Lunedì, 14 Ottobre 2019  
                                                   

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IL TRIONFO DEL NICHILISMO

IL DON GIOVANNI  - Vivere è un abuso, mai un diritto di e con  Filippo Timi

Al Teatro Bellini di Napoli dal 29 novembre all´8 dicembre

Servizio di Antonio Tedesco

 

Napoli - Dal prototipo di Tirso da Molina (El burlador de Sevilla y convidado de piedra del 1625), alle versioni successive di Molière e Mozart, Don Giovanni è sempre stato un personaggio eversivo, fuori dalle convenzioni sociali, un simbolo, anche tragico, di lontananza dalle regole e di trasgressione. Che si pone, essenzialmente,  come elemento di contrasto mettendo in evidenza le ipocrisie e le falsità sulle quali si basano il consenso e la convivenza sociale. Si capisce, quindi, quanto fascino possa esercitare tale personaggio su un attore, anch´esso fuori dai canoni convenzionali come Filippo Timi, che fa di Don Giovanni uno strumento per mettere a nudo la sua stessa anima, il suo modo di intendere la vita, il teatro, il mestiere d´attore. A tal fine, con questo allestimento, da lui scritto e diretto, oltre che interpretato e che potremmo definire una variazione sul tema del Don Giovanni, Timi sfrutta appieno le possibilità che il palcoscenico gli offre per dialogare con il pubblico, per aprirsi ad esso e per "aprirlo", a sua volta, sollecitandone le reazioni, provocandone la capacità di cogliere stimoli ed emozioni fuori ed oltre gli standard usualmente proposti a teatro.


Massimo Carrino esordisce al Piccolo Massimo Troisi  con gli ingredienti giusti per un puro cabaret

Servizio di Marco Catizone

Napoli - Il comico sta lì, sospeso; lo vedi calcare il palco ligneo a mezz´aria, e tu dalla platea a chiederti quale sia l´appiglio, dove poggi il suo peso, il suo corpo scenico: v´è sempre un´ ombra di atellana memoria, il fou ammanta a sorriso il suo stocco, affonda deciso, lì dove il bastione non regge, ab imo pectore (per dirla alla romana). Ed è la risata il succoso distillato che sgorga sincero dall´opera comica, che nasce "d´amblais",  non s´arrovella nel decostruttivismo umoristico, né come satira mordente punta al castigo dei "mores" d´ogni tempo e paese. Vuole e predilige lo sghignazzo, è mistero buffo, di stampo priapesco, arlecchino dinoccolato e pezzato, servitore di nessuno all´infuori di se stesso.


BASTA CON E LE SOLITE FACCE!
In scena la brava imitatrice Gabriella Germani, tonica ed efficace

Servizio di Maurizio Vitiello

Gabriella Germani convince con lo spettacolo  "BASTA CON LE SOLITE FACCE!"

La brava imitatrice ha scelto Napoli per il debutto nazionale al Teatro Troisi, a Fuorigrotta, che è presidio culturale. Gabriella Germani ha segnalato "Il titolo è metaforico perché non uso i trucchi e le parrucche che indosso solitamente in tv,  ma recito con la mia faccia . Ho deciso di partire da Napoli perché il pubblico è notoriamente caloroso e i napoletani sono comici per natura". Lo spettacolo è un "one woman show" con il solo pianista, Alessandro Gwis, di rinforzo per le giuste pause e per alcuni centrati accompagnamenti musicali in cui Gabriella Germani, nota per le sue imitazioni televisive e per quelle radiofoniche con Fiorello e Marco Baldini, commenta attualità, politica, televisione, cinema, attraverso l´imitazione di personaggi che l´hanno resa notissima al grande pubblico.


Some Girl(s) al Piccolo Bellini dal 28 novembre all´1 dicembre e dal 5 al 15 dicembre

Servizio di Mario Migliaccio

Napoli A volte, nella vita, capita di comportarsi in maniera scorretta con persone particolari. Persone che in un certo senso hanno fatto parte della nostra esistenza e con le quali abbiamo condiviso molto. Così, per cercare di "regolare i conti", con grande umiltà, si fa un salto indietro nel proprio essere. Questo è ciò che accade in "Some Girl(s)", in cui il protagonista (Gabriele Russo), giovane insegnante e aspirante scrittore, decide di tornare indietro nel tempo e di andare alla ricerca delle sue ex che, per svariati motivi, ha fatto soffrire. Egli decide di fare questo viaggio nel passato proprio prima di sposarsi. Nello spostarsi da un albergo all´altro, luoghi in cui avvengono gli incontri con le ex, vien fuori il ritratto di un uomo con la paura estrema di impegnarsi in un rapporto serio ed il senso di colpa continuo per un passato che non gli dà pace.


In scena all´Acacia "A ciascuno il suo" con repliche fino al 1 dicembre

Sebastiano Somma protagonista dell´adattamento teatrale del giallo di Sciascia

Servizio di Francesco Gaudiosi

Napoli - Sebastiano Somma, dopo essere stato protagonista nella recente messa in scena teatrale di "Il giorno della civetta",  torna interprete principale a teatro con un´altra novella di Leonardo Sciascia, "A ciascuno il suo", con la regia di Fabrizio Catalano e l´adattamento teatrale di Gaetano Aronica, entrambi già presenti nel cast del primo spettacolo e con Daniela Poggi. Ambientato in una provincia di Palermo negli anni ´60, il testo è un perfetto ritratto della sicilianità e dei suoi abitanti, i quali si ritenevano essi stessi legati al passato e incapaci di accettare l´avvento dei tempi nuovi, rievocando sapori fortemente pirandelliani e gattopardiani, nel quale il "nuovo" non solo viene visto come realtà lontana e irraggiungibile, bensì come un potere ostico contro il quale bisogna combattere affinché tutto permanga nella condizione di stasi e di apparente benessere dietro al quale ciascun individuo cela i propri interessi.


