Bella Italia Brutta gente di Antonio Filippetti

di Italo Pignatelli

 

Lei definisce l’Italia “un paese in anestesia tra sciacalli, cialtroni e leccapiedi” nel suo ultimo ed. ICM del 2012 ai tempi del governo Monti. Dopo un anno con il crollo di Berlusconi, Letta e Alfano al governo, Renzi alla segreteria del PD, lavorano per una svolta e la rinascita del Paese. Il Suo pessimismo si è affievolito?

E’un crollo mascherato. Molti dei suoi sono alla guida del “vapore”. Sono stati prodotti pessimi  modelli di comportamento e di conseguenza siamo ridotti a vivere con Istituzioni che operano ancora nella illegalità. Il gattopardo non muore mai. Einstein ci ricorda “Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose”. Dobbiamo sperare che sia all’epilogo la degradazione già descritta da Leopardi nel”Discorso sopra lo stato presente degli italiani”parlando di concittadini privi di ambizioni. La stessa comunicazione mediatica è gonfia di “ignoranza”e “sciocchezza”del tutto ignara di ideali di bellezza.

La comunicazione manipolata e subalterna ai politici peggiora l’immagine della “brutta gente”nel mondo?

L’ultimo scandalo della Lega Nord in Piemonte e la politica di Bossi e dei suoi che per anni hanno commesso reati di ogni genere: vilipendio alla Costituzione, oltraggio ai simboli sacri della nazione, istigazione alla rivolta, appropriamenti indebiti, infimo livello nei comportamenti e nel linguaggio di tanti anche a Bruxelles.

Bossi con toni sguaiati  “Roma ladrona e farabutta” e Calderoli “il tricolore lo si può mettere nel cesso”.

Bossi ha governato con Berlusconi che ora ricalca con asprezza e provocazioni il dileggio alle istituzioni.

Indro Montanelli, uomo non di Sinistra, nel 2001 definiva “putrescente”la politica. Furio Colombo si stupisce che stampa e TV non abbiano mai evidenziato furti, ricatti, menzogne dei due ridicoli definiti, invece, statisti da certa stampa e  nei teatrini televisivi simili a pollai in cui ognuno starnazza più forte per contraddire ciò che afferma l’altro col risultato di eludere i veri problemi. Il risultato è di trovarsi acritici. Allo spettatore si presenta “la fattoria degli animali” di G.Orwell in cui non si distinguono i maiali da chi con loro intreccia loschi affari. Ascoltiamo interviste “ copia conforme” di Brunetta, Gasparri, Casini, Rutelli, Gelmini, ecc.

Questo governo si propone un comportamento nuovo.  Pensa che sia un bluff. Si faccia finta di cambiare?

Cambiano gli interpreti ma la commedia è e deve essere la stessa. Si parla di scelte innovative mentre tutto è rimasto come prima: si chiudono fabbriche e saracinesche, emigrazione di giovani cervelli, aumento della  disoccupazione e delle famiglie povere , salari inferiori al costo della vita. Chi ha reso ridicolo il paese ed ha portato alle stelle il debito pubblico pretende di proporsi ideatore di riforme. Asini si atteggiano ad aquile.

Quali soluzioni semplici Lei ritiene opportune da applicare in tempi brevi per uscire dalla crisi?

Operare tagli agli sprechi nel pubblico e nel privato, agli emolumenti dei politici e dei manager(entrambi in gran parte inefficienti e incapaci), ai divi dello star system, della televisione, del calcio, agli enti creati per i clan, tassare i patrimoni e le transazioni di borsa per avere liquidità per attività varie e posti di lavoro. Tra gli sprechi(miliardi di euro) vanno citati gli acquisti di armi, carri armati, caccia per tante missioni di pace.

Circolano 630 mila auto blu che costano 21 miliardi l’anno che potrebbero  creare lavoro nella cultura.

Per fare cassa si propone, spesso, di vendere gran parte del patrimonio artistico realizzato nei secoli.

Siamo alle svendite. La Tour Eiffel vale quattro volte più del Colosseo. Valutazione ridicola come  la nota frase infamante “fatevi un panino con la Divina Commedia”. Il patrimonio artistico può essere volano di un notevole sviluppo economico ma la gestione viene affidata con criteri clientelari e a ministri incapaci che ignorano l’art.9 della Costituzione. Tutto ciò avviene nell’apatia generale che per Montesquieu è più pericolosa della tirannia. L’esecutivo di oggi non sembra che abbia preso in esame il problema cultura.

T. Macaulay scrisse nell’800 che lo sviluppo del Paese si ottiene dall’opinione pubblica non dai legislatori.

Perché il Paese non decolla? La colpa è dell’inconsistenza programmatica dei politici?

Le riforme ritenute indispensabili  non vengono realizzate. I politici, interessati ai propri tornaconti, non sanno o non vogliono far uscire  dalle secche e dalle tante difficoltà che si riscontrano nella vita del paese.

che fai tanto sottili/provvedimenti ch’a mezzo novembre/non giugne quel che tu a ottobre fili”. Versi di Dante che rendono chiare le continue revisioni delle leggi e dei decreti mai definiti e quindi mai applicabili.

La scuola ha avuto tante riforme dalla Moratti alla Gelmini. Hanno dimostrato di essere tali?

Le riforme creano allarme. Il federalismo scolastico annulla l’Unità d’Italia e un reale sviluppo culturale.

Lei, direttore della rivista culturale www.arteecarte.it, organizza mostre e convegni coinvolgendo giovani.

L’arte e la letteratura creano “uomini liberi”. Con l’UNSA organizziamo corsi per aspiranti giornalisti italiani e stranieri. Con la FUIS la nuova edizione “le Quattro Giornate del Cinema di Napoli” che premierà  i giovani  con la realizzazione delle sceneggiature .”Per conquistare il futuro bisogna prima sognarlo”(B.Pascal).

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