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Al Teatro San Ferdinando dal 28 febbraio al 4 marzo
"Le cinque rose di Jennifer" di Annibale Ruccello con Benedetto Casillo e Franco Javarone
Servizio di Eduardo Paola

Napoli – Martedì 28 febbraio, in prima nazionale al Teatro San Ferdinando, è andato in scena lo spettacolo teatrale "Le cinque rose di Jennifer" di Annibale Ruccello nel nuovo allestimento firmato da Pierpaolo Sepe, il quale dopo aver diretto il monologo Anna Cappelli con Maria Paiato, torna ai testi di Ruccello affidando il ruolo dei due travestiti a Benedetto Casillo e Franco Javarone. Lo spettacolo, sicuramente uno dei più attesi della stagione, si fermerà al San Ferdinando fino al 4 marzo, per poi riprendere al Teatro Nuovo dal 12 aprile. Il testo, scritto nel 1980, è considerato il manifesto della nuova drammaturgia napoletana e segna il debutto del drammaturgo/attore di Castellammare di Stabia prematuramente scomparso nel 1986. Questo nuovo allestimento, in apparenza molto “avanguardistico”, resta assolutamente fedele al testo e ai personaggi.  Jennifer, interpretato da un bravissimo e sensibilissimo Benedetto Casillo, si muove su una scenografia che ricorda le classiche trasmissioni tv anni ’60 di Antonello Falqui, dove anche il nome del protagonista, posizionato in alto a caratteri cubitali, diventa all’occorrenza elemento scenografico trasformandosi in palcoscenico per le esibizioni canore domestiche di Jennifer. Anche l’ingresso dei personaggi in scena avviene come nel più classico dei Varietà, con tanto di stacchetto musicale e applauso registrato. La solitudine dei personaggi è rappresentata con la completa mancanza di elementi in scena: telefono, radio e altri oggetti di vita quotidiana sono assenti sottolineando la condizione emotiva ed il vuoto esistenziale che annienta l’animo di Jennifer. Come ha dichiarato il regista Pierpaolo Sepe, in questa nuova messinscena le due figure  sono appesantite anche dal fisico e da un’età non più giovanissima, un elemento che riesce a dare ancora più forza e drammaticità, lasciando immaginare un trascorso di una vita fatta di emarginazione, di delusioni e amarezze, elementi che trovano il momento clou nella scena in cui Jennifer ha la consapevolezza che Franco non telefonerà mai e che mai varcherà la soglia di casa, e si abbandona al suo dolore attaccandosi ad una bottiglia di whisky, affogando la sua disperazione e lasciando che le lacrime sciolgano il trucco e il cerone in viso, ormai inutili. Benedetto Casillo entra in punta di piedi nei difficili panni di Jennifer, con una recitazione calibrata, ricca di sfumature sia vocali che gestuali trasmettendo l’angoscia, la paura, la disperazione, l’illusione e la solitudine di un personaggio che va oltre qualsiasi etichetta sessuale, sociale, umana. Franco Javarone con la sua fisicità marcata fa a pugni con l’immagine stereotipata del travestito Anna, dando al personaggio una drammaticità soprattutto fisica. Questa nuova messinscena allestita per i 25 anni dalla morte di Annibale Ruccello può considerarsi una grande scommessa vinta, che mette in luce tutta la forza drammatica di un testo che ha come tema principale un male che paradossalmente, oggi più che mai, nell’era della comunicazione è sempre più presente e angosciante: la solitudine.



(2 marzo 2012)

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Teatro Comunale di Modena. Saranno disponibili da lunedì primo ottobre i nuovi abbonamenti alla Stagione d’opera, nonché i biglietti per le recite fuori abbonamento di Don Carlo, Otello e del musical Grease (dal 9 ottobre anche per tutte le altre rappresentazioni). Il primo appuntamento, in scena il 17 ottobre, sarà con un nuovo allestimento del Don Carlodi Verdi curato dal Teatro Comunale e ispirato alla regia di Luchino Visconti. Grazie a una speciale collaborazione fra il Teatro e l’Università di Modena e Reggio Emilia, agli studenti viene offerta la possibilità di un’agevolazione di oltre il settanta per cento sul prezzo dell’abbonamento.

 

 

Prima nazionale dal 7 marzo al 1 aprile al Teatro Gobetti di Torino in anteprima ad Asti, Pinerolo e Rivoli

LA BOTTEGA DEL CAFFE´ una storia di intrighi e veleni

Torino - La compagnia ACTI Teatri Indipendenti diretta da Beppe Rosso ha sviluppato il nuovo spettacolo, in coproduzione con il Teatro Stabile di Torino, partendo da La Bottega del caffè di Carlo Goldoni, opera destinata a diventare un titolo celebre e che nel tempo ha suscitato riletture complesse, come quella di Rainer Werner Fassbinder. L´idea del progetto è quella di una scrittura nuova ad opera di Luca Scarlini, che, senza tradire la scansione, i temi e le battute micidiali del testo originale, parli ad un oggi segnato dalla crisi economica e dal dominio dell´informazione. (nella foto: Elia Schilton)leggi