Sabato, 24 Ottobre 2020  
                                                   

Cerca:  

 

Sul palco del teatro Sancarluccio

"Ercole e le stalle di Augia" tratto da Durrenmatt, con Stefano Parigi, regia Marco di Costanzo

Servizio di Marco Catizone

Napoli – Letame. Ch´esonda, tracima, travolge, lercio ricopre la trama sociale d´una civitas in lento disfacimento, in penosa quanto grottesca agonia; dal mito alla mitosi, per plastica divisione dell´ego in adamitiche costumanze, da pelle di Nemeo alla nemesi dell´ eroico, unico e semi-divino, nelle paludi morbose dell´umano dissentire. Nelle "Stalle di Augia", l´eracleo figlio d´Ellade e della folgore del Pluvio, emerge dal fosco mito per divenir quasi zimbello agli occhi del Durrenmatt: guitto del fato che lo assegna alle cure d´un falansterio politicante e fumoso, ad annaspare, muscolare e ebbro, nelle caditoie malmostose d´una "burocratia" senza limen in quel d´Elide, statarello poco ingombrante eppur fetico, meta infima e necessaria per eroiche ambasce, di crediti e debiti ad inseguirsi in muta costanza.

E’ Polibio-secretaire a tenere il conto, per l’Eroe ed il suo cerchio, e per la diafana Deianira, compagna del taurino e stracquo maschio, olimpico e perfetto, a simboleggiare per eccesso l’ impotenza del singolo individuo, schiacciato dagli ingranaggi d’una politica globale asservita a leggi non più umane, ma di mercato feticistico ed irreale, uno straniamento irrituale mai così acuto e perverso, cui si piega lo stesso Ercole invitto. Si dà ormai per defunta la baldanza d’un’era mitica, dove l’orizzonte era poco terso ma sgombro, cumuli deformi sbiaditi, e di contro adesso germoglia la mancanza di un “progetto” nella Storia, di una prospettica  rivoluzione antropica ricca di umano sentire e genuina speranza.

Nelle pagina e sul proscenio disegnati dall’autore belga, appare un locus a decandenza, una trasfigurata Europa rapita dai suoi vortici, percorsa da decadentismo strutturale, al suono greve d’un cupio dissolvi  in progressione, l’aura molliccia d’una  “fine civiltà”, non più così nobile, semmai annacquata da venature bluastre andate a male; letame, mota come foglia a ricoprire, fosse glassa sarebbe più affine, e fanè, di certo men funny: dunque, di bicipite flessuoso, di pala e badile, si smuova, si spali, s’impari che occorre voluptas per sedurre il consesso, occorrerebbe Deianira, e non il nerboruto adone. Eppure.

In scena  Parigi val bene una ressa, solo regge pashmina e rotea l’umbrela, segaligno rende la massa arborea di fasci e muscoli una leva dell’ingranaggio, sollevando l’argano sul non-sense acuto, dell’esser eroe sbertucciato dal vacuo cicaleccio politicante, impotente pur essendo di tutti il più possente.

Non resta che affidarsi al “Presidentissimo” di turno, l’ Augias molto in auge, crepitando sul fondo d’un barile catramoso da raschiare, senza luci a rischiarare: in fondo, che male vuoi che faccia un po’ di letame, a fermentare sulla pelle, se le teste ne traboccano in divenire?

Applauso meritevole, un sol uomo in scena a riempire le assi, e parevano cento o poco più.

Spettacolo d’umore ed ironia per tempi difficili.

Al Sancarluccio, fino all’11 novembre.

15/11/12

© RIPRODUZIONE RISERVATA




Seguici su



Consiglia questo indirizzo su Google





LA COMPAGNIA IL GUAZZABUGLIO PRESENTA "ATTERRAGGIO DI FORTUNA" DI COLOMBA ROSARIA ANDOLFI leggi

Omaggio ai bambini senza terra nella giornata della memoria di Le Nuvole di Napoli

Recita unica giovedì 26 gennaio 2012 Le Nuvole di Napoli con "Tamburò"


Napoli - Il viaggio dei Kasciubi per fuggire alla guerra sarà il tema dello spettacolo TAMBURO´ in scena al Teatro Le Nuvole di Napoli giovedì 26 gennaio 2012 alle ore 10.00 in una recita riservata agli studenti dai 7 anni per non dimenticare i popoli della storia alla ricerca di una terra in occasione della "giornata della memoria". LEGGI

L´ASTICE AL VELENO commedia in due atti scritta e diretta da VINCENZO SALEMME

Al Teatro Manzoni dal 1 al 5 febbraio 2012

Milano - Dopo il successo record cui l´anno scorso è andato incontro (ben 105.000 spettatori per 129 repliche), che continua immutato in questa stagione, impossibile non riprendere, anche se per poche recite, "L´astice al veleno", l´ultima commedia del prolifico Vincenzo Salemme. La più scanzonata e allegra che l´attore dirige e interpreta insieme alla sua affiatata Compagnia, si basa come sempre su un meccanismo comico farsesco, che è la cifra dell´autore, e porta in sé i caratteri della commedia brillante e romantica. leggi