La bella Irene

 

di Italo Pignatelli

 

Un’affascinante donna in carriera è la protagonista di “Appuntamento in rosso” Annella Prisco Saggiomo (Guida editore).

Sembra di leggere un romanzo scritto per immagini: foto d’autore di una mannequin dal  “fisico stilizzato” e un taglio di capelli che le conferisce un’aria sbarazzina, elegante in abiti firmati che “la rendono quanto mai seducente”, sembrano stampate su carta patinata per una prestigiosa rivista femminile di moda, arte, attualità e cultura. Irene, distaccata e poco loquace, emana “un fascino particolare, un insieme di sicurezza e dolcezza”. Viene fotografata in una “Opel Astra azzurro metallizzata”, nel “corridoio dalle mura tufacee del Suor Orsola Benincasa”, mentre percorre “le scale che dal Petraio conducono al Corso Vittorio”, “ a piedi verso Mergellina”, quando “ s’incammina con le sue lunghe gambe con Timberland color cuoio”, nel taxi “Imola 7”, al Gran Caffè Gambrinus, in trattoria a gustare una carbonara o mentre affonda “il cucchiaino nel crème caramel”, “davanti alle fioriere ricche di variopinti ibiscus” dell’hotel Vesuvio, al bar Pinterrè, al borgo Marinaro, dal parrucchiere in via Nisco, “stretta nel suo loden grigio” o in “un elegante tailleur pantaloni color avana ed il suo viso in parte celato dalla montatura di occhiali scuri”, “affacciata al terrazzo sul golfo” del suo attico in via Palizzi, con Jasmine collaboratrice domestica peruviana, alla sua scrivania in ufficio alla Regione, “mentre digita la tastiera del cellulare”, in treno “Freccia Rossa” per raggiungere Roma, “stesa sul lettino in prima fila” sulla spiaggia a Sperlonga, “con i capelli ancora  bagnati per l’ultima nuotata al tramonto”, nell’hotel “La ginestra”, con “un’abbronzatura che le conferisce un immagine rilassata e luminosa”.

Ma, all’amica confida “Mi sento assillata da strani segnali…Notti dense di sussulti”. Vive nella sua solitudine momenti di angoscia. Ha un chiodo fisso: l’appuntamento con il sogno. Attende l’amore. Pensa alla  gioventù del verso  leopardiano “assai contenta/Di quel vago avvenir che in mente avevi”.

Ricorda “un impermeabile Burberry color sabbia…elegante, dal portamento rassicurante e raffinato”. “Un uomo, poco più di un fantasma, che è apparso nella sua vita di donna sola ed è scomparso”. Tanto attraente che, già al primo incontro, ovunque andasse lo sguardo di Irene convergeva su di lui.

“Il tailleur rosso, quello di Dolce e Gabbana” è abito, scudo e specchio; nasconde la sua timidezza ma accende fantasie negli interlocutori degli incontri professionali al Suor Orsola, a Roma, Milano, Ravello. E’ una immagine di Botticelli con le Tre Amiche: Sofia, Delfina, Gioconda. E’ la Paolina di Canova che, distesa immobile nuda, guarda lontano, immersa in “pensieri e progetti amorosi speciali e forse molto arditi”. Attende il  Sogno nudo con “un paio di occhiali dalla montatura tartarugata” per essere amata. Per due volte di sabato,“pien di speme e di gioia, ”aspetta di incontrare il suo uomo “diverso da tutti”.

La storia, colma di svolte impreviste come una fiaba, non ha soste. Irene lotta nel suo intimo per conquistare l’amore. Riflette, dibattuta tra la priorità del lavoro e la sua inquieta passione, provando a separare la qualità dalla mediocrità, il grano dal loglio. Tenta di “placare lo stato ansioso che la pervade.” In lei c’è molta confusione. “Io vorrei…non vorrei…ma se vuoi”. Soffre e“ da troppo tempo apre le braccia a nessuno”.

La narrazione vivace infonde nel lettore allegria, inducendolo a fantasticare di accompagnare a Capri Irene per poi brindare con lei, spinto dalla curiosità di sapere tutto dell’incontro con l’uomo dal “timbro di voce austero, ma al tempo stesso delicato”.

 

 

 

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