Lunedì, 18 Novembre 2019  
                                                   

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Sul concetto del volto nel Figlio di Dio della Socìetas Raffaello Sanzio

A proposito delle polemiche e delle contestazioni, la paura di guardare oltre il velo

Servizio di Antonio Tedesco

 

Milano - La contestata (da frange estremiste pseudocattoliche) rappresentazione dell´ultimo lavoro della Socìetas Raffaello Sanzio, Sul concetto del volto nel Figlio di Dio, ideato e diretto da Romeo Castellucci, in programma al teatro Parenti dal 24 gennaio, si ispira ad un racconto-parabola di Nathaniel Hawthorne, Il velo nero del pastore.

Nel testo si racconta del Pastore (di anime), il reverendo Hooper, che, ad un certo punto della sua vita decide di coprirsi il volto con un velo nero, rifiutandosi di rimuoverlo per tutto il resto dei suoi anni, e fino oltre il suo decesso. Questo velo genera angoscia e terrore nei suoi parrocchiani prima, e in tutti coloro, poi, con i quali il pastore viene a contatto.

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Al Teatro Totò fino al 29 gennaio
"Nanà, il musical – ovvero intricate storie di palle, pallottole e preghiere"

Servizio di Eduardo Paola

Napoli - In tempo di crisi è sempre il coraggio che si deve tirare fuori. È quello che hanno fatto Gaetano Liguori e Caterina De Santis, rispettivamente Direttore Artistico del Teatro Totò e del Teatro Bracco, unendo le loro risorse e fondando la Compagnia Stabile Napoletana. Dopo spettacoli di successo, già apprezzati dal pubblico e dalla critica, messi in scena negli anni scorsi, in questa stagione il debutto della Compagnia è affidato ad un musical che si ispira a Sister Act. "Nanà, il musical – ovvero intricate storie di palle, pallottole e preghiere", dopo un periodo di rodaggio al Teatro Bracco è ora in scena al Teatro Totò dove vi rimarrà fino al 29 gennaio.

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"DUE TEATRI UN REGISTA" - Per una "tradizione" napoletana dell´Avanguardia
Inaugurazione Accademia Belle Arti 24 gennaio

Servizio di Antonio Tedesco

Napoli - Una Mostra per Gennaro Vitiello. Organizzata dall´Accademia di Belle Arti di Napoli. Come a dire, la roccaforte da cui le prime avanguardie, portatrici di una nuova idea di teatro, si sono mosse. Era il 1964. Alcuni professori di quell´Accademia (Giovanni Girosi, Odette Nicoletti, Anna Caputi, Carlo De Simone e, appunto, Gennaro Vitiello), provenienti da svariate discipline (scenografia, costumi, musica, storia del teatro ecc.) percepirono la necessità di rinnovare quel linguaggio teatrale che, a Napoli in particolare, rischiava di appiattirsi e sclerotizzarsi su degli schemi che, in mancanza di nuovi stimoli, continuavano a riproporsi sempre uguali a sé stessi.

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"Questa sera si recita a soggetto", di Luigi Pirandello, al Teatro Diana, sino al 29 gennaio, con Mariano Rigillo, Anna Teresa Rossini. Regia di Ferdinando Ceriani

Servizio di Maurizio Vitiello

Napoli – Certamente è uno spettacolo che prende; in alcuni momenti si captano e si respirano momenti alti, prodromi, all´epoca, del grande teatro del Novecento.

 "Tutto il teatro recita!" scriveva un entusiasta Luigi Pirandello, dopo aver assistito alla prima tedesca di "Questa sera si recita a soggetto", scritta nel 1930, durante il suo volontario esilio berlinese. Questa breve annotazione è una sintesi perfetta delle emozioni che si provano rivedendo l´opera: è un´incontenibile dialettica di suoni, di luci, di colori, di gesti e di passioni (elementari).

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"Favola" al Teatro Bellini fino al 22 gennaio

Uno spettacolo che fa dell´ironia la sua arma vincente, l´ironia che strappa anche sorrisi amari

Servizio di Giovanna Castellano

 

Napoli - Si apre il sipario, la scena accoglie lo spettatore e lo prepara ad assistere a qualcosa di molto bello; sì, già la scena è bellissima. L´ambientazione è quella dell´America degli anni ´50, ma il messaggio che deriva dallo spettacolo è di quelli senza tempo: le false convenzioni sociali, l´ipocrisia dietro cui si maschera persino sé stessi, identità inconfessabili che poi diventano imbarazzanti verità, appartengo (e apparterranno) a tutte le epoche; e quindi anche il testo è bellissimo.

