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Il viaggio metafisico di un´anima errante in scena al San Carlo

L´Olandese Volante di Richard Wagner

Servizio di Francesca Piccirillo


Napoli - Il Teatro San Carlo celebra il bicentenario della nascita di Richard Wagner con "L´Olandese Volante" in scena dal 19 al 28 aprile. Dirige l´orchestra lo specialista wagneriano Stefan Anton Reck, mentre il greco Yannis Kokkos firma scene, costumi e regia in un allestimento visionario e moderno ispirato alla spettrale sublimità delle ambientazioni nordiche. La condizione psichica del "navigatore maledetto" viene esaltata da una lettura metafisica dell´Opera resa grazie all´ausilio della regia video di Eric Duranteau, e da una scenografia volutamente scarna, costruita su pochi elementi e su giochi di specchi e di luci.

Nel cast: il bassobaritono finlandese Juha Uusitalo e Jalun Zhang (L´Olandese); Stanislav  Shvets (Daland); Will Hartmann (Erik);il soprano portoghese Elisabete Matos (già protagonista nell´Olandese Volante messo in scena nel marzo 2003 a Napoli)  e Jennifer Wilson (Senta); Elena Zilio ( Mary); Enzo Peroni(Steuermann);  Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo con la partecipazione del Nuovo Coro Lirico Sinfonico Romano. La storia narra le vicende di un navigatore errante che dopo aver maledetto Dio è condannato a vagare senza meta fino al giorno del giudizio al bordo del proprio vascello. Solo l´amore di una fedele e sincera fanciulla porrà rimedio a questa condanna. È proprio questo concetto di redenzione e di catartica liberazione la novità che si insinua nell´armonia della musica romantica di Wagner e in quella "poetica del mare" che tornerà nel Tristano.

Il mito del Wanderer, desunto dalle leggende folcloristiche nordeuropee e ispirato al racconto di Heinrich Heine: "Aus den Memoiren des Herren von Schnabelewopski" confluisce nella trama dell´Olandese arricchito da spunti autobiografici, come l´esperienza di un travagliato viaggio in mare durante una tempesta risalente al 1839 ( di cui Wagner fa menzione nel "Mein Leben").

Allontanandosi sempre più dai soggetti storici il drammaturgo ricerca ispirazione nel mito che risponde ad una esigenza di indeterminatezza ed ingenuità tradotta nella così detta "melodia infinita"; un tessuto musicale ininterrotto in cui non si avvertono giunture o riprese;  ecco che il cromatismo wagneriano realizza una perfetta simbiosi tra avvenimento scenico e sonoro.

Wagner diresse la prima de L´olandese volante (Der fliegende Holländer ) anche  conosciuto con il titolo: Il vascello fantasma, alla Semperoper di Dresda il 2 gennaio 1843, segnando una cesura nell´evoluzione del linguaggio musicale dell´Ottocento. Quest´ Opera si inserisce perfettamente nella riforma drammatica e musicale operata dal compositore che portò alle estreme conseguenze le premesse romantiche di inizio secolo. Scritta, inizialmente come atto unico, oggi eseguita in tre atti, su libretto dall´autore stesso, L´Olandese rappresenta un Wort-Ton-Drama, un´opera in cui musica e parole nascono dalla mente dello stesso genio.

In occasione delle rappresentazioni de L´Olandese Volante il Teatro San Carlo in collaborazione con la Fondazione PLART, espone nel Ridotto la scultura di Anselm Kiefer: "Claudia Quinta" (2000). Il melodramma wagneriano e l´opera di Kiefer rimandano a tematiche comuni quali la nostalgia dell´infinito, la ricerca della libertà, la colpa e la redenzione.

 

 

18 aprile 2013



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