Pace e Democrazia portano tutti in strada

 

di  Italo Pignatelli

 

 

Sabato 13 dicembre a Napoli fino alle 3 di notte  Musei aperti, musica napoletana e di altre etnie, danza canto teatro e gastronomia campana in tutte le piazze del Centro Storico e in periferia, Metrò e funicolari in funzione per vivere la III edizione di “Notte d’arte 2014”. .

Folla festosa di ogni età nei decumani, nelle piazze e nelle vie.  In piazza Dante esplode “Na Bomb” con concerto hip hop di gruppi napoletani e spagnoli. A piazza del Gesù anteprima “Strit food festival” e in giugno a via Caracciolo e poi a Berlino. Avvenimenti di spettacolo, mostre di pittura del 700 e arte contemporanea, cucina popolare, tammurriata in piazza Nolana ed altro anche a Scampia, Materdei, Pianura. Contest musicale a piazza Carità con la partecipazione di vari gruppi, concerto omaggio a Vitale in San Pietro a Majella. In fila per “il Bello e il Vero” scultura dell’800 e 900 a San Domenico Maggiore, la pittura del 600 con Tanzio da Varallo e Caravaggio a Palazzo Zevallos, alla Cappella Sansevero, al Complesso museale dei Pellegrini, e per vedere il presepe vivente in piazza a San Giuseppe dei Nudi. Altri  nel Convitto V. Emanuele per arte e scienza in cucina o all’Istituto P. Fonseca per la cultura mediterranea tra storia e tradizioni, concerto cubano di Povel Molino & Borrio Aberto in piazza san Domenicoi, balconi fioriti in vico Lungo Gelso con musica e cucina nei quartieri spagnoli, baccalà nella piazzetta Sedile di Porto, musica classica a palazzo Doria d’Angri, agorà dell’arte mostra evento in abiti del 700 e laboratori artigianali in Galleria Umberto I, musica e arte degli studenti del Conservatorio e Accademia a Port’Alba, gioielli di arte Masai a palazzo Venezia. A Santa Chiara visitatori accolti da una doppia immagine di hostess virtuale bionda, elogiata con soavi parole da scapoli e ammirata in silenzio con occhi sgranati da sposati da lungo tempo e da fidanzatini, che parla e mostra vedute di Napoli e Pompei e annuncia che presto sarà possibile accedere al Campanile di santa Chiara. Quattro gemelle, forse brune come le Luciane del Pallonetto di Santa Lucia saranno donate al Comune. La creatività nostrana stupisce anche nell’unione tra arte e tecnologia.

Una notte d’arte si può vivere solo a Napoli. Città solare non può vivere al buio. Nel 700 inventò i tabernacoli con lampade a olio davanti ai santi per illuminare  vicoli e piazze per far desistere da azioni delittuose i malavitosi.  Scelta astuta. L’olio non poteva essere rubato perché dava luce ad una immagine sacra. Totò, nel ruolo di ciabattino portiere di un palazzo attento custode della lampada  dinanzi a San Giovanni decollato, rievoca l’antica usanza. Nei 1841 nasce, prima in Europa, la Compagnia di illuminazione a gas della città di Napoli.

Il napoletano ha la possibilità di vivere la notte in via Toledo, andare a teatro e in pizzeria.

Mark Twain, scrittore e giornalista, a Napoli nel 1868 in gita sul Vesuvio “Si vedevano i lampioni a gas, disposti a semicerchio lungo i bordi dell’ampia baia -un collare di diamanti che scintillavano lontano nell’oscurità e in tutta la grande città si incrociavano in infinite linee e curve luminose risplendenti come gemme. Vedere Napoli significa vedere un quadro di straordinaria bellezza. E quando la luce da lattea si fece rosea e la città avvampò sotto il bacio del primo sole, il quadro divenne bello al di là d’ogni descrizione. Anche la cornice del quadro era incantevole.“Vedi Napoli e poi muori” Bene, non ritengo che si debba morire ma forse a tentare di viverci”. Anche questa notte voci di stranieri,  dialetti italiani tra i chioschi, bancarelle, in attesa di gustare pizze, spaghetti, fritture di pesce, dolci, gelati, caffè. Con l’arte si mangia. Diminuisce la disoccupazione e si favorisce l’inserimento degli emigrati.

 

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