46 - Viento mpoppa

 

 

di Claudio Pennino  

 

L’interpretazione simbolica del vento è senza dubbio ambivalente. Esso, in quanto sinonimo del soffio e, per conseguenza, dello Spirito, è espressione del sentimento divino, e manifesta il favore o lo sfavore nel quale sono tenuti gli uomini. Il vento in generale rappresenta un «effetto invisibile» e tuttavia riconoscibile per le sue conseguenze. È una manifestazione del divino che vuol comunicare le sue emozioni, dalla più tenera dolcezza al più tempestoso risentimento.  

Esprime un senso attivo e positivo quando crea un movimento, come il vento che soffia nelle vele delle navi facendole avanzare. Tené viento mpoppa, infatti, significa procedere felicemente, senza difficoltà, nel migliore dei modi, nella stessa direzione in cui spira il vento, favoriti dalla sorte e senza incontrare ostacoli. Anche se non è sempre vero che una nave con il vento in poppa navighi nelle condizioni migliori, poiché tale andatura, oltre a essere la più pericolosa, non è nemmeno la più veloce. Il detto è giustificato soltanto dalla sua origine antica; infatti, fino al 1700, le navi non erano in grado di viaggiare in direzione opposta a quella del vento, e quindi potevano prendere il mare solo con i venti a favore, ossia più o meno di poppa. Quest’andatura perciò non era la migliore: era praticamente l’unica. Tale tipo di navigazione è confermato anche dal proverbio comme mena ’o viento, mena ’a vela, ammonimento a sfruttare le occasioni favorevoli che si presentano.  

Assume invece il vento un significato passivo e negativo, quando è inutile, quando è contrario o provoca problemi. In questo senso si ricorda l’espressione acqua, viento e stoppa dint’ ’o funnamiento, pronunciata da chi si sente vittima di ogni avversità, di tutte le contrarietà in una sola volta. La voce, di origine marinaresca, allude a tutti i guai in cui può incappare un marinaio, compreso quello di dover turare la falla di una nave. Variante di questo modo di dire è un’altra colorita espressione che recita: acqua, viento e stoppa nculo. Ci soccorre, anche in questo caso, il proverbio chi semmena viento, recoglie tempesta, che, in senso figurato, vuol dire che chi compie azioni malvagie non potrà che riceverne a sua volta. L’adagio ricalca la sentenza latina Ventum seminabunt, et turbinem metent, semineranno vento e mieteranno tempesta (Osea, 8, 7).  

Nella mitologia greca, Eolo è il dio dei venti. Egli li governa e li sorveglia e li tiene a bada affinché la loro furia non trascini via vorticosamente i mari e le terre. Nell’Odissea (libro X) egli dà a Ulisse un otre in cui sono rinchiusi i venti contrari, ma i marinai, diffidenti, l’aprono e la nave viene spinta fuori rotta.  

Il simbolismo del vento si fonda sulle quattro direzioni cardinali, con i quattro venti che troviamo nella antica locuzione sbandierare un segreto ai quattro venti, col significato di confidarlo a tutti; o nell’espressione esposto ai quattro venti, che vuol dire trovarsi in una posizione molto esposta, per nulla riparata, soggetta quindi a essere battuta dai venti che soffiano dai quattro punti cardinali. In senso figurato, vuol dire essere esposti alle azioni dannose che ci possono essere inflitte dai nemici. Inoltre, i quattro venti principali erano messi in relazione con le stagioni, gli elementi e i temperamenti.

 

prima parte - continua

 

15 gennaio 2015

   

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