Nei teatri di tutto il mondo,  revival di Ruggiero Leoncavallo,musicista, compositore e librettista napoletano

2011, un anno leoncavalliano

Antonio Pisanti

 

L’anno che sta per concludersi potrebbe essere senz’altro definito, dal punto di vista di musicofili e musicologi, un anno leoncavalliano.

Nel marzo del 2007, in previsione del 150° anniversario della nascita di Ruggiero Leoncavallo (23 aprile 1857), evento celebrato in tutte le città che ebbero la fortuna di averlo ospite  ma non a Napoli,  lamentammo l’ingratitudine della sua città natale per uno tra i suoi figli più illustri.

Uno dei nostri autorevoli interlocutori contattati ai fini di un’azione di sensibilizzazione e di promozione per una serie di iniziative da adottare nel corso dell’anno, anche e tanto più a Napoli, sottolineò (Antonio Gargano, “Il mattino” del 17 marzo) che sarebbe spettato innanzitutto al Teatro San Carlo celebrare adeguatamente la ricorrenza, magari rimettendo in scena l’opera del Maestro, visto che, come scriveva Gargano, “rappresentare i Pagliacci non è poi una caduta di qualità”.

L’opera mancava dal San Carlo da ben trentatré anni e ce ne sarebbero voluti altri quattro perché, nella scorsa estate, Pagliacci potesse ritornare sulla scena del Teatro napoletano. Mancava dal San Carlo, ma non dagli altri teatri lirici d’Italia e del mondo. Il nostro compositore e librettista continuava e continua infatti ad essere rappresentato costantemente a livello intercontinentale con successo di pubblico, di critica e di innovazioni che, tra l’altro, vanno sottolineando i pregi e la validità dei suoi lavori, particolarmente nel quadro di quel verismo musicale che sta ritrovando persino in nuove opere i suoi motivi di attualità.

Ma, si sa, le logiche dell’impresa dello spettacolo tendono più a seguire le tendenze del pubblico che ad orientarle e a tenere conto dell’effettivo intento degli autori nel relazionarsi ai loro spettatori ideali. Leoncavallo, del resto, è stato in vita più volte vittima di taluni meccanismi che hanno coinvolto la sua attività nel vortice di contrapposti interressi editoriali e di turbinosi eventi che gli costarono affannose peregrinazioni per il mondo, condizionate non solo dalle sue vicende personali, ma anche dagli avvenimenti di politica internazionale dell’epoca.

Molti anni dopo la sua scomparsa (Montecatini, 9 agosto 1919), venute meno le contrapposizioni che avevano a lungo osteggiato l’obiettività di giudizio su Leoncavallo, nonché talune barriere create talvolta dall’asprezza del suo carattere e dalle sue scelte mutevoli, l’intera produzione artistica è apparsa completamente rivalutata, persino a confronto di quella di qualche rivale che ne aveva offuscato, non certo intenzionalmente e di sua iniziativa, la fama ed il valore.

Dal nostro osservatorio privilegiato, che fa tesoro di riferimenti familiari alla figura del Maestro, ma ancor più della velocità della rete nel registrare e diffondere gli eventi della lirica da tutto il mondo, abbiamo modo di essere informati non solo delle numerose rappresentazioni delle opere di Leoncavallo a livello internazionale, ma anche dell’attenzione delle nuove generazioni nei suoi confronti.

Il 2011 è stato l’anno del ritorno di Pagliacci nella città natale del maestro, ma anche l’anno del ritrovamento del “Mameli”, una delle sue opere andata quasi dispersa dopo il trionfale debutto in Italia.  La partitura integrale è stata “riportata nel mondo della musica”, come abbiamo già scritto, da Domenico Carboni, per essere eseguita in occasione del Centocinquantenario dell’Unità d’Italia persino in Giappone.

“Pagliacci” nell’allestimento di Daniele Finzi Pasca è stato trionfalmente accolta al Teatro Mariinskij a San Pietroburgo, dove è convenuta anche una piccola rappresentanza di ammiratori di Leoncavallo da Montalto Uffugo, cittadina del cosentino che ha istituito un locale museo per ricordare la sua permanenza da giovane in quel Comune. In altre città d’Italia e del mondo, il M.° Alberto Veronesi continua a farsi attento sostenitore e promulgatore del verismo musicale e delle sue opere.

A Napoli, a conclusione della Stagione concertistica 2011 degli Ex Allievi del Conservatorio San Pietro a Maiella, conservatorio che annovera tra i suoi illustri discepoli lo stesso Leoncavallo, il direttore artistico Elio Lupi ha annunciato che a Lui sarà dedicato nella prossima stagione l’annuale incontro con“Le grandi famiglie della musica”, previsto ancor prima del sopraggiunto revival leoncavalliano a livello internazionale.

 

  

 

 

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