Il silenzio interiore di un poeta

di Italo Pignatelli 

 raccolte di poesie di Ciro Tremolaterra in “Sorrisi da un piccolo giardino” edizioni Kairos p.60 ottobre 2013

E’ il canto di un poeta che, rompendo il silenzio della noia, compone una musicalità fluida, semplice, sorprendente per le rapide immagini che si susseguono verso dopo verso. Ogni poesia ha pochi versi ritmici, spesso due, che emozionano. Ogni parola è cercata con cura nel vocabolario della raffinata delicatezza. Un giardino, “le domeniche a Posillipo”, una voce di una amica, la voglia di capire, il silenzio, le sere illuminate da “i chiari fanali”, “i lievi schizzi sul vetro e tu ridevi”, le rondini, la solitudine, gli incontri, “l’amore illimitato”, i colori del mare, “le carte del nonno”, “un fiore soltanto”, i ricordi dell’infanzia, il giorno di Natale, la bellezza di una donna, riascoltare le voci  dell’ultima vacanza, “l’età dell’allegrezza”, sono i temi che vibrano nei suoi versi. E’ un valzer di sentimenti  danzanti tra ricordi ed immagini gioiose di una vita densa di esperienze e  incontri idealizzati con donne.

“Sia leggero il silenzio interiore/come i capelli di una ragazza”. In questi due versi si enuncia tutta la filosofia poetica di Ciro. La sua poesia esprime una sensibilità raffinata e non comune. La sua spiritualità e la sua cultura di “homo europaeus” vengono ad infrangersi sui versi, scogli dell’eredità della nostra cultura classica. Lo spessore della sua poesia emoziona, fa riflettere, scuote. Le sue sono acquarelli, schizzi colorati d’autore, pitture extempore di paesaggisti, prime bozze pregevoli di artisti ritrattisti.

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