Testo ad uso didattico, tra memoria  e speranza

LE   FONTANE

DI   POGGIO  REALE  

  C'era, nel tempo dell'armonia smarrita,

  dove noi siamo, un poggio pien di vita,

  dove Alfonso secondo d'Aragona

  volle costruirsi (1) una splendida magione.

 

  Si chiamò, da quel tempo, il nostro rione

  Poggio Reale. Evocava il nome ameni siti

  e imbriferi giardini: ritrovi assai graditi,

  animati da canti e fruscii d'ali,

  da gente buona e placidi animali.

 

  C'era,  poco distante (2), il fiume antico, (3)

  di cui son perse le tracce e la memoria,

  di cui scrisse il Boccaccio e il Sannazaro

  e fece ogni scrittore la sua storia. (4)

 

Nu sciummetiello chiaro e saporito

ca pe ciente funtane se sparteva,

addò felice ‘a ggente n'ce beveva.

 

  Era  Vecchia la strada per la villa (5)

  costruita da Alfonso d'Aragona

  ed una Nuova (6), con alberi e fontane,

  ne fece costruire il Conte buono (7),

  Viceré di Filippo (8), che al "Nigrono"(9)

  commissionò una strada ampia e diritta

  la cui apertura su lapidi era scritta (10)

  che salutavano l'ospite e il viandante

  che passava di  qua, forse cantando.

 

  Ora che il nome di Poggioreale

  evoca fatti e luoghi ben più tristi

  (certo, non è più luogo di turisti)

  e non beviamo più dalle fontane

  del Viceré, ma ci farebbe male

  bere dell'acqua se non è “minerale”,

  abbiamo salvato la  storia e una canzone

  che ricordano questo nostro rione (11)

  com'era un tempo,

  perché un giorno sia migliore.

 

 

 Antonio Pisanti

(napoliontheroad 12 ottobre 2011)

 N O T E

1 - Alfonso duca di Calabria, figlio di Ferrante I ( al quale successe, col nome di Alfonso II, dopo la sua morte avvenuta nel 1494) intorno al 1487 ne commissionò il progetto a Giuliano da Maiano, che dieci anni prima aveva realizzato la Porta Capuana.

2 - Verso nord-est, con probabile foce al Ponte della Maddalena.

3 - Il leggendario Sebeto, del quale si conserva una raffigurazione scultorea in una delle antiche fontane napoletane.

4 - La sua particolare ipotesi in merito al corso del fiume.

5 - La strada ancora esistente in qualche breve tratto e detta, appunto, via Vecchia Poggioreale.

6 - L'attuale via Poggioreale, detta per questo via Nuova Poggioreale.

7 - Juan Alfonso Pimentel de Herrera, conte di Benavente, pavido più che buono.

8 - Filippo III, re di Spagna.

9 - G. Antonio Negrone, detto 'o N igrone.

10- Si tratta di due lapidi che ricordavano l'apertura della via Nuova Poggioreale, ora scomparse.

11 - Antico canto popolare che tramanda la memoria delle fontane

Tengo 'na famma, ca me magnarria
Napole intorniata de pannelle;
tengo 'na sete, ca me vevarria 
Poggioreale, co’ le funtanelle;
tengo 'nu suonno, ca me dormarria
settecient'anne co' 'na nenna bella
dinte ‘e ciardine verde 'e chesta via.

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