Coppia sterile compra neonato

di Italo Pignatelli

E’ il tema conduttore dello spettacolo “Il catalogo” scritto e diretto da Angela Di Maso, drammaturga napoletana, che è stato in scena alla Galleria Toledo ultimamente. Storia di una coppia, Eric e Rose Portman, che vogliono adottare un bambino. Stufi di una burocrazia lenta, si rivolgono ad una azienda sperimentale, capace di realizzare il loro sogno in tempi brevi, in cui incontrano il signor Law, Massimo Finelli, addetto alle vendite di manufatti e non di bambini. Law si trova dinanzi una coppia timida gentile felice e romanticamente innamorata. In lui, uomo frustrato negli affetti e nel lavoro, scatta la molla dell’invidia. Si mostra sadico razzista ironico irruento e volgare nel linguaggio. Vittima della sua infelice condizione di servo sul lavoro e della sua cultura neonazista, assume il ruolo di carnefice sfoderando un parlare ambiguo e falsamente raffinato. Abituato alle vendite, escogita l’idea di un catalogo su cui è possibile scegliere età colori degli occhi della pelle dei capelli ed anche le sue attitudini da adulto. La coppia, inizialmente, desiderava solo un figlio  ma  a queste inverosimili possibilità si lascia andare nella scelta di uno bravo a giocare a pallone, scacchi, in pittura musica matematica, rosso di capelli e  occhi azzurro cielo. Eric, Giuseppe Cerrone, professore di matematica vive nell’illusione di amare ed essere amato dalla moglie. Rose, Patrizia Eger, intuisce la volgare trappola. Eric, ingannato e deluso, sfoga in modo violento la sua rabbia. Lei, insegnante in una scuola elementare, a contatto con tanti bambini, desidera fortemente la maternità e l’adozione può essere anche la gioia di un parto tanto da cedere. “Se voi potete darmi tutto questo, io sono disposta a fare tutto quello che è in mio potere per averlo”. Vacilla completamente  si concede al vendi frottole. Lei svela il vero motivo dell’adozione. Stanca della noiosa vita di coppia spera di vivacizzare la sua vita dedicandosi ad una creatura anche non sua. Law, astuto, avendo intuito la fragilità dei sentimenti nella coppia, raggiunge il suo scopo di separare i due coniugi e li rende due marionette inanimate senza più fili collocati immobili su uno scatolone. Rintocchi di campane a morte sigilla la fine della loro infelicità mascherata da false moine amorose.

Lo spettacolo, atto unico, è raffinato nel linguaggio scenico, studiato meticolosamente in ogni particolare, nella gestualità, nella posizione sul palco degli attori che muta seguendo con rigore il dettato del recitato ora seduti sui grossi pacchi imballati, in coppia, separati . Buio iniziale con immagini sul sipario simili a passi cadenzati. E’ teatro di parole in cui domina l’inumanità e l’equivoco. Per Law un bambino è un prodotto mentre  è il sogno per i Portman che strumentalizzati e già svuotati di moralità ritengono il figlio da adottare un oggetto da comprare. Simbolica la scenografia. Scatoloni vuoti come i tre personaggi. Eric e Rose privi di amore. Law privo di umanità che schernisce  umilia e smembra i due coniugi. Angela, drammaturga critico teatrale laureata in filosofia musicista polistrumentista nel repertorio Medioevale e Rinascimentale diplomata in Coro a Vienna, porta in scena il dramma di tante coppie sterili anche negli affetti più sinceri tra loro. La  costruzione registica è surreale e minimalista. Patrizia Giuseppe Massimo, dotati di cultura come leggo nei loro curriculum e attori con varie e molteplici esperienze, hanno reso i loro personaggi talmente reali da appassionare il pubblico nelle loro intricate vicissitudini. Il loro recitato ha assunto toni e colori diversi quasi muto, sospirato, beffardo, supplichevole, gridato, violento, ansioso, deluso, aspro, crudele. La scenografia è di Armando Alovisi,  disegno luci di Cesare Accetta,  Cinzia Annunziata, tecnico, modula le luci sul ritmo mutevole degli stati d’animo dei protagonisti, costumi Alessandro Varriale. Repliche in Italia.

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