“Storie e racconti dalla Costiera Amalfitana”

 

 

Amalfi occulta. L’Anima Pia

di Antonio Porpora Anastasio

 

Il nome di Amalfi è celebre in tutto il mondo. I non amalfitani associano questo nome a momenti di serenità, di spensieratezza, di svago, e ogni abitante della Costiera apprezza le bellezze della sua terra, conosce almeno i termini della storia che l’ha resa famosa e li propaganda con orgoglio.

Questa fortunata vocazione turistica ha, però, un suo contraltare: la storia viva, quella del popolo, quella non presente nei dotti resoconti della patria ufficialità, quella non commerciabile sotto forma di culturalismo festivaliero e sagraiolo, è stata accantonata, trascurata, dimenticata.

Pochi, infatti, hanno indagato le reali istanze sottese ai primati rivendicati, ai simboli dei tanti stemmi ed emblemi del passato, alla presenza di sacre reliquie e alla miracolistica connessa, così come si tace da sempre sulle testimonianze magiche e occultistiche presenti sul territorio. Per esempio, tanto per restare in superficie, sul massonismo che fino agli anni ’20 animava il “capoluogo” costiero con ben due logge, denominate “Masaniello” e “Nazionale n. 95”.

Ora, tornando indietro di qualche anno, voglio segnalare un articolo, intitolato “Traum oder Vision?”, Sogno o visione?, scritto da un anonimo professore tedesco “figlio di un famoso pittore” e pubblicato nelle pagine 685-687 della rivista Psychische Studien di Lipsia, diretta da Alexander Aksakow, nel numero del dicembre 1896. Ne racconto il contenuto parafrasando liberamente la puntuale traduzione dal tedesco di Petra Hopfensitz.

Il professore ricorda che, giunto ad Amalfi con un amico, da Capri, in tarda serata, aveva preso alloggio in un antico convento, l’Hotel Luna. La camera da letto che fu loro assegnata era stata una cella del convento, si trovava all’altezza di un sesto piano ed aveva un balcone. Dato il caldo della stagione, prima di dormire chiusero con cura la porta del corridoio e lasciarono aperta quella del balcone. Stanchi del viaggio, si addormentarono rapidamente.

E continua: «Ho fatto un sogno: stavamo passeggiando avanti e indietro sulla spiaggia di Amalfi quando un ragazzino, di quelli che stanno sempre lì, mi ferma e mi chiede: ― Sei cattolico o protestante?

― Protestante ― gli dico.

― Ti devo dire una cosa, ― sussurra il ragazzino, ― qui ad Amalfi c’è uno spirito che si chiama Anima pia, egli si mostra agli eretici per farli convertire; lui verrà anche da te, perché anche tu sei un eretico.

A questo punto mi sono svegliato.

Il chiarore lunare entrava nella mia stanza attraverso la porta aperta del balcone e, mentre riflettevo sulla stranezza del sogno, vedo una donna, vestita in abito tradizionale amalfitano, tanto reale da non farmi pensare che si potesse trattare di uno spirito, ma lasciandomi solo l’interrogativo di come fosse riuscita ad entrare attraverso la porta della stanza, che era chiusa, non potendo entrare dal balcone così alto.

― Cosa volete? ― dico.

E lei, con calma, risponde: ― Io sono l’Anima pia. ― E si avvicina con passo lento e deciso.

Mi sollevo nel letto e le dico: ― Se non sei uno spirito, dammi la mano.

Lei si avvicina, mi dà la mano… ed ho come la sensazione che dell’acqua tiepida sia versata sulla mia.

Mi prende un forte spavento e metto le mani davanti alla faccia. Quando tolgo le mani dal viso e riapro gli occhi, la donna non c’è più.

Scendo dal letto e sveglio il mio amico, che non ha visto né udito nulla.

Perlustriamo la stanza e il balcone, ma non troviamo niente; la porta della stanza era chiusa come l’avevamo lasciata.

― Succede molto spesso che un pensiero avuto prima di addormentarsi si possa sognare ― dice il mio amico.

Ci rimettiamo a dormire e al mattino seguente ci risvegliamo come se nulla fosse accaduto.

Incontro l’albergatore e gli chiedo: ― Circolano voci ad Amalfi sull’esistenza di uno spirito, un fantasma?

― Sissignore, ― mi risponde, ― abbiamo uno spirito che si chiama Anima pia.

― E cosa si dice di lui?

― Che va dagli eretici per convertirli… ma nessuno l’ha mai visto. 

Nessuno di noi due era stato ad Amalfi prima di allora, e la sera prima non avevamo parlato con nessuno circa gli avvenimenti che sarebbero accaduti la notte. La sera precedente, infatti, prima di andare a dormire, avevamo parlato, lo ricordo chiaramente, dell’abolizione della pena di morte, perché l’albergatore ci aveva raccontato che di lì a poco ci sarebbe stata l’esecuzione di un ladro e assassino. Insomma, non avevo sentito alcunché dell’Anima pia di Amalfi.

Ho riflettuto molto su questo strano avvenimento.

Dov’è la soluzione dell’enigma?

Forse è successo, e ci voglio credere, che quando la sera precedente, sulla spiaggia, sono stato avvicinato da uno dei ragazzini, questi, che probabilmente voleva solo guadagnare qualche moneta, avrà facilmente capito che ero uno straniero e, guardandomi, abbia pensato molto intensamente: “Anche questo è un eretico tedesco, voglia l’Anima pia andare da lui per convertirlo!” E, forse, è stato per questo contatto psichico con il ragazzo che l’Anima pia si è materializzata dinanzi a me. Non saprei cos’altro pensare».

 

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