"Il mare non bagna Napoli"

Antonella Monetti ripercorre "La città involontaria" al Ridotto del Mercadante

Servizio di Federica De Cesare

Napoli - In scena al Teatro Stabile di Napoli l´incapacità di accettare la realtà e lo spaesamento, propri del testo di Anna Maria Ortese. L´adattamento di "La città involontaria" alla veste teatrale riesce, forse, a suscitare un ancor più forte impatto.

La potenza evocativa delle parole della Monetti, la semplicità dei costumi e la crudezza dei suoni sui quali ondeggia un non più giovane ballerino, riempiono di fatto una scena piuttosto minimale. 

Un´interpretazione trascinante e profonda che colpisce il pubblico portandolo a percorrere, insieme all´attrice, l´interno dei granili narrati dall´Ortese.


La Confalone come Eduardo. Un solo grido: Fuitevenne!

Galleria Toledo, l´amarezza dell´attrice per una Napoli senza speranza

Servizio di Mario Migliaccio

Nella maggior parte delle rappresentazioni vengono trattati temi vari e stravaganti, che girano attorno a mondi incantati o a realtà lontane dalle nostre.  In Fuitevenne, alla Galleria Toledo dal 5 al 17 novembre, ne viene considerato uno che tanti sottovalutano, e che invece assume rilevanza straordinaria: la realtà! Marina Confalone, autrice, attrice protagonista e regista dello spettacolo, riesce a mostrare la realtà in un modo semplice, regalando allo spettatore tre atti dove mette in luce i problemi della nostra quotidianità.


Con "Tempo pessimo per votare" si apre la stagione all´Elicantropo

Un testo di Saramago adattato da Carlo Cerciello

Servizio di Maddalena Porcelli

 

 

Napoli - L´Elicantropo apre la nuova stagione 2013/2014 con una rappresentazione molto interessante, la cui regia è firmata da Carlo Cerciello. Lo spettacolo è tratto dal testo di Josè Saramago, "Saggio sulla lucidità", posteriore al romanzo dell´autore, "Cecità", al quale per certi tratti si ricollega, attraverso echi e rimandi di personaggi descritti. Cerciello, da sempre impegnato in un teatro connotato da un forte impegno politico e civile, sorretto dal prezioso, essenziale, contributo degli allievi del suo laboratorio permanente, tutti ottimi attori in scena, ci offre una rappresentazione che fin dal titolo "Tempo pessimo per votare",  ne denota l´intento, quello cioè di una disamina della condizione di assoggettamento di un popolo, non interessa quale, né di qual luogo, a un potere cinico e spietato, sottoposto esso stesso al dominio del mercato, che non accetta regole, essendo al contempo dentro e fuori alla legge.

 

I Venerdì del MuRu tra musica, cultura e teatro

Servizio di Federica De Cesare

Napoli - partita il 22 novembre la rassegna di spettacoli che animerà i venerdì del MuRu di via Bonito 19. Una serie di eventi nati e diretti dal sentire del regista Giovanni Meola, dello scrittore Eduardo Savarese e di Raul Marconi e Giovanna Izzo, musicisti e docenti della scuola Emme Musica. Il filo rosso della rassegna è l´Uomo, nelle sue debolezze, nei suoi amori e nei suoi sogni.

Giovanni Meola presenta i "Racconti che ci raccontano", una selezione di racconti brevi, frutto della mente di grandi autori del ´900, da Pirandello a Sciascia passando per Brancati. La prima serata ha visto rivivere, grazie all´interpretazione di Enrico Ottaviano, le parole di Pirandello in un connubio tra ipocrisia e relatività.


Medea dal 22 novembre al 1 dicembre al Teatro Nuovo. Regia di Pierpaolo Sepe

Servizio di Marco Catizone

Napoli -  Recherche  cruenta ed estremistica, un dasein scenico polisemico, per femmina-lupa, femmina-ferale, madre cannibale,  ancestrale ed anti-vestale, in una parola, Medea: da Euripide, passando per Seneca, o per la penna di Jean Anouilh (dove in scena imperava una Medea-Magnani struggente ed allucinata) oppure nella visione di Corrado Alvaro, riscrivere o reinterpretare la polimorfa Medea è ricerca folle e complessa; Medea-antenata, in tempi cupi di stilettate al cuore delle donne, Medea- perseguitata, eppure carnefice, respinta e nomade, vittima di concentramento in campo lungo, profuga e menade, sconfitta e sterminatrice.

 


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Napoli Piccolo Bellini
Dal 26 dicembre al 5 gennaio

A zonzo #02
Progetto, scrittura, partitura fisica e regia di InBalìa Compagnia Instabile
con Marco Cacciola, Michelangelo Dalisi, Francesco Villano

26 >30 dicembre 2013

Mutamenti/Teatro Civico 14

QUESTIONE DI UN ATTIMO

di Emanuele Tirelli

con Antimo Navarra

regia Roberto Solofria

Teatro Troisi  Napoli

mercoledì 25 dicembre ore 21.00

"UN NATALE DA PRINCIPI"

con Alan De Luca e Diego Sanchez