Giovedì, 04 Marzo 2021  
                                                   

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Sala Ichòs di San Giovanni a Teduccio dal 21 al 23 dicembre
Baal“ di Bertold Brecht
Servizio di Marco Catizone

Napoli - Baal, demone di libido, lussurioso spirto dei primordi, regressio animalesca e ferale, d´istinto impulsivo ed ontologico; vera natura d´uomo, ca va sans dire. Brecht, inseguendo il Superuomo nietzschiano, opera in subcoscio, banchetta d´Idealismo, sbranandone lacerti, rimestandone bolo per rifiutarne il distacco passionale, le energie razionali miranti ad indebolir l´uomo, sottraendogli le “energie natural-vitali”. Baal, come profeta Zarathustra; assimila, il poeta, i disvalori d´occidente, le negazioni dell´inconscio, la superna fede nella “terra”, negli istinti; morte a Dio, e “non vi fate sedurre, non esiste ritorno” ; coscienza e morale reprimono il vello ormonale e chimico, enfiando l´istinto teratologico del beluino, che alberga nell´umano; Baal come Lilith, distruttrice e fiera dea della morte (in tal guisa dell´ ”Io”), come “Lulu” di Wedekind, speculare superominide che libera sé stesso nel gorgo di “dis-valori” moderni, eppure. Eppure “siamo stanchi dell´uomo”, perché incapace di civitas appagante, di socialità aggregante, pur orbo di naturale effluvio; uomo castrato da sé stesso, alla ricerca d´una radice oscura, forse negata: opera giovanile, “Baal” è scritto radicale, sulle vicende di poeta beone, umorale, sinistramente dongiovannesco, sottile episteme d´astrazione marxista, ché nell´uomo va ricercato l´uomo. Weltanschauung istintuale che freudianamente son “principi biologici universali”; i quali, compressi, han generato l´inconscio, limaccioso sottobosco di desideri, impulsi auto-castrati, principio edonistico, di piacere, a cozzar contro realtà. La Compagnia della Sala Ichòs di San Giovanni a Teduccio traccia il solco o-scenico d´un subconscio come limen, tra l´istintualità verace, speculare raffronto alla solida consistenza dei vincoli sociali; il Baal di Brecht li dissolve, li soffoca, rutilante satiro, s´attira gli strali dell´auctoritas, s´ammanta di decadentismo decostruttivo per ritrovare la volta d´una libertà possibile, alla recherche d´una felicità promessa, agli uomini tutti. Il desiderio è inestinguibile, sete diuturna d´arsure mai taciute, né appagate: tutto è estremo, l´ingordigia è totale, non appagabile: nella trama vorticosa cadono amanti, donne e uomini, i legami s´infrangono in un transfert collettivo di libido; nel maelstrom cedono i vincoli, i valori. Rigurgiti pagani, annacquamento dell´individualità di natura borghese, per una solipsistica nature che trasmuta lo spiritualismo teutonico (così in voga negli anni della stesura), ribaltandone il senso ed i canoni. Brecht evoca il suo “demone divoratore”, la fiera che sbrana la falsa concordia sociale, riemergendo dal subconscio per nutrirsi d´ostilità: tutto quel che è “divorabile” lo attira: sesso, donne, vino e convivio, la sua ars destruens diviene poetica romantica d´un esteta tres charmant, ossessivo e compulsivo per uomini (siamo nel periodo bellico del ´15-´18) che decantano il proprio tramonto, bramando al contempo l´appagamento materialistico degli istinti vitali, appetiti voraci. Nel verso attoreo rivive il guizzo gioioso e cannibalico d´una figura assoluta, cerbero e molosside che azzanna il senso comune, puntellando la carne viva d´una precarietà declinante, per fiero pasto d´umanità morente; in Baal residuano voluttà erotica e concupiscenza mortifera, si legge l´epitaffio incisivo d´una natura ridotta ad accessorio, il lamento e peana per uno spirito che conobbe il lattiginoso ventre di mater, e ne ritornò infine, di mota ricoperto, dopo salto pindarico nel buio della terra. Compagnia precisa, nel conto onirico d´uno spirito primordiale, su tavole di palco crepuscolare, muscolare, vitale; è ancestrale patto, silente accordo, tra scena e platea. Da riscoprire, un Brecht giovanile.


(26 dicembre 2011)


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Teatro Comunale di Modena. Saranno disponibili da lunedì primo ottobre i nuovi abbonamenti alla Stagione d’opera, nonché i biglietti per le recite fuori abbonamento di Don Carlo, Otello e del musical Grease (dal 9 ottobre anche per tutte le altre rappresentazioni). Il primo appuntamento, in scena il 17 ottobre, sarà con un nuovo allestimento del Don Carlodi Verdi curato dal Teatro Comunale e ispirato alla regia di Luchino Visconti. Grazie a una speciale collaborazione fra il Teatro e l’Università di Modena e Reggio Emilia, agli studenti viene offerta la possibilità di un’agevolazione di oltre il settanta per cento sul prezzo dell’abbonamento.

 

 

Prima nazionale dal 7 marzo al 1 aprile al Teatro Gobetti di Torino in anteprima ad Asti, Pinerolo e Rivoli

LA BOTTEGA DEL CAFFE´ una storia di intrighi e veleni

Torino - La compagnia ACTI Teatri Indipendenti diretta da Beppe Rosso ha sviluppato il nuovo spettacolo, in coproduzione con il Teatro Stabile di Torino, partendo da La Bottega del caffè di Carlo Goldoni, opera destinata a diventare un titolo celebre e che nel tempo ha suscitato riletture complesse, come quella di Rainer Werner Fassbinder. L´idea del progetto è quella di una scrittura nuova ad opera di Luca Scarlini, che, senza tradire la scansione, i temi e le battute micidiali del testo originale, parli ad un oggi segnato dalla crisi economica e dal dominio dell´informazione. (nella foto: Elia Schilton)leggi