Martedì, 18 Febbraio 2020  
                                                   

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La Cantatrice è Calva caleidoscopio di calembours al ridotto del Bellini
Dal 25 gennaio al 3 febbraio
Servizio di Marco Catizone

Napoli Borghesia molesta, galvanizzata dall´ovvio scorrere del perbenismo a profluvio, i borghesucci di Ionesco mettono le tende in quel di Neapoli, con sei personaggi in cerca d´ardore E dov´è il fuoco?, direbbe Il Pompiere per assurdo spectaculo da trapiantar dai cinquanta anglo-francofoni ai nostri anni plastificati da merceologia mediatica a rimorchio; interno giorno, boudoir plissettato ed every kitsch, la Cantatrice (è) Calva ed il cicaleccio in attesa, inatteso, è ottuso e vago: di più, ondivago, tra le brecce merlettate, e braccia poco snodate alla Barbie Girl, in Aqua pazza danese-barra-norvegese (ambientazioni e scenografie da quartetto canterino tardo pop adolescenziale, on air un decennio orsono), per diuturne e quotidiane misture di dialogoi e pastiche senza senso, nel prosaico dipanarsi della quieta trama floscia di vite satolle e quindi abrase al midollo.Ionesco ben congegnò i suoi automi, dissezionando l´incomunicabilità dell´io tra le quattro mura, i simulacri e le liturgie borghesi, le lame sgranate d´un linguaggio svuotato di senso e quindi rigenerato a contrario, anodino ed ingolfato: gli Smith ed i Martin della Cantatrice s´abbeverano del trasformismo post-moderno, il quartetto si scambia profluvi ed essenze di banale cortesia, accapigliandosi sul nulla di rituali ormai scemati nel grottesco, quando non nella pura idiozia; ergo, il testo si rigenera ancora, Ioensco è satiro incantatore, eppure.
Eppure i ragazzi di Pellegrino tracimano nella mediaticità most popular d´un medio meriggio post prediale, una Buona Domenica dilatata in proscenio e deliquio, con movenze e calambours, anche musicali, mutuati dalla Premiata Ditta del Costanzo che fu; per carità, lo straniamento è totale, ed azzeccata la scelta d´una Mary-cameriera sfuggita d´amblais al delirio transgender di quel piccolo capolavoro del The Rocky Horror Picture Show, sulle note d´un Doctor Frank-N- Furter con minor fregola ma di sicuro impatto sullo spettatore platealmente ridente; eppure, si diceva. Eppure la boutade non convince del tutto, pur rimanendo fedele al testo di Ionesco, pur rovistando nell´assurdo d´un teatro spogliato di sovrastrutture semiologiche, per giungere all´osso del non-sense più spinto: il calcare sull´aspetto "muscolare" della piece probabilmente non ha giovato sul piano semantico, di più su quello scenico, rischiando il limen e bordeggiando sulla falsa riga d´un Pino Insegno e d´una Draghetti dallo schermo fuggiti, in libera uscita teatral-dominicale. Applausi a mezz´asta, per un classico da rispolverare comunque e senza tema.

Con: Carlo Liccardo, Viviana Cangiano, Francesco Saverio Esposito, Roberta Astuti
Yuri Napoli, Diego Sommaripa
Idea e messa in scena: Ciro Pellegrino


31 gennaio 2013

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TEATRO STABILE DI TORINO

Debutta in prima nazionale MALAPOLVERE veleni e antidoti per l´invisibile

Teatro Gobetti 31 gennaio - 12 febbraio

Torino - Martedì 31 gennaio 2012, alle ore 19.30, al Teatro Gobetti (Via Rossini, 12) il Teatro Stabile di Torino e l´Associazione culturale Muse presentano in prima nazionale MALAPOLVERE - veleni e antidoti per l´invisibile un progetto di Laura Curino, Lucio Diana, Alessandro Bigatti, Elisa Zanino scritto e interpretato da Laura Curino. Il titolo e lo spettacolo sono stati ispirati dalla lettura del libro Mala polvere di Silvana Mossano (Ed. Sonda, 2010). Malapolvere sarà replicato al Teatro Gobetti fino al 12 febbraio 2012. LEGGI

TRAVOLTO DA UNA MOTOCICLETTA MENTRE ATTRAVERSAVA LA STRADA

COSI´ MUORE A 76 ANNI THEO ANGELOPOULOS


Uno dei più grandi registi europei del Novecento, Theo Angelopoulos, è morto ad Atene dopo un incidente stradale. Orso d´oro a Berlino nel 1977 per «I cacciatori», Palma d´oro a Cannes per «L´eternità e un giorno» (1998) e Leone d´Argento al Festival del cinema di Venezia per «Paesaggio nella nebbia» (1988), nel 2009 aveva firmato il lavoro "La Polvere del tempo" e aveva in mente un nuovo lavoro basato sulla crisi greca, questione che aveva carpito la sua sensibilità. Il film si doveva chiamare "L´alto mare", e come attore protagonista maschile Angelopoulos aveva scelto Toni Servillo. a.c.

 

Luigi De Filippo assume la direzione artistica del Teatro Parioli di Roma

"Perché a Roma e non a Napoli? Non per fare un "dispetto" a Napoli, ma perché qui mi è stata offerta questa opportunità"

Roma, 16 settembre 2011 - Cari Amici, da qualche giorno ho assunto la Direzione Artistica del Teatro Parioli di Roma che dedico a mio padre Peppino De Filippo, grande attore e commediografo. Perché a Roma e non a Napoli? Non per fare un "dispetto" a Napoli, ma perché qui mi è stata offerta questa opportunità ed allora ho voluto rendere omaggio alla fantasia ed alla creatività artistica della mia città, unica e non omologabile, e che qui a Roma ha sempre ricevuto simpatia e consensi A noi De Filippo la nostra cara Napoli ci ha dato i natali e l´ispirazione, Roma ha consacrato i nostri successi. leggi