56 - Allattà a ddoie zizze

di Claudio Pennino

 

 

 

Il seno, sul piano sacro, rappresenta il nutrimento, il sostentamento: nell’iconografia cristiana basti pensare all’immagine della Madonna mentre allatta Gesù Bambino. Il carattere erotico-sensuale del seno si manifesta a livello profano, mentre nel suo significato esoterico è associato alla matrice, alla maternità, alla dolcezza, alla sicurezza.

I napoletani, a chi si comporta da ingenuo, in modo innocente e candido, oppure si lascia andare beatamente, come i neonati che si addormentano succhiando alla mammella, sono soliti ammonirlo bonariamente con la frase: duorme cu ’a zizza mmocca.

 

L’uso semantico fa della parola “seno” il sinonimo di cuore e di centro: della parte più intima di una persona. Presso gli Ebrei, il seno destro è il simbolo del Sole e il sinistro della Luna.

In tutto il mondo il seno è simbolo di fecondità e di abbondanza, di affetto e di amore, poiché dispensa il nutrimento sacro e originario: il latte.

Infatti, l’espressione: staie allattano..., si indirizza, senza nascondere un pizzico di invidia, a una persona a cui gli affari vanno bene, le cui attività procedano senza intoppi.

Al contrario, il modo di dire: ’a vacca s’ha tirato ’e zizze, significa che la persona da cui si attingevano vantaggi e utilità a sbafo, accortasi delle intenzioni dello sfruttatore, ha finito di elargire i suoi benefici.

 

In quanto primo nutrimento degli uomini, il latte rappresenta l’elemento primordiale e cosmogonico  che permette il ritorno allo stato di purezza originale.

La sua bianchezza ne aumenta ancora di più il significato di dolcezza, di pace e di quiete.

Perciò, essere na zizza ca nun mena latte, si dice all’indirizzo di una persona gretta e meschina, che non ha amore per il prossimo, né dedizione per gli altri. Equivalente al più noto modo di dire: essere nu santo ca nun fa miracule.

 

Tradizionalmente, il seno rivela la donna in quanto madre, piuttosto che come sposa o amante. Le dee nutrici sono perciò rappresentate con seni opulenti e gonfi di latte.

La statua di Diana a Efeso, mostra una divinità dalle molte mammelle, simbolo di ubertà, a simboleggiare una madre universale che allatta l’intera umanità.

Scrisse Aristide Sartorio, artista e letterato italiano, «È la Diana d’Efeso, dalle cento mammelle / quale nutrice degli uomini e delle loro chimere».

Perciò, quando una persona ricava proventi da due fonti diverse contemporaneamente, nella nostra parlata si usa dire: staie allattanno a ddoie zizze.

 

In conclusione, a livello sensuale il seno, sia per la forma tondeggiante sia per la morbidezza, ha ispirato diversi modi di dire tra cui il più icastico e incisivo è sicuramente farse ’a barba a zizza ’e pacchiana, che vuol dire radersi accuratamente, sì che il viso resti liscio e morbido come il seno di una contadina.

 

 

30 dicembre 2015  

 

 

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