Lucio Amelio  al MADRE

Italo Pignatelli

per ricordarlo venti anni dopo la sua morte

 

Il MADRE, Museo d’arte contemporanea, ricorda Lucio Amelio venti anni dopo la sua morte con una mostra al protagonista della storia d’arte d’avanguardia  di documenti, opere, scritti, dell’Archivio Lucio Amelio curato dalle sorelle Anna e Giuliana e Paola Santamaria.

Le iniziative  avranno inizio l’ 11 ottobre in occasione della X edizione della “Giornata del Contemporaneo AMACI associazione Musei d’arte contemporanea italiani”.Si rievoca la  fama di“Walid Raad” dall’11.10.2014 al 19.1 2015, in collaborazione con Carré d’Art-Musée di Nimes e Univesity Museum of Contemporary di Massachusetts.  Saranno  esposti anche il progetto “The Atlas Group (1989-2004)” che investiga sulle condizioni sociali e psicologiche delle guerre civili in Libano insieme al progetto “Scratching on Things I Could Disavow” in cui Raad investiga l’arte moderna nei paesi arabi. Dalla Modern Art Agency a Terrae Motus(1965-1982) dal 22 novembre al 9.marzo 2015 alla Reggia di Caserta, MADRE, Castel Santelmo, Villa Pignatelli, Amelio il “Principe degli antigalleristi” che nel novembre del ‘65 apre la prima casa galleria al Parco Margherita dormendo in cucina per poi trasferirsi a piazza dei Martiri e poi a  Berlino e New York. Inizia con ospitare artisti stranieri con i napoletani Alfano, Pistoletto e altri, giovani emergenti. Da intellettuale trasporta il passato nel presente per proiettarsi nel futuro. Intuisce che Napoli città con una cultura millenaria, scelta da Marinetti nel 1909 per presentare il primo Manifesto del Futurismo, frequentata da artisti internazionali d’arte, può essere la sede mondiale  dell’arte delle nuove avanguardie. Un esempio per illustrare come vedono gli altri la nostra città. Andy Warhol compra un paio di scarpe da ginnastica a Forcella le mette ai piedi e percorre tutta Spaccanapoli se le toglie e le pone in mostra. Sulle suole ha inciso la storia della città, i versi di Virgilio Petrarca  Leopardi, l’ironia di Boccaccio, i pensieri di Vico, le lezioni dei filosofi Greci, canti e  musiche dell’opera buffa, i colori di Caravaggio, i profumi delle pizzerie, le alchimie del principe Sansevero, le voci degli ambulanti, dei nobili e dei soldati romani normanni francesi spagnoli, il passo nella notte dei Carbonari del’48, le lacrime di Eleonora Pimentel Fonseca e dei martiri del ’98, il sangue dei partigiani delle Quattro Giornate.

Chi fa arte fa la storia e muore dipingendo scrivendo inventando studiando ricercando. Amelio abbandona l’idea della galleria e dell’arte legata al mercato e porta le sue iniziative nelle strade del mondo. Il suo amore per Napoli si palesa senza ombre in “Terrae Motus”. La tragedia diventa arte. Porta la città nel mondo e gli artisti da noi ospitandoli in una sua struttura ideata per ospitare e per laboratorio. Ritorna la Memoria. Napoli e la Campania vivono la tragedia di Pompei ed Ercolano. L’arte non è solo nature morte, nudi, paesaggi, scene idilliache, non decora pareti e soffitti ma diventa Storia del presente da ricordare poi.

Viliani prova con successo di realizzare i dettati di Amelio ossia realizzare un Museo aperto alla città e al mondo per la didattica, la ricerca e le riflessioni su ogni forma d’arte. Il MADRE diventa una stazione di transito per l’arte moderna che sosta nelle nostre Metropolitane.

 

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