Storia della Mostra d’Oltremare

di Gabriella Pesacane

Progetti d’Autore

 

Teatro Mediterraneo

Progetto: Barillà – Gentile – Mellia – Sambito

Progetto di ricostruzione nel 1952: Luigi Piccinato

 

L’edificio tuttora esistente si presenta con pianta a T, sul prospetto principale si trova il Palazzo dell’Arte e sul retro il Teatro Mediterraneo.

Il vasto fronte monumentale conclude il piazzale d’ingresso alla Mostra ed annulla la presenza del Teatro occultandolo alla vista. Anche qui come nel Palazzo degli uffici, si realizza il contrasto tra le forme novecentesche e quelle prese in prestito alla domus romana, si vedano infatti, le 14 colonne di ordine gigante che sorreggono la cornice di stampo neoclassico.

Un’ampia scalea completa il prospetto e conduce all’atrio interno; qui si trova una sala di 800 mq pavimentata in marmo verde serpentino: da qui si accede a tutte le,parti componenti l’edificio.

 

Nel 1952 il Teatro Mediterraneo venne ristrutturato su progetto di Piccinato che apportò notevoli migliorie rispetto al progetto originario.

Per ottenere una soddisfacente visibilità fu abolita la vecchia galleria per realizzare un’unica platea che termina alla quota d’imposta della vecchia balconata, oltre l'ampliamento della sala e quindi del    boccascena.

Serre Botaniche

Progetto: Carlo Cocchia

Si trattava di otto serre botaniche demolite nel 1980, situate su un lotto d’angolo del lato nord – occidentale.

Gli otto volumi ben leggibili distintamente, si inserivano in unico manufatto definendo essi stessi una corte chiusa; l’unica difformità era costituita dal prolungamento del lato destro dove erano allocate la seconda serra temperata e la serra delle cactee.

Le serre laterali erano coperte da tetto a falde inclinate con un unico spiovente rivolto verso l’interno leggibile sul fronte; questo era simmetrico rispetto al corpo pieni appoggiato su pilotis (decorato dalla ceramista Diana Franco).

Da questo corpo si accedeva al cortile centrale, un patio lastricato caratterizzato da una sorta di ciminiera tronco – conica, posta in asse con l’ingresso e con la zona terminale da dove iniziavano i corpi secondari e la serra temperata.

Ad eccezione della “reception” e dell’atrio ad impluvium , tutti gli altri ambienti erano destinati a serre, tutte realizzate in cemento armato con coperture in vetro schermate da tende mobili a regolare l’ingresso della luce. Definite quindi architettonicamente dalle dimensioni imponenti , dalle trasparenze e dalle pregiate essenze arboree ivi alloggiate.

Le facciate prospicienti il patio erano segnate da una fitta pilastrata che correva a vista e ripiegava nelle travi di copertura; un’identica struttura si ritrova nella serra temperata con l’unica differenza costituita dal tetto in vetro pieghettato a shed.

 

 

 

 

 

 

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