Mariacarla Rubinacci

Intervista di  Italo Pignatelli

Rubinacci con parole felpate come passi di gatto si addentra in un ginepraio di emozioni.

Perché la storia di  amore tra donne“tenuta forzatamente nascosta agli occhi del mondo”?  

 E’ una realtà che si vuole ignorare per non concedere agli omosessuali pari dignità e  il diritto di essere riconosciuti legalmente come una  coppia. Non è un amore sbagliato.  

 Sandra e Mara  giocano “a guardie e ladri” sulla spiaggia con i loro coetanei. Le due sono nel gruppo dei ladri nascoste  in cabina. Mara le ruba dei baci o si dividono “il bottino”?

Nude stese si baciano. Ingenue danno inizio al gioco del sesso assaporandone il gusto.

Giocando si inizia a far sesso. Ma l’amore che nasce dal sesso è anch’esso un gioco?

L’amore è volontà di costruire un futuro anche tra rinunce e sacrifici che la vita chiede.

Lei, docente, espone con raffinata pudicizia  il sesso tra minori “le loro mani si cercavano sotto il banco, le carezze sotto il lembo della gonna lenivano la noia della pagina di  storia”.

Anche questo è tabù. Lezioni sul sesso eviterebbero volgari violenze in casa e la svendita del proprio corpo di adolescente per il biglietto di un concerto o per un capo griffato.

Sandra non è  bambola sulla sedia ma  ricerca  avventure per soddisfare le sue passioni.  

Consapevole della sua capacità di sedurre si mostra allegra affascinante e maliziosa.

Sceglie le donne per storie brevi di sesso. Teme il “maschio” violento e rozzo nell’amare?

La donna non evita il maschio ma sceglie l’uomo come sposo e padre dei propri figli.

  Rompe le frontiere dei pregiudizi. Vive la sua omosessualità attenta a non farla trasparire.   Si dimena con muta angoscia tra il piacere e la vergogna di essere diversa. Vive sola.

 Solo poche donne leggono la  “diversità” di Sandra e le si avvicinano  nel suo isolamento.

La nostra indole  è riflessiva e attenta a cogliere ogni segreto negli atteggiamenti altrui.

Le angosce nascono dal ricordo del pomeriggio in cabina. Si sente vittima di Mara?

Non prende coscienza che lei  ha gradito altri incontri con la sua giovanissima amante. Dopo anni, in un incontro con Mara, si domanda in silenzio “vittima di cosa? Tu eri lì e non ti sei tirata indietro”. Accetta la sua diversità e non teme più il disprezzo  degli altri.

Le conchiglie sono “il puzzle dell’anima di Sandra” che lei cerca di  ricomporre per  una vita da donna con un uomo e una figlia? Si sposa per celarsi o per vivere una vita da “normale”?

Sì certo. Attratta dall’affettuosità di Marco, decide di entrare nella società dei “normali”.

La sua natura si oppone. Vive in un guscio per paura di essere scoperta. Viene fuori per vivere la sua passione istintiva.  A Mara che le parla di sé,  lei, a bassa voce,  sintetizza il suo passato “mi sono sposata, ho avuto una figlia, Martina, mi sono separata”.

Sandra Mara Martina, sono strutturate nella narrazione come la “Flagellazione” di Piero della Francesca. Sandra, in primo piano, vive il sesso spoglio d’amore anche sposa. In fondo, in prospettiva, su piani paralleli opposti Mara e Martina, una lesbica e l’altra etero ma entrambe vivono  scegliendo di essere  legate al primo amore. Sandra è ponte tra le due?

Sandra  mamma ama  sua figlia e a suo modo Marco. Mara ha tenuto vivo il suo amore per Sandra. Martina sposa il primo  incontrato. Tre diverse tra loro. L’amore non ha sesso. Va sempre vissuto con raffinatezza nei modi. Dopo una tempesta in una coppia, si deve cercare, senza aspettare la prima mossa dell’altro, il sorriso nell’arcobaleno. L’amore non è sacro né profano. E’ puro. Sincero. E’vissuto con la stessa intensità dal gay e dall’etero ”.

Nella foto MC. Rubinacci a destra con Monica Florio sua editor.

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