Giovedì, 12 Dicembre 2019  
                                                   

Cerca:  

 

"La Ciociara" al Teatro Bellini di Napoli

Un viaggio nei ricordi e negli incubi
Servizio di Giovanna Castellano

Napoli - La Ciociara di Annibale Ruccello, a differenza del romanzo di Moravia, ha una collocazione temporale che porta l´azione in avanti di alcuni anni, a guerra finita, quando tutto è già avvenuto: la fuga da Roma, la vita da sfollati, l´incontro con Michele, l´intellettuale che tanto significherà nella vita delle due donne.

L’azione comincia con Cesira e la figlia Rosetta che discutono di cose materiali come l’acquisto di una nuova auto; sembra che le due donne non abbiano alle spalle un passato così devastante. Appunto: sembra; un passato come quello, immagino che laceri l’animo con ferite non si possono rimarginare, tuttavia l’esteriorità “sembra” normale, e forse non è solo l’amara omologazione ad un mondo dominato dalla bramosia e dall’avidità, ma è quella apparente normalità che vive chi riesce a non impazzire dopo un’esperienza del genere.

La narrazione di ciò che è avvenuto prima di quel momento è affidata ai flash back.

E quindi, come dice la regista Roberta Torre: “Questa Ciociara è un viaggio nei ricordi e negli incubi e dunque di fantasmi si tratta. E dunque se di fantasmi si tratta ho immaginato una messa in scena che possa materializzare i ricordi e il passato...”

Tutto bene, ma un appunto c’è: perché fare di questi ricordi del passato una specie di puzzle formato da pezzi esageratamente piccoli? Credo che i troppi bui abbiano eccessivamente spezzettato l’azione e qualche momento di felicissima interpretazione da parte degli attori (Daniele Russo e Donatella Finocchiaro più che convincenti) non sia riuscito a far scattare negli spettatori (oggettivamente un po’ perplessi) l’applauso che sarebbe stato più che meritato. Applauso che però a fine rappresentazione è stato lungo e convinto.

Molto belle sono state le proiezioni su un velo trasparente, che separa il pubblico dagli attori, di effetti visivi (anche se forse qualcuna in meno avrebbe giovato allo spettacolo) e che hanno dato una precisa idea del luogo a cui si riferivano i ricordi e del periodo storico trattato.

La regia, avvalendosi di tante proiezioni, ha fatto del suo lavoro un ibrido tra cinema e teatro ottenendo in qualche caso che il primo prevalesse sul secondo.

È ora, siccome quando si pronuncia la parola “ciociara” la prima cosa che viene in mente è lo stupro in chiesa (e anche questo allestimento ne ha fatto il fulcro del racconto, evidenziando l’episodio anche sui manifesti), voglio spendere due parole proprio su quello.

In parte recitato dagli attori in scena e in parte proiettato come film, non è tuttavia riuscito a rendere quel pathos che il bianco e nero di De Sica e il suo gioco di ombre e primi piani riesce a dare; somiglia molto, in questa trasposizione, alle scene di quotidiana violenza che il cinema, la televisione e, purtroppo, la realtà stessa, ci propinano a ritmo insopportabile; nel film dava una devastante angoscia, qui dà un profondo disgusto, è vero che sono entrambe sensazioni amare, ma l’angoscia ti fa immedesimare nella protagonista, mentre il disgusto te la fa solo commiserare.

Insomma, il romanzo è bello, il film è insuperabile, e lo spettacolo teatrale? Diciamo che si classifica al terzo posto.
In scena fino al 26 febbraio 2012



(20 febbraio 2012)

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Seguici su




Consiglia questo indirizzo su Google








TUFANO ELETTRODOMESTICI



TEATRO STABILE DI TORINO

Debutta in prima nazionale MALAPOLVERE veleni e antidoti per l´invisibile

Teatro Gobetti 31 gennaio - 12 febbraio

Torino - Martedì 31 gennaio 2012, alle ore 19.30, al Teatro Gobetti (Via Rossini, 12) il Teatro Stabile di Torino e l´Associazione culturale Muse presentano in prima nazionale MALAPOLVERE - veleni e antidoti per l´invisibile un progetto di Laura Curino, Lucio Diana, Alessandro Bigatti, Elisa Zanino scritto e interpretato da Laura Curino. Il titolo e lo spettacolo sono stati ispirati dalla lettura del libro Mala polvere di Silvana Mossano (Ed. Sonda, 2010). Malapolvere sarà replicato al Teatro Gobetti fino al 12 febbraio 2012. LEGGI

TRAVOLTO DA UNA MOTOCICLETTA MENTRE ATTRAVERSAVA LA STRADA

COSI´ MUORE A 76 ANNI THEO ANGELOPOULOS


Uno dei più grandi registi europei del Novecento, Theo Angelopoulos, è morto ad Atene dopo un incidente stradale. Orso d´oro a Berlino nel 1977 per «I cacciatori», Palma d´oro a Cannes per «L´eternità e un giorno» (1998) e Leone d´Argento al Festival del cinema di Venezia per «Paesaggio nella nebbia» (1988), nel 2009 aveva firmato il lavoro "La Polvere del tempo" e aveva in mente un nuovo lavoro basato sulla crisi greca, questione che aveva carpito la sua sensibilità. Il film si doveva chiamare "L´alto mare", e come attore protagonista maschile Angelopoulos aveva scelto Toni Servillo. a.c.

 

Luigi De Filippo assume la direzione artistica del Teatro Parioli di Roma

"Perché a Roma e non a Napoli? Non per fare un "dispetto" a Napoli, ma perché qui mi è stata offerta questa opportunità"

Roma, 16 settembre 2011 - Cari Amici, da qualche giorno ho assunto la Direzione Artistica del Teatro Parioli di Roma che dedico a mio padre Peppino De Filippo, grande attore e commediografo. Perché a Roma e non a Napoli? Non per fare un "dispetto" a Napoli, ma perché qui mi è stata offerta questa opportunità ed allora ho voluto rendere omaggio alla fantasia ed alla creatività artistica della mia città, unica e non omologabile, e che qui a Roma ha sempre ricevuto simpatia e consensi A noi De Filippo la nostra cara Napoli ci ha dato i natali e l´ispirazione, Roma ha consacrato i nostri successi. leggi