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Successo al Diana per “Il diavolo custode” di Vincenzo Salemme

Servizio di Pino Cotarelli

Napoli - Questa nuova commedia di Vincenzo Salemme, in programma al teatro Diana fino al 7 aprile, nella prima di mercoledì 27 febbraio, ha registrato una notevole affluenza di pubblico; giocata sulla dicotomia comicità/drammaturgia, già applicata con successo dai grandi Totò, De Filippo, Troisi, etc., conferma Vincenzo Salemme come uno degli autori teatrali più brillanti del panorama nazionale. Salemme che non si risparmia mai dando il massimo sulla scena, oltre a curarne la regia, si è riservato il ruolo del “diavolo” che richiede notevoli capacità istrioniche e una fatica sostenuta che ha condiviso con Nicola Acunzo, Domenico Aria (Gustavo), Floriana De Martino, Andrea Di Maria, Antonio Guerriero, Raffaella Nocerino, Giovanni Ribò.

Molto bella e di effetto la scenografia di Alessandro Chiti che cambia con scorrimento istantaneo; di effetto le luci psichedeliche di Umile Vainieri; costumi Mariano Tufano.
Nella sua travolgente esibizione, fin da quando appare, Salemme riesce a coinvolgere e a trasmettere una energia sia agli attori, sia al pubblico, creando quell’atmosfera di predisposizione e di trascinamento nell’entusiasmo e nella partecipazione.

In questo lavoro Vincenzo Salemme si chiede e chiede cosa succederebbe se invece di (o oltre a) un angelo noi uomini avessimo un diavolo custode. Se un giorno il nostro diavolo custode ci chiedesse: “Vuoi tornare a nascere e ricominciare daccapo? La vuoi la seconda possibilità? Farai meglio?”. Le risposte prova a darle attraverso le riflessioni che fa fare al pubblico che spesso chiama a partecipazioni attive.
“Il diavolo custode” è la storia del povero Gustavo (Domenico Aria) abituato a complicarsi la vita, proprietario del bar cui ha messo nome “Vespasiano” che è poco frequentato, chissà perché. La sua vita è appesa a un mutuo da pagare per il bar, ad una moglie che non lo stima perché troppo scrupoloso e onesto (“emette sempre le ricevute fiscali”), alla figlia troppo distratta dalla sua vita, per notarlo.

Il diavolo mette alla prova il povero Gustavo, gli fa capire dove sbaglia e come può cambiare la sua vita:  “guarda che tu stai inguaiato, voglio darti la possibilità di cambiare”. Quindi, una seconda chance per tornare a rinascere e per  realizzare i propri desideri. La sua vita sarà infatti stravolta dall’inattesa proposta che lo spingerà a prendere decisioni coraggiose, come ad esempio cambiare moglie e cominciare a far rispettare la sua autorità nell’attività che a fatica porta avanti.

Uno spettacolo divertente,  ma come tutti quelli dell’attore napoletano in grado di far riflettere. Pubblico molto divertito grazie anche ai suoi personaggi, come il postino con problemi nel parlare correttamente, ma anche i momenti di assoluta serietà. Una seconda parte dello spettacolo  in cui Salemme invita il pubblico alla riflessione. E’ il solito lungo monologo conclusivo di Salemme in cui, manda messaggi profondi: dall’incapacità delle persone di godere del momento perché continuamente prese dalle ansie e dalle preoccupazioni, alla perdita dei valori più semplici, ma anche un lungo viaggio tra le differenze che ci sono tra l’universo femminile e quello maschile, il tutto sempre al confine tra ciò che di scritto nel copione c’è  la sua meravigliosa arte dell’improvvisazione.

Vincenzo Salemme risponde ad una intervista fattagli di recente e spiega che nel teatro egli si occupa essenzialmente di una società in cui l ´individuo si sente sempre più solo, sempre meno difeso. Una società in cui è sempre più difficile fare scelte. Ma la colpa è anche nostra perché restiamo fermi sulle nostre posizioni e invochiamo continuamente l’alibi del tempo: “Eh , se avessi più tempo farei questo e quest´ altro, ma il tempo non ce l´ ho!”. Ma oggi campiamo 120 anni ormai, il tempo c´è .  

Alla domanda rivoltagli: “come  mai applichi ai tuoi spettacoli prezzi accessibili”, ha risposto: “so bene che mi vengono a vedere le famiglie, non posso dissanguare la gente e poi pretendere che si diverta”.

 

2 marzo 2013   



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