Fuorigrotta: la trasformazione di  un territorio

di Gabriella Pesacane

 

La mappa topografica della città redatta dal Duca di Noja nel 1775 riporta una strada, detta di San Giuseppe ,che dalla parrocchia di San Vitale conduce ad un nucleo di case,  di cui restano solo cinque appartamenti. La Masseria , a sua volta, venne costruita su un complesso architettonico di epoca romana: se ne accorse nel ’39 Amedeo Maiuri che scoprì una notevole quantità di basole stradali di epoca tardo imperiale reintegrate nel cortile della settecentesca fattoria

L’abitato tra Fuorigrotta ed Agnano, allora in grande disordine ma, relativamente libero da edifici, era occupato prevalentemente da piccole fabbriche di gesso  allocate in rudimentali baracche che avevano dato alla zona la denominazione dei bianchettari

La zona circostante il Piazzale Tecchio conserva notevoli testimonianze del passato; un torso di  statua loricata romana, venuta alla luce nell’ottobre del 1928 durante i lavori di costruzione del Rione Miraglia, è visibile nei giardini del Rione stesso. Le terme romane invece si trovano circa alla metà della strada che nell’antichità collegava Puteoli a Neapolis. Tratti di questo percorso sono visibili all’interno della Mostra, dietro l’Esedra, insieme ai resti delle  abitazioni e del mausoleo. Forse la strada Puteoli- Neapolis si inseriva su un tracciato molto più antico; lungo la stessa via Terracina, infatti, negli anni Cinquanta, nel corso di rilevamenti geologici dello strato di humus sottostante la coltre cineritica del vulcano degli Astroni, furono rinvenuti frammenti di impasto inornato e una lama di selce di età neo eneolitica.

 

L'antica Fuorigrotta è localizzabile agli inizi della regione vulcanica dei Campi Flegrei, ai piedi del Monte Sant'Angelo, nell'area compresa dall'attuale via Terracina, cimitero, Mostra d'Oltremare. Qui, già nel I° secolo a. C., sorgeva un podere (oggi incluso nell'area della Mostra d'Oltremare), abitato dalla gens Marcia. Il "Marcianum" era un villaggio di campagna sorto intorno ad un quadrivio di stradine che collegavano la Conca Flegrea ; precisamente posto a  metà strada tra Puteoli e Neapolis dove passava l'antica via collinare detta "Antiniana", collegata con le colonie greche dei Campi Flegrei.

Nel I° secolo fu costruita per ragioni militari una nuova strada che  seguiva il tracciato delle attuali via Canzanella Vecchia, via Grotta Vecchia e proseguiva tramite quella che Seneca chiamò "Crypta neapolitana" fino alla Riviera di Chiaia. La grotta, come constatò Lucio Anneo Seneca, non risolse nel senso sperato il problema dei collegamenti con la zona flegrea a causa della difficile percorribilità dovuta alle anguste dimensioni e alla poca visibilità. Si provvide, al rafforzamento del percorso collinare. I lavori fatti iniziare dall’imperatore Nerva nel 96 d.C. furono completati sotto l’imperatore Traiano nel 102 d.C. . Lungo la via vennero collocati nove cippi militari il quinto dei quali è stato ritrovato nell’area dell’odierno Rione Traiano. Nel secondo secolo dopo Cristo nel segno di un crescente sviluppo, fu costruito un complesso termale alimentato dall’acquedotto del Serino.  Un’altra strada, l’odierna via Campegna, conduceva al bagno di Fuorigrotta, a Coroglio. Il villaggio dei Marciani era  dunque diventato un importante nodo viario,   punto obbligato di transito. Molto probabilmente i cristiani furono presenti in questa zona sin dal primo secolo, infatti, nel Marcianum fu sepolto, subito dopo il martirio, San Gennaro, decapitato a Pozzuoli nel 305. I suoi resti furono poi esumati e trasportati nelle catacombe di Capodimonte nel 432. Nel 985 esisteva una chiesa di San Vitale[1] nella zona "foris cryptae" detta "casa pagana".

Da questo momento storico e fino al 1500, non si hanno notizie di rilievo.

 

Durante il periodo del viceregno spagnolo (1503 – 1734)  poiché nell’area flegrea alloggiarono le guarnigioni militari  furono eseguite nella grotta lavori che ne mutarono le forme originarie.  Se  ancora nella seconda metà del XVI secolo l'area  era una pianura fertile, intensamente coltivata, dopo il 1571 con l'apertura della   Via Regia[2], voluta dal vicerè Rivera, comincia a trasformarsi in territorio urbano.  Frattanto il sacerdote napoletano Francesco Serra, ottenendo aiuti finanziari da benefattori e dalla corte, riuscì a fare edificare all’imboccatura della via Regia una     chiesa denominata "San Vitale e Santa Maria delle Grazie", intorno ad essa si sviluppa  un centro abitato più vicino alla città . Nel '700 nella  Fuorigrotta così “urbanizzata” si formano tre masserie: quella delle Monache di Donnaregina, quella di via Terracina (Cupa Perrillo), quella di San Giuseppe. All'interno delle masserie vi erano abitazioni, stalle, cellieri, depositi, cisterne e a volte anche cappelle.

E’ ancora oggi visibile nel muro di recinzione della scuola media "Silio Italico" una stele di piperno del 1789 che attesta un posto di blocco sanitario. Lì, dove  confluivano allora la strada che partiva da Pozzuoli e quella di Agnano,   si trovava “l’osteria dei Pilastri” strutturata con  gradoni di piperno che servivano per il controllo del carico dei carri e per montare a cavallo. Nella stele si legge che, per ordine di Ferdinando IV re delle Due Sicilie, in quel luogo si dovevano fermare i carri e le bestie provenienti dalla macerazione della canapa e del lino eseguita nel lago di Agnano prosciugato poi nel 1870 per risanare la zona dal flagello della malaria.

