Mozart a Napoli

Italo Pignatelli

Wolfgang Amadeus, all’età di 14 anni, giunge con il padre Leopold a Napoli proveniente da Roma il 14 maggio del 1770. Scopo del viaggio è conoscere l’arte italiana e  raffinare il suo talento nella nostra città ritenuta la più importante scuola di musica. In città, in quel periodo vi erano tante scuole di musica e il teatro San Carlo il più grande d’Europa. Napoli non conserva testimonianze della sua presenza. Non nutrì simpatie per aver oscurato per un periodo l’importanza della musica partenopea con la sua celebrità sostenuta dalla Massoneria europea. Notizie sul soggiorno si ricavano dalle lettere inviate alla madre e alla sorella rimaste a Salisburgo.

Nella prima del 19 maggio alla sorella Nannerl “cara sorella mia, oggi abbiamo visto anche il Vesuvio. Napoli è bella, ma c’è tanta gente come a Vienna e a Parigi. E quanto a insolenza della gente, tra Londra e Parigi, non so se a Napoli superi addirittura Londra, visto che qui il popolo, i lazzaroni, hanno il loro comandante e capo che riceve ogni mese dal Re 25 ducati d’argento per mantenere un certo controllo tra questi lazzaroni”. Leopold alla moglie Marie Anne “ La posizione di questa città mi piace ogni giorno di più e la città stessa non è male; se il popolo non fosse così empio e certa gente non fosse così stupida. E poi la superstizione! Qui è così radicata che si propaga con l’eresia. Anche persone distinte sono piene di superstizione. Non è poca cosa, infatti, sentire che qualcuno invoca Dio in questa maniera: Dio voglia pregare San Gennaro affinché mi aiuti”. In un’altra “Per ora on abbiamo dovuto sopportare la calura perché piove spesso; ieri ci sono stati vento e pioggia spaventosi. Ciononostante arriveremo a casa con la carnagione alquanto più scura, infatti è l’aria stessa che produce questo effetto ma quando esce il sole si nota subito che si è a Napoli”. Amadeus, adolescente arguto e attento osservatore, scrive alla sorella “l’opera che si presenta qui  l’ha scritta Jommelli, è bella, ma troppo seria e all’antica per il teatro San Carlo. I balli sono pomposi. Il teatro è molto bello. Il Re ha avuto un’educazione rozza e all’opera sta in piedi tutto il tempo su uno sgabello per sembrare un po’ più alto della Regina. Lasciano la città dopo un mese e mezzo il 25 giugno. Amadeus descrive il suo umore qualche giorno prima della partenza “ La posizione del luogo , la fertilità, la vivacità, cento cose belle ci rendono triste la partenza da Napoli, città luogo di sogni”. Per promuovere il talento del figlio, Leopold lo accompagna nei salotti e nei teatri.

Nel pieno della maturità artistica e al culmine della splendida celebrità, Amadeus rende omaggio a Napoli componendo uno tra i suoi maggiori capolavori “Così fan tutte”, opera che parla di struggente amore vissuto nell’irrequietezza tra palpiti e passioni travolgenti.

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