Il canto dell’emigrante

di  Italo Pignatelli

“L’alba arriva per tutti”, ed. Ensemble (pp.94), prefazione di Sandra Cervone, è una raccolta di poesie di Felix Adado, nato a Lomè (Togo) e giunto tra noi da pochi anni dal Golfo della Guinea. Lavorando, studiando, leggendo, scrivendo, prima “irregolare” e, oggi, interprete presso le Commissioni Territoriali per il riconoscimento dello status di rifugiato, ha fatto sua la lingua della Poesia. E’ Enea in fuga con “marinai in nero” per trovare una nuova terra. “Traffico di pensieri senza coda, valanga di desideri senza luna, volti rivolti al cielo per la vita, piccole anime scalze sui sentieri della lotta”. Anche Felix porta con sé avvinghiato sulle spalle il padre Anchise (la memoria) e stretto in una mano “che non smetterà mai di aprirsi”Ascanio (il suo futuro). Il suo sogno, come l’eroe virgiliano, è  di una patria  Città Ideale “ di un dormitorio migliore per le nostre anime insieme a te chiamami fratello non “clandestino”: siamo entrambi senza tetto”. “Tu ed io Tu ed io lo ripeto neri e bianchi”. In “Siamo insieme, semplici così”una prima bozza. Ricorda che noi “proprio come loro/prima della guerra/che remavano in continuo/per attraversare un mare/di sopravvivenza”. “j’ c’aggio perzo patria, casa, onore, j’ so’ carne ‘e maciello:so’emigrante!E nce ne costa lacreme st’America a nuje napulitane…pe’ nuje ca nce chiagnimmo ‘o cielo ‘e Napule, comme è amaro stu ppane!” “Ho sentito il mio cuore desiderare Casa; a dormire sullo stesso giaciglio su cui dormivamo tutti una volta”. Emozionato, abbandonando tristezza odio rimpianti, si prefigge “Scriverò decisamente,/ Perché la mamma,/ Raggiante di sorriso/ Senza luce a casa sua,/ Mi aspetta tra il mio popolo/ Per pubblicare la felicità/ Che su ogni cuore/ Stamperemo” “Come te sono, soldato”cerca il dialogo “tu insieme a me, senza battere le palpebre, ci scioglieremo in spiragli di luce chiacchierando,…così invece della guerra pioverà per sempre la pace nei nostri cuori”. Veemente  “Siamo battiti d’amore” come voi. Siamo quelle anime abbandonate sulla costa.“Però i nostri cuori fanno i loro battiti insieme. Mentre le nostre anime marciano per la libertà da una vita i nostri plantari sbattono per l’oceano invece che per terra e mentre cantiamo nella nostra cultura facciamo un rumore bagnato che a questo mondo è inedito”. Si chiede fiducioso se “riusciremo a volerci un bene del’anima”. Il suo canto è  rinnovamento culturale sostanzialmente unitario. Reagisce alla volgarità della xenofobia. Versi raffinati e ricercati  scandiscono ritmi musicali. Immagini disegnate colorate stilizzate s’intrecciano, si sovrappongono, si fondono in vibrazioni di un’utopistica rinascita dello spirito “di chi se lo tiene duro”. E’ magma che, distruggendo il passato, fertilizza il futuro. “Ho scorto una stella”: Didone,  napoletana. “Sei lo scudo della mia salvezza/sei lo specchio che mi rende bello/Vivrò solo perché tornerai nell’alba per me”.“Si ll’ammore è ‘o cuntrario d’’a morte e tu ‘o ssaie, si dimane è sultanto speranza e tu ‘o ssaie”. “Mamma, ho conosciuto una persona, e mi sono innamorato. Come avevi detto tu, è capitato anche a me e ho iniziato a rivivere. E, per la prima volta in assoluto, la solitudine è finita. E’ una stella mattutina”. “Vorrei parlare di te, che non mi hai mai visto ma mi accogli lo stesso, non mi conosci ma mi sorridi lo stesso, con quegli occhi d’oro che tieni, che brillano perché mi hanno visto…incredibile sguardo avvolto nel mio volto…che non sai se sono bravo o no ma mi aiuti lo stesso…vorrei affacciarmi alla tua mente”. Ai  due bimbi, “ sopra le nuvole della felicità”, “Se vi faccio adagiare sulla mia anima ricordatevi che la vostra casa sarà il mio cuore e non vagherete più come ho fatto io…siamo tutti qui nonni amici parenti”.

Provoca e persuade, con l’incantamento delle immagini tra memoria e vicinanze tattili, comunicazioni attive al cervello e al cuore a meditare sul progetto di un nuovo modo d’ esserci al mondo. Regola la vita dove c’è più vita. Nutre umani valori con la poesia. Teme e spera che l’impossibile sia d’obbligo per tutti. Lotta per sormontare gli enormi scompensi tra i popoli, soddisfare i vitali bisogni, eliminare ignoranza e fanatiche superstizioni, porre un freno agli eccessi di una ricchezza che impone sfruttamento e schiavitù.

Come “il pio Eroe” promette “Vorrei dedicare la mia vita a rendere speciale quella dei bimbi che muoiono di fame e delle anime in carenza di cuore. Se no, che vivo a fare?”. Felix è poeta. Dice il vero.

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