 

Dopo la seconda metà dell'800 la ripresa delle attività termali a Bagnoli rese necessario incrementare i collegamenti , allo scopo,  nel maggio 1878 fu inaugurata la linea tranviaria a cavalli (omnibus) che andava da  Pozzuoli alla  chiesa di San Vitale. 

 

Nel 1884 fu aperto il tunnel delle "Quattro giornate"[3] che era fiancheggiato da un altro piccolo tunnel riservato ai tram. Nel centro della galleria   una coppia di ascensori  saliva a Posillipo e a Villanova (via Manzoni),  questi rimasero in funzione fino al 1936. Il traforo consentì di prolungare la linea tranviaria sino alla Torretta e di collegarla alla rete metropolitana.

Fuorigrotta continua ad espandersi o meglio a trasformarsi, inclusa tra le zone di nuova espansione al fine di diminuire la forte densità abitativa del centro storico napoletano, grazie ad una legge speciale emanata il 25 luglio del 1885, si costruisce la Ferrovia Cumana. Il tratto  Montesanto- Terme Puteolane ( La Pietra ) ancora oggi in vigore, viene inaugurato quattro anni dopo il 1° luglio e nel 1902 la linea tranviaria viene elettrificata.

Tuttavia, nonostante l'intensa e quasi compulsiva attività infrastrutturale presente nel quartiere, non ne migliorò di fatto  le condizioni igienico sanitarie. Quando nel  1908, quando venne ultimato sotto la collina di Posillipo, l'impianto siderurgico dell'Ilva, il rione Fuorigrotta era in testa alle statistiche di mortalità e delle malattie endemiche e contagiose, per la sua altissima percentuale di casi di vaiolo e di colera, mancavano fognature, case, assistenza pubblica e mancava ancora un piano regolatore.

 Nel 1910 fu redatto un piano di risanamento e di ampliamento che prevedeva un vasto rione di case civili;  la costruzione del rione duca d'Aosta  (completato nel 1923), viene affidata all'Istituto Case Popolari.

L'opera di risanamento prosegue con la costruzione di un nuovo rione, affidata alla Società Edilizia Laziale con la quale nel 1913, l 'amministrazione comunale stipulava una convenzione  sia per la predetta costruzione che r la realizzazione di una nuova galleria sotto la collina di Posillipo.

L'importante traforo sorse accanto alla storica Crypta Neapolitana, di cui fu chiuso l’ingresso da Mergellina. Il tunnel della Laziale fu completato nel 1925, in quello stesso anno entrò in funzione il tronco della Direttissima Napoli – Pozzuoli.

 

Nel 1927 veniva aperta al traffico la nuova arteria stradale di via Nuova Bagnoli, che attraverso la galleria Laziale, congiungeva la Riviera di Chiaia con lo stabilimento Ilva di Bagnoli.

Nel 1930 furono realizzati il rione Miraglia, il nuovo rione Agnano, il rione Laziale

e venne ampliato il rione Duca d’Aosta, costruite la  Via delle Terme, (ora via Caio Duilio); via Nuova Bagnoli, (ora viale Augusto), via Castellano, (ora viale Giulio Cesare)   fiancheggiate da edifici di modesto rilievo architettonico

  

Nel 1931 Mussolini affidò a Napoli  la scelta della zona per la realizzazione del “Porto Imperiale”, scelta che cadde su Fuorigrotta per i motivi già esposti Si ritenne necessaria la bonifica radicale del territorio. Il “Risanamento” iniziò, in nome del duce, la mattina del 30 gennaio 1939, col primo colpo di piccone dato ai vecchi fabbricati del rione Castellana. Sugli steccati che recingevano gli edifici in demolizione si leggeva: "la parola a S. M. il piccone".

 

Furono abbattuti 7.000 vani così che  delle 39.000 persone  che   contava allora il rione,ben 15.000  si ritrovarono improvvisamente senza un alloggio, né era stata prevista alcuna sistemazione sostitutiva. Roma antica" l’organizzazione della "Mostra triennale delle terre italiane d’Oltremare". Il nuovo progetto interessava un’area di 850.000 mq., il sistema stradale era basato sulle due gallerie, una destinata al traffico veloce, l’altra al traffico pesante. Dalla nuova piazza del Littorio, all’uscita della prima galleria, iniziava

un rettilineo a doppia corsia con spartitraffico alberato che giungeva al grande piazzale dell’impero, dove si apriva l’ingresso al recinto della Mostra. Ai collegamenti con Posillipo provvedeva anche una funivia.

 

(napoliontheroad - novembre 2011)



[1]          Il culto di San Vitale, martire ravennate, potrebbe essere iniziato quando il territorio napoletano fu Ducato Bizantino dipendente da Ravenna (553 – 638).

[2]              dalla crypta neapolitana conduceva al litorale di Bagnoli e proseguiva per Pozzuoli.

[3]              Il testo di riferimento lo riporta come Tunnel delle Quattro Giornate ma suppongo che si tratti del tunnel Laziale (dal nome della Società proprietaria della linea tranviaria) che va   da Fuorigrotta a Mergellina (precisamente da Via Giulio Cesare a Piazza Sannazzaro) mentre, il succitato tunnel, nasce in via Piedigrotta  a Mergellina e sbuca  in via Caio Duilio a Fuorigrotta

 

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