Teatro Stabile di Napoli
Il cartellone della stagione 2014/15

di Italo Pignatelli

Inizio il 29 ott. al San Ferdinando con il ritorno di “le Voci di dentro”, opera di Eduardo, prodotto da Piccolo Teatro di Milano -Teatro d’Europa e Teatro di Roma. Al Mercadante il 19 nov. “Giardino dei Ciliegi” regia Luca De Fusco. Sono stati annunciati otto spettacoli al Mercadante, sei al San Ferdinando, cinque al Ridotto,  all’ ex Dormotorio  sarà di scena una scrittura  degli stessi ospiti inserito nel progetto“Che senso ha se solo tu ti salvi” ispirato a “Le sette opere di Misericordia” di Caravaggio. Altri: Amadeus, La professione della signora Warren, Il sindaco del rione Sanità, Zio Vanja, C’è del pianto in  queste lacrime, La vita che ti diedi, Sinfonia d’autunno, Finale di partita, Il malato immaginario, Circo equestre Sgueglia, Tre sorelle, Dolore sotto chiave,  Le sorelle Macaluso. Le produzioni: Teatro di Verona, Genova, Umbria, Franco Parenti, Bolzano, Napoli con il Theatre National(Bruxelles), Folkteateatern (Goterburg), i Festival d’Avignon, Italia e l’Università di Calabria. Nel Ridotto del Mercadante, da dicembre ad aprile, ciclo di spettacoli tratti dalle opere di Patroni Griffi, regia De Fusco, in via di definizione, come alcuni in cartellone, di testi e cast. Il teatro è anche improvvisazione. Il finanziamento già stanziato, in attesa di altri milioni da sponsor, è di Mln. 1500 Regione, 1200 Comune. Non è poco. Alcune opere sono state già da tempo viste in TV e a teatro come ha detto De Fusco “non si butta niente, tutto si ricicla”. Vuole candidarsi, tra una prova e l’altra, alla direzione dell’azienda ASIA? Si aprirà una scuola di teatro per giovani sempre nel segno della tradizione napoletana. “La stagione al Top” come viene annunciata è chiara nelle parole di Adriano Giannola, presidente, “il programma della prossima Stagione si iscrive nel segno della continuità”. Ossia mai niente di nuovo. E’ strano che non si conosca la tradizione napoletana nata dalla ricerca del nuovo, del mai visto a teatro, di Plauto, Terenzio, delle Atellane, degli attori della Commedia dell’Arte. Se non si crea non si scrive la Storia. “Abbiamo davanti l’impresa molto difficile  inserire, entro l’anno, Napoli nella legge “Teatro Nazionale” come Milano, Roma, Torino, Genova” ci dice  De Fusco, direttore dello Stabile da quattro anni privi di successi. Gareggia anche  “La Pergola”, angusta sala adibita a teatro di Firenze, città del Potente di turno. Chiedo al mio vicino “Sono tornati i Savoia?” “ No, ma stiamo peggio!” Incredibile! Napoli città teatro, meta ambita nel Gran Tour per le arti, la musica, i teatri, la stampa, sede in cui fu presentato il Manifesto Futurista il 14.2.1909  e poi  a Parigi, perché ritenuta culla di note avanguardie artistiche, debba concorrere per un posto tra altre culturalmente meno note.  L’ultimo sfregio alla città. Il De Fusco ha ricordato, spesso, con pizzichi di orgoglio,  di aver diretto lo Stabile di Mestre, comune come Casoria, presso Venezia. In quella cittadina, non ho visto Reggia, Castelli, Pinacoteche,  Torre Eiffel, scorrere il Tamigi, il Museo Guggenheim. Sarà bravo Luca, visto che unisce alla carica di direttore anche la regia di più spettacoli. Tra noi vive Roberto De Simone, Eccellenza mondiale, regista colto estroso  amante del nuovo?  Domanda che non si può fare ai nostri politici tranquillamente comparse mute assopite.

Abili nell’insabbiare anche nel ruolo di Ministri come è avvenuto per la Terra dei Fuochi.

Leopardi, a Napoli, annota il 30.4.1836 “devo attestare che mai ho trovato altrove scribi così armati “alla difesa dei propri maccheroni””. La difesa si è dilagata  per la polenta agli uccelletti, il risotto col nero di seppia, la coda alla vaccinara, la ribollita, la bagna cauda, ecc.

Alla stampa è stato rivolto l’invito di pubblicizzare il Cartellone. Auguriamo buon appetito!

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