Alla Galleria Toledo “L’Internazionale” 

di Italo Pignatelli

Atto unico  del drammaturgo napoletano Roberto Bracco. con  regia di Giovanni Meola.   Nel 1914 l’Europa vive la tragica prima guerra mondiale. L’Italia, divisa in due fazioni tra i Futuristi che cercano nella guerra il cambiamento radicale della cultura in Italia e in Europa mentre i moderati sono per la neutralità, tergiversa come fece nel’40 per un anno.

Bracco, esponente del verismo meridionale e italiano, entra più volte nella rosa del Premio Nobel per la letteratura ma sempre ostacolato dal Regime fascista. Eletto deputato nel 1924 nella lista di Giovanni Amendola, viene espulso nel’26 con  altri  per aver firmato il Manifesto degli intellettuali antifascisti, redatto da Benedetto Croce nel ’25. Rifiutò di far parte del’Accademia d’Italia e un assegno di dieci mila lire ottenuto per intercessione di Eleonora Duse attrice con Emma e Irma Grammatica di quasi tutte le opere. Tra queste vanno ricordate: L’infedele, La fine dell’amor, Il diritto di vivere, Nellina, Maternità, I Pazzi, Don Pietro Caruso, Tragedia dell’anima. Fu autore di alcune canzoni. Ritenuto dalla critica autore di fama mondiale come D’Annunzio e Pirandello, porta in scena la vita degli umili e la condizione femminile nei suoi molteplici aspetti. La sua moralità e la sua cultura spiegano i temi da lui trattati: l’egoismo e la volgarità degli uomini verso le donne che cercavano con determinazione un ruolo nell’arte, nel lavoro e in politica. Segue con interesse l’evoluzione del femminismo sorto nel 1906. Mignon, la bella canzonettista, è la donna del futuro. Ad interpretarla magistralmente è Sara Missaglia. Lei rende sua partner una gigantesca cartina geografica dell’Europa non solo perché canta canzoni nelle diverse lingue ma senza dubbio vede in lontananza la Pace. Sara, in scena si avvolge nella cartina, la stende per cercare le città con cui ha contatti epistolari, la protegge dalla gelosia esasperata dell’amante manager, Luca Di Tommaso, da Luigi Credendino commissario di polizia che la ritiene  spia  internazionale. Trova Simona Pipolo, cameriera affettuosa, complice nella sua  passione. Dettaglio che scopre la conoscenza di Bracco del mondo femminile di cui si fa portavoce.

Bracco muore in povertà a Sorrento nel’43. Non vede realizzare il sogno di una Europa libera dai nazifascisti. L’Artista opera per un futuro diverso. Bracco immaginava già, forse, la Comunità Europea nata dalla lotta dei partigiani europei tra cui milioni di donne. A Mignon, apparentemente frivola, incute la voglia di arruolarsi tra le crocerossine che furono nella prima guerra più di duecentomila. Mignon è una donna che vuole una vita autentica e la libertà di esprimersi con l’arte del canto. Lo spettacolo è una pagina di teatro raffinato con una regia vivace priva di fronzoli in collaborazione con l’assistente Serena Russo, sobria nella scenografia di  Armando Alovisi, costumi eleganti dell’epoca di Annalisa Ciaramella, foto di Alessandro Pone, progetto grafico di Irene Petagna, ottimi il disegno luci e la scelta dei brani musicali. Gli attori, molto giovani, hanno indotto il pubblico  a tornare più volte sul bordo palco per ricevere i meritati applausi avendo mostrato professionalità e bravura nel dosare ritmi di voce, mimica, garbo leggiadro e disinvolto nel muoversi in scena. Un plauso di congratulazioni va alla Galleria Toledo per la scelta delle opere e dei gruppi di giovani.   

 

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