Racconti tra memoria e futuro

di Italo Pignatelli

 

“Storie di ordinaria Resistenza” a cura di Armida Parisi ed. Homo Scrivens Editore raccoglie 57 brevi racconti di adulti esordienti e di giovani pubblicati sul “ROMA” nella scorsa estate e raccolti in un volume finanziato dalla Fondazione Sdn. Il termine resistenza ha diversi significati:

Resistenza storica, esistenziale, passiva o attiva, elettrica, ginnica, ad uno sforzo, al dolore, alla tentazione, ad una vita poco soddisfacente ecc. Entra nella mente quando l’essere umano dice BASTA e passa all’AZIONE. Ogni resistenza nasce da un’idea, da un progetto, dalla volontà. Ogni atto di opposizione ad una realtà insopportabile evidenzia sesso ed età, carattere, identità, cultura, scelte politiche, condizioni sociali.

Resistere è una scelta di vita migliore o  diversa per non accontentarsi di sopravvivere. E’ lotta e riscatto per vivere e inno alla libertà.

Nella progettualità la Parisi ha avuto al suo fianco Antonella Cilento, Paola Villani, Aldo Putignano. Scopo principale è di stimolare i giovani alla narrativa per aspirare ad un futuro da scrittore. La scrittura, come l’arte e lo sport, è evasione ed elimina l’impoverimento culturale. Essa stimola  fantasia e creatività suscitando emozioni anche nei lettori. La scelta del racconto breve, settanta righe, facilita l’ingresso nel mercato mondiale come dimostra il Premio Nobel per la letteratura ad Alice Munro. Scrivere porta ad osservare la realtà, ad entrare nella psiche dei personaggi inventati che non sono altro che modelli umani che incontriamo, con cui abbiamo vissuto, che hanno donato il loro sapere, che, proponendoli nei racconti ci sorprendono nuovamente, ci emozionano, ci inquietano, ci fanno rivivere i momenti più significanti del passato.

Lodevole l’iniziativa di Armida  che ha voluto ricordare la Resistenza napoletana del ’43. Il cestinare non avrebbe fatto confusione tra R e r.

Non solo. Il ricordo della Resistenza di milioni di partigiani europei non va dimenticato o confuso. Essi hanno indotto a creare la Comunità Europea, la Pace, dopo secoli di invasioni e di guerre, l’abolizione delle frontiere, la moneta unica, studiare e  lavorare in altre nazioni.

Nei racconti si legge la resistenza ordinaria quotidiana con la “r” minuscola. Si evince che adulti studenti e universitari ignorano la Storia e non hanno in alcuna considerazione la Memoria, fondamenta ed architrave del Futuro, della Cultura, del Progresso, della Democrazia.

La memoria è indispensabile nel computer, nella macchina fotografica, nel telefonino, nelle telecamere di videosorveglianza, nelle macchine industriali. E’ presente negli animali. Non può essere assente nell’individuo, in chi vuole comunicare, fare arte, presentarsi  homo sapiens.

I racconti sono storie di piccole passioni individuali simili a bolle di sapone mal riuscite, personaggi che si lasciano andare senza reagire agli eventi, blande opposizioni alle  noie quotidiane, piccole violenze, guerre tra nani di plastica da giardino, femmine che si ritengono divine e tanto pudiche che avversano i corteggiatori, dolori e malattie. Emergono, invece, il ribellarsi delle donne a minacce e violenze dei bruti.

Ida Palisi sul MATTINO del 13.1.14 salva la poesia di Chiara Tortorelli, editor di Homo, che tratta le mancate resistenze “Sto dalla parte della vita. E la vita non resiste. Scorre. Comunque sia”. La resistenza è forza creativa. Le banalità non hanno dignità, sentimenti, valori, cultura.

 

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