Favole dipinte

Italo Pignatelli   2.10.2012

 

C’era una volta”  favole raccontate in pittura da donne presso la Galleria Monteoliveto in Napoli.

Stefania Ancarani presenta “piccoli lavori”, gioielli creati e scolpiti con forme originali usando     pietre dure, grezze o lavorate “in modo primitivo o con la tecnica della lavorazione a cera persa”. Lei, combinando metalli preziosi con materiali diversi ed insoliti cercati con quella passione che anima la sua Arte, affascina ogni donna, incantata dai colori e dalle forme, tanto da indurla a rivivere adolescenti sogni ispirati dal ricordo della favola di “Aladino e della lampada incantata”. Sibilla Bjarnason, svedese ma, attualmente vive in Francia, nell’opera “La femme éternelle” parla della femminilità, dote delle donne che vivono quotidianamente a stretto contatto con la cultura. La sua “Les Mille et une nuits” è un canto alla donna, elegante, sinuosa nelle sue forme, sicura di sé e certa di piacere, giovane emergente nuda tra forme geometriche mondriane, simboli di rigore nell’essere e nell’apparire, tra lembi di stoffe ricamate con segni e vivaci colori dell’arte orientale. Marina Cavaniglia prende a modello la favola “C’era una volta…Alice” di Lewis Carrol. Bambina che critica la realtà in cui vive con le   ingiustizie sopraffazioni e violenze vissute dai suoi coetanei.

Ecco che Marina si esprime con un volto di profilo, la determinazione, spirali dorate, i sogni, su fondi blù cobalto,l’immaginario fantastico, con onde che si inseguono come salmoni verso la fonte.  Gerdine Duijsens, olandese, racconta “la saggia Ghita” dei fratelli Grimm con “personaggi vulnerabili e insicuri”. Cattura l’attenzione proponendo con un personale espressionismo lirico e con tratti molto dinamici “un popolo di “bon-vivants”,un po’ blasé o comico,  allegro o  annoiato”. Joolie Green, australiana, ispirandosi a “The Red Shoes” di H.C. Andersen, propone una bambola che danza. Ha partecipato alla collettiva organizzata in occasione dell’Amarica’s Cup a Napoli.

 “La sua favola fa parte  dei lavori “Intrappolata in una Fiaba” un mix di colori, tessitura e forme”. Nayeon Jasmina Han, giovane grafica coreana, propone “Alice Guinea in Wonderland” di L.Carrol. Divertente la sua follia gioviale ed eccentrica nella rappresentazione fumettistica: una bambina con volto di coniglietta, vistosa parrucca bionda, bacio con rosso rossetto, scritta con la tecnica pubblicitaria “I Love Guinea Pigs”. “Con la mia Alice voglio sottolineare la curiosità delle ragazze”. Simina  Lazar Huser, artista impegnata, propone il racconto “Financial Art-Le Roi Nu” di Andersen da “i vestiti nuovi dell’imperatore”. “Credo che ci sia una mafia nell’arte che impone pseudo-artisti ad un pubblico snob che accetta qualunque cosa nel timore di apparire ignorante. Come nel racconto di Andersen! L’idea della mia opera vuole essere una metafora dei nostri tempi”.

Per quanto riguarda un giudizio complessivo sulla mostra non si può non affermare che le pittrici, dotate di grane talento, hanno tradotto in opera pittorica le favole e l’hanno fatto, a secondo dei casi, con intenti realistici o visionari mantenendo nelle opere viva la poetica letteraria degli autori. E’ un omaggio appassionato ed entusiastico alle opere ispiratrici descrivendo e rivivendo gli episodi più significativi evidenziando i messaggi che appaiono sempre più eterni, universali, attuali. Nella mostra è presente il “Pinocchio” di Collodi interpretato da Loredana Alfieri, opere di Maria Grazia Tata e Daniela Tomerini dedicate alla poesia giapponese come “favola d’oriente” che evoca il fluttuare inarrestabile della mente attraverso fantasie ed illusioni che rendono vivace la vita.

La mostra è visitabile fino al 25 ottobre in piazza Monteoliveto n.11. 

 

 

 

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