Il garofano fiore della Democrazia

di Italo Pignatelli

 

Il 25 aprile del 1974, il Movimento dei Capitani, così definito per la presenza in maggioranza di ufficiali di quel grado pose fine alla dittatura di Marcelo Caetano in Portogallo. “A Revolucao Dos Cravos” fu la sigla data al trionfo della Libertà che rende accessibile  la conoscenza di nuove idee per una vita democratica. Il garofano fu scelto come fiore da apporre sui fucili dei militari. Joao Diogo Nunes Barata, ambasciatore del Portogallo, ricorda l’evento storico nella multisala Sofia di Pozzuoli al Festival delle idee politiche organizzato dalle donne dell’associazione “Città Meridiana”. E’ sempre la cultura creatrice della libertà. La scintilla della rivoluzione fu il libro “Il Portogallo e il Futuro” del generale Antonio de Spinola che suggerì anche a Oliveira Salazar l’architettura costituzionale e istituzionale del cosiddetto “Stato Nuovo”.

“Era un paese in cui un regime autoritario vietava le più elementari libertà civili, un paese in cui la Costituzione non garantiva i diritti democratici fondamentali, in cui non esistevano elezioni libere, in cui vigeva la censura preventiva, in cui molteplici erano le restrizioni alla creazione artistica e alla produzione culturale. Era un paese in cui le attività politiche, associative e sindacali erano quasi nulle e in cui l’opposizione al regime era sistematicamente perseguitata dalla polizia politica. Era coinvolto su tre fronti di guerra in Angola Guinea-Bissau Mozambico. L’economia era debilitata dal costo delle guerre e dall’aumento dei prezzi. I giovani abbandonavano il paese per motivi economici e per sfuggire al servizio militare. La pressione internazionale dell’ONU contribuì all’indebolimento del regime e a prendere le distanze dalla politica coloniale. Paolo VI, ricevendo il 1° luglio del 1970 i leader dei movimenti di liberazione delle colonie portoghesi, diede un chiaro segno di condanna della politica”.

All’alba del 25 si insediò la Giunta di Salvezza Nazionale con sette generali delle tre Forze Armate e a capo Spinola che decretava l’elezione dell’Assemblea Costituente nei successivi dodici mesi. Sanciva la libertà di associazioni politiche, l’abolizione della censura, l’amnistia ai prigionieri politici, la soluzione delle guerre per via diplomatica. Furono esiliati o rimossi dalle loro funzioni: ministri, magistrati, rettori. Fu subito disarmata la polizia politica e sciolto l’unico partito fascista e l’organizzazione della gioventù.

Gli obiettivi fondamentali furono sintetizzati con tre D, iniziali delle parole Decolonizzazione, Sviluppo

(in portoghese Desenvolvivemento), Democratizzazione. Inizia dall’aprile ’74 all’approvazione della Costituzione all’aprile ’76, il periodo noto come PREC, Processo Rivoluzionario in Corso con Mario Soares leader del partito Socialista, Alvaro Cunhal del Partito Comunista, Francisco Sa-Carneiro del Partito Popolare Democratico, oggi Partito Socialdemocratico. Furono concesse, subito, riforme in materia di economia, lavoro, infrastrutture, istruzione e sanità, tali da cambiare il volto del Paese già negli anni 80.

Il 25 aprile in Italia e in Portogallo inaugurano l’era di democratizzazione mondiale, durante la quale decine di paesi transitarono da regimi autoritari, di destra o di sinistra, a democrazie costituzionali. Nel 1889, la Polonia apre la seconda fase con l’implosione delle dittature comuniste in Europa, segue dopo il Sud America. Infine, l’indipendenza dello Zimbawe e della Namibia pone fine all’apartheid in Africa.

Il 25 aprile può essere definita la giornata della Libertà,  Democrazia, Uguaglianza,  Fratellanza, Pace.



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