L’acqua sporca e il bambino ultramillenario

Napoli  senza  Piedigrotta

Antonio Pisanti

 

L’aforisma di condanna per chi volesse “gettare l’acqua sporca con tutto il bambino” ben si adatta alla brutta fine che ancora una volta hanno fatto fare alla Festa di Piedigrotta.

Mentre fervono in città grandi e piccole, al Nord e al Sud, iniziative ed eventi per salvaguardare le tradizioni locali ed inventarsene magari di nuove, a Napoli sparisce Piedigrotta: sì, Piedigrotta, la sua festa più antica che non solo affonda le proprie radici in riti popolari rinnovatisi e perpetuati nel corso dei secoli, ma che pur nelle sue più recenti edizioni ha riscosso ampi consensi da parte di cittadini, turisti e mezzi di comunicazione di massa di tutto il mondo.

Noi siamo tra coloro che, pur avendo molto apprezzato la riscoperta della festa ed e il fattivo impegno di alcuni suoi promotori ed organizzatori, non hanno fatto a meno di rilevarne errori di gestione e sbavature nel suo svolgimento.

Questo però non ci impedisce di esprimere il rammarico dei napoletani e dei sostenitori di Piedigrotta per questo ennesimo affossamento. È vero che la situazione finanziaria dei nostri enti locali è ridotta a tal punto da non consentire ingenti previsioni di spesa per iniziative talvolta ritenute non prioritarie, ma è pur vero che intorno a taluni eventi, se bene amministrati, gira una serie di attività indotte che a breve e a lungo termine giovano all’economia del territorio e ne accrescono l’attrattività.

E già è un motivo sufficiente perché talune iniziative possano essere salvate e promosse con un’intelligente politica di investimenti, commisurata alle possibilità finanziarie del momento,  anche senza “ritorni” per quanti si fossero abituati a trarre personale profitto dalla loro gestione.

Ma, si sa, quando dovesse fare comodo può diventare utilissimo segnalare sprechi e incidenti di percorso registrati, magari in silenzio,  nelle passate edizioni della festa.

Ancora una volta, il motivo degli scandali e dell’uso improprio di fondi e finanziamenti viene semplicisticamente invocato per giustificare inattività e regressioni, quasi come se in questa città non fosse possibile operare - nel nostro caso salvaguardare miti, tradizioni e partecipazione popolare - senza soggiacere alle purtroppo facili tentazioni dell’abuso, del clientelismo e dell’interesse privato in atti di pubblica amministrazione.

A proposito di abusi e di omissioni, tanto per rimanere in argomento, si ricorderà che in precedenti occasioni l’abolizione della Piedigrotta era stata motivata con la scusa di voler evitare intralci al traffico(?!) nonché  episodi di intemperanza e di microdelinquenza facilitati dalla grande affluenza nei luoghi della festa. Un modo, questo, per abdicare alle proprie competenze e al dovere di attivare, sempre, quei servizi e quelle misure di sicurezza ordinariamente garantiti in tutti i centri urbani del mondo, dove simili eventi sono puntualmente riproposti ogni anno, con grande richiamo e benefici per il turismo e le attività collegate.

È invece inoppugnabile, al di là di ogni malcelata e vergognosa dichiarazione di impotenza, che il dovere di ciascuno dovrebbe essere quello di adoperarsi e di esercitare tutte le competenze e le prerogative perché taluni eventi e progetti si realizzino comunque, senza clientelismi, infiltrazioni e sprechi del pubblico denaro e senza spettacoli di ordinario squallore amministrativo e civico.

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