Dario Cusani artista a Castel dell’Ovo

di Italo Pignatelli

Sue opere dal 1964-2014 sono in mostra “La vita è un collage”. Cinquant’anni dedicati alla pittura, scultura, musica, fotografia, design, impegnato nel sociale facendo arte. Dario nella mostra antologica non espone la sua genialità ma parla del progetto “La musica va a scuola” voluto dalla Fondazione onlus “Gabriele e Lidia Cusani”. L’idea nasce  al concerto nel 2008  a Santa Cecilia in Roma con l’orchestra di 120 ragazzi di 10-12 anni del Venezuela. “Dopo la sinfonia la “Titanica”, esecuzione trascinante, gli orchestrali tornano con abiti sgargianti e suonano ritmi sudamericani danzando e facendo la “hola”. Ho scoperto che “dare” è il più bel modo per “ricevere”. Mi convinco che la musica deve essere nelle scuole elementari. A Caracas fanno musica 300.000 bambini. L’idea di Josè Abreu, da 40 anni in Venezuela, la musica come veicolo sociale ha già salvato 2 milioni di bambini”. Il primo progetto di Dario nasce nella scuola Basile della periferia di Roma con 640 piccoli dai 3 a 11 anni. Dal 2011 il progetto entra nel sistema italiano voluto da Claudio Abbado ed entra in altre scuole della provincia di Roma coinvolgendo 2.300 bambini. Le opere della mostra saranno messe all’asta per avere fondi a sostegno di “La Musica va a scuola” e “L’arte va a scuola” alla “Bovio Colletta” di San Giovanni a Carbonara e poi  nelle altre  scuole di Napoli e Provincia.

La vita è un collage di esperienze, realtà, amici, parenti, conoscenze, sogni, fantasie, attività.

Cusani si racconta nelle varie sezioni della mostra allestita a ritroso dal 1964 al 2014. In “Fotopittura” il mouse  diventa pennello. “Socio-Politico- Religioso” tratta temi con “provocazione ironica” sul depauperarsi della cultura, terrorismo religioso, xenofobia, valori positivi della vita. Tra le installazioni si trova “Il portone della Rivoluzione” del 1999 a Palazzo Serra di Cassano e “Siam sei piccoli topolin” con la mostra “Dal ferro al silicio” alla Città della Scienza nel 2011. Immagini di Napoli, Roma, Los Angeles, New York elaborate con la creatività del digitale. Scultura-Oggetti, opere di design, realizzati con materiali vari e colorati con vivace allegria. In Ritratti, realizzati con tecniche varie,  in Postfuturismo, Cromatica e Interni si legge la vita affettiva  in cui protagonisti sono genitori, fratelli, figlie, amici, docenti, collaboratori, luoghi dell’infanzia, attività imprenditoriali, studio di artista. Una vita vivace vissuta nell’amore per l’arte. A otto anni si dedica allo studio del pianoforte assimilando la passione del padre musicista di jazz per hobby. Studente amante solo del disegno ma più volte bocciato per la sua vivacità poco apprezzata da insegnanti sempre inclini a prediligere cervelli assopiti. Per punizione entra alla Nunziatella. Aquila rinchiuso in un canile.  Musicista  nella chiesa della scuola in cui durante una messa suona Yesterday. Apprezzato prima dagli ufficiali ignari del testo, viene punito per poi subito abbandonare il collegio. Lascia l’attività imprenditoriale per dedicarsi solo alla pittura e in particolare alla fotografia che “mi ha consentito di abbinare interiorità e esteriorità a modo mio. La parte esteriore delle persone mi interessa poco rispetto a quella interiore”. E’ stato sempre animato dalla voglia di rinnovarsi e di mettersi in gioco spinto dalla curiosità e dalla fantasia. Queste sue doti lo portano a contatto con i giovani “il futuro”, colpiti da un destino crudele, per aiutarli a crescere tornando allo studio per, poi, appassionarsi al fare arte diventando persone migliori salvandoli dalle bande criminali, dalla droga, dalla povertà.  

La mostra, ingresso libero, è fruibile fino al 12 aprile dalle 10 alle 18, domenica fino alle 14.

Per ulteriori informazioni www.fondazionecusani.it  presidenza@fondazionecusani.it

Condividi su Facebook