezza gli spazi in un tutto organico.
L’esperimento risulta efficace per la bravura anche comica dei personaggi  in scena, Giancarlo Cosentino, Sonia Prota, Ornella Varchetta e Sergio Caporaso.
Il finale poi dello spettacolo, con l’offerta ai presenti di un vero piatto di pasta alla genovese servito caldo e accompagnato da un buon vino rosso, genera accoglienza e sorrisi e un piacevole  ed inconsueto odore di cipolle si infonde per la sala. Andato in scena dal 16 al 18 dicembre.

 

(20 dicembre 2011)

 



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