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´Na Santarella al Teatro RE NASONE di San Sebastiano al Vesuvio

Servizio di Antonio Tedesco

Napoli - San Sebastiano al Vesuvio. All´origine vi è una famosa operetta scritta dagli autori boulevardier  Meilhac e Millaud , Mam´zelle Nitouche. Eduardo Scarpetta, con un procedimento che gli era abituale, la rielaborò e la fece propria, adattando alla realtà italiana, in particolare a quella napoletana, caratteri e situazioni. In questa rinnovata veste presentò lo spettacolo al pubblico, nel 1889, con il titolo Na Santarella, e il successo fu immediato e grandissimo. La commedia tenne cartellone a Napoli per oltre tre mesi consecutivi, e partì, poi, per una trionfale tournée in tutta Italia. Fu, probabilmente, il massimo successo di tutto il pur vasto e acclamato repertorio di commedie scarpettiane.

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"Made in Sud" sino al 22 gennaio al Teatro Cilea con i brillanti Gigi & Ross

Servizio di Maurizio Vitiello

Napoli - Uno show-comico live condotto da Gigi e Ross con la partecipazione di Fatima ha richiamato moltissima gente e il "Cilea" era pieno alla "prima", cosa insolita di questi tempi. Made in Sud è un alternarsi di espressioni comiche del Sud e dal Sud; è la ripresa del live di cabaret dal Tam. Conduttori: Gigi e Ross, che dal laboratorio del Tam, sono arrivati alla ribalta di Zelig e di Mai dire Martedì (parodia delle Iene, degli Zero assoluto, di Tiziano Ferro e di Gigi D´Alessio); e Fatima, una giovanissima e carinissima scoperta del Tam, li affianca in una conduzione fresca e briosa.

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"Nel Nome del Padre" di e con Terry Paternoster, al Teatro Sancarluccio
Servizio di Marco Catizone

Napoli – Donna-bambina, alma di mater sgravata da peso, genesi amniotica, trinità uterina come alveo e manto regale; reale, per conto e resa di donna, al canto ferale d´un machismo di libido e protervia brutale, se non di forza "brutta"; che abbrutisce, scheggia, sbrecca il confine tra l´esser madre e sposa-compagna, di donna che è "donna" fin dal primo vagito, anche se resta bambina agli occhi della Mater, Figlia della Terra, e figlia dell´Uomo; eppur d´ uomo vittima, anche se mai succube, questo mai.

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"Porgy and Bess" tempo d´estate al San Carlo
Servizio di Daniela Abbate

Napoli - Chi di voi non ha mai ascoltato e canticchiato almeno per una volta nella sua vita un motivetto che fa: "Summertime and the livin´ is easy…" ? Il pezzo, Summertime, tratto dall´opera musicata di Gorge Gershwin ´Porgy and Bess´ e rappresentato per la prima volta nel 1935 a Boston, è divenuto uno dei più famosi brani jazz, interpretato da grani artisti come Billie Holiday, Louise Armstrong, Ella Fitzgerald, Miles Davis, Janis Joplin e dalla Dame Shirley Bassey, per citarne alcuni. Nell´opera la canzone è eseguita nell´atto I da Clara come una ninnananna per suo figlio, che tiene tra le braccia, mentre gli uomini sfidano la sorte giocano a dadi.

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"Anche gli Angeli si innamorano", la rappresentazione teatrale di Anthony Cerbone

Servizio di Raffaella Nolasco

Napoli - Gremita di spettatori la sala del teatro arte di Caivano, nel giorno dell´Epifania per assistere alla commedia "Anche gli Angeli si innamorano", scritta e diretta dal giovane talentuoso Anthony Cerbone e inscenata dalla sua compagnia: "Dreamers". Una storia affascinante, a tratti drammatica, che racconta della dura scelta di un Angelo dannato Terence Paz, interpretato proprio da Anthony.

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