Giovedì, 04 Marzo 2021  
                                                   

Cerca:  

 

Al Teatro San Ferdinando dal 28 febbraio al 4 marzo
"Le cinque rose di Jennifer" di Annibale Ruccello con Benedetto Casillo e Franco Javarone
Servizio di Eduardo Paola

Napoli – Martedì 28 febbraio, in prima nazionale al Teatro San Ferdinando, è andato in scena lo spettacolo teatrale "Le cinque rose di Jennifer" di Annibale Ruccello nel nuovo allestimento firmato da Pierpaolo Sepe, il quale dopo aver diretto il monologo Anna Cappelli con Maria Paiato, torna ai testi di Ruccello affidando il ruolo dei due travestiti a Benedetto Casillo e Franco Javarone. Lo spettacolo, sicuramente uno dei più attesi della stagione, si fermerà al San Ferdinando fino al 4 marzo, per poi riprendere al Teatro Nuovo dal 12 aprile. Il testo, scritto nel 1980, è considerato il manifesto della nuova drammaturgia napoletana e segna il debutto del drammaturgo/attore di Castellammare di Stabia prematuramente scomparso nel 1986. Questo nuovo allestimento, in apparenza molto “avanguardistico”, resta assolutamente fedele al testo e ai personaggi.  Jennifer, interpretato da un bravissimo e sensibilissimo Benedetto Casillo, si muove su una scenografia che ricorda le classiche trasmissioni tv anni ’60 di Antonello Falqui, dove anche il nome del protagonista, posizionato in alto a caratteri cubitali, diventa all’occorrenza elemento scenografico trasformandosi in palcoscenico per le esibizioni canore domestiche di Jennifer. Anche l’ingresso dei personaggi in scena avviene come nel più classico dei Varietà, con tanto di stacchetto musicale e applauso registrato. La solitudine dei personaggi è rappresentata con la completa mancanza di elementi in scena: telefono, radio e altri oggetti di vita quotidiana sono assenti sottolineando la condizione emotiva ed il vuoto esistenziale che annienta l’animo di Jennifer. Come ha dichiarato il regista Pierpaolo Sepe, in questa nuova messinscena le due figure  sono appesantite anche dal fisico e da un’età non più giovanissima, un elemento che riesce a dare ancora più forza e drammaticità, lasciando immaginare un trascorso di una vita fatta di emarginazione, di delusioni e amarezze, elementi che trovano il momento clou nella scena in cui Jennifer ha la consapevolezza che Franco non telefonerà mai e che mai varcherà la soglia di casa, e si abbandona al suo dolore attaccandosi ad una bottiglia di whisky, affogando la sua disperazione e lasciando che le lacrime sciolgano il trucco e il cerone in viso, ormai inutili. Benedetto Casillo entra in punta di piedi nei difficili panni di Jennifer, con una recitazione calibrata, ricca di sfumature sia vocali che gestuali trasmettendo l’angoscia, la paura, la disperazione, l’illusione e la solitudine di un personaggio che va oltre qualsiasi etichetta sessuale, sociale, umana. Franco Javarone con la sua fisicità marcata fa a pugni con l’immagine stereotipata del travestito Anna, dando al personaggio una drammaticità soprattutto fisica. Questa nuova messinscena allestita per i 25 anni dalla morte di Annibale Ruccello può considerarsi una grande scommessa vinta, che mette in luce tutta la forza drammatica di un testo che ha come tema principale un male che paradossalmente, oggi più che mai, nell’era della comunicazione è sempre più presente e angosciante: la solitudine.



(2 marzo 2012)

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Seguici su




Consiglia questo indirizzo su Google








TUFANO ELETTRODOMESTICI



TEATRO STABILE VERONA

3 - 4 - 5 - 6 dicembre ore 21.00 / Teatro Nuovo

Grease

regia Saverio Marconi
co-regia di Marco Iacomelli

di Jim Jacobs e Warren Casey

con Filippo Strocchi e Serena Carradoni

10 - 11 - 12 - 13 - 14 dicembre ore 20.45 - 15 dicembre ore 16.00 / Teatro Nuovo

Prima del silenzio

regia Fabio Grossi

di Giuseppe Patroni Griffi

con LEO GULLOTTA

con  EUGENIO FRANCESCHINI e le apparizioni di  SERGIO MASCHERPA e ANDREA GIULIANO

Firenze, Teatro della Pergola 3/8 dicembre

´NA SPECIE DE CADAVERE LUNGHISSIMO di e con Fabrizio Gifuni

Da Pier Paolo Pasolini e Giorgio Somalvico. Regia Giuseppe Bertolucci

Materiali per una drammaturgia: da Pier Paolo Pasolini Scritti Corsari, Lettere Luterane, Siamo tutti in pericolo (intervista di Furio Colombo a Pier Paolo Pasolini del 1 novembre 1975), La nuova forma della meglio gioventù, Abbozzo di sceneggiatura per un film su San Paolo, Poesia in forma di rosa, Ragazzi di vita; di Giorgio Somalvico Il Pecora.

Milano, Teatro Manzoni, dal 10 al 31 dicembre Il diavolo custode scritto, diretto e interpretata da Vincenzo Salemme