MEMORIA STORICA, NON SOLO MONUMENTI

Antonio Pisanti

 

Martedì 22 maggio scorso, ho avuto il piacere di partecipare all’Incontro con le grandi famiglie della Musica svoltosi alla Sala Rari della Biblioteca Nazionale nell’ambito della stagione concertistica dell’Associazione ex Allievi del Conservatorio di San Pietro a Majella.

Dopo avere atteso ben trentasette anni perché “Pagliacci” ritornasse nell’estate scorsa al Teatro di San Carlo, è certamente una bella soddisfazione che, a distanza di pochi mesi, possa esserci stato un altro evento dedicato a Leoncavallo.

Dico questo non solo per il mio comprensibile orgoglio di familiare dei discendenti del Maestro, ma anche come napoletano, rammaricato per la disattenzione di una città talvolta disponibile a celebrare la fama ed il valore dei suoi figli migliori meno di quanto avvenga in altre città e in altri Paesi.

Come bene ha fatto a sottolineare Paola De Simone nel Corriere del Mezzogiorno, molti nostri concittadini nemmeno sanno delle profonde origini napoletane di Leoncavallo e dei suoi studi preuniversitari e musicali nel cuore di questa Napoli, che neanche in occasione del 150° anniversario della nascita del Maestro seppe cogliere l’opportunità di colmare la sua dimenticanza

La ricorrenza sarebbe stata quanto mai favorevole per rimettere nel circuito musicale non solo Pagliacci, ma pure tutti gli altri svariati lavori di Leoncavallo, spesso oscurati da avverse circostanze storiche e politiche e da interessi editoriali dominanti che già nel suo tempo connotavano il mondo della lirica.

È il caso di augurarsi, ora, che si faccia finalmente strada una concezione utile ad andare oltre la dovuta (e non occasionale) tutela dei monumenti, per recuperare e salvaguardare anche quei beni immateriali che concorrono a costituire la memoria storica di un territorio e del suo patrimonio culturale.

Biblioteca Nazionale di Napoli - Carlo Pisanti mostra la medaglia di rappresentanza destinata dal Presidente della Repubblica ai discendenti di Ruggiero Leoncavallo.

Da sinistra: Antonello, Antonio e Carlo Pisanti, Patrizia Salier e il musicologo Lorenzo Tozzi

 

 

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