Un ciuccio malconcio diventato principe “azzurro”!

di Antonio Parrella

Un fiore nel deserto, l’acqua sulla luna, la neve a piazza Garibaldi, il sale nel caffè, un’ape senza pungiglione …
Il Napoli non è più questo. Non è qualcosa di atipico, è realtà. L’arena spagnola è sempre un luogo pieno di insidie, il sangue caliente non si spegne fino al 90° minuto e oltre. Il pallone è anche passione, cuore e dolore.  I sottomarini gialli perdenti non si arrendono e lottano,  nel calcio internazionale è un pregio  più che un difetto, anzi un valore aggiunto che fa valere questo sport, torrione, vigoroso, tutto grinta e muscoli.
Napoli è vincente, la squadra azzurra sale in vetta al “monte Storia”, quella che in Europa non è stata sempre incoraggiante soprattutto a questi livelli.
C’era una volta Diego Armando Maradona, oggi c’è una squadra di eroi, non di extraterrestri. Ma sulla terra a volte bastano tanti uomini a formare una compagine vincente.
Basta un bel tiro del turco-svizzero-napoletano Inler e un tocco sottomisura di Marekiaro Hamsik per far tornare caroselli, fuochi d’artificio e canzoni d’amore per le strade della capitale del sud Italia. Ora è anche una delle capitali europee del football, osservate gente nella sfera magica di cuoio….siamo tra le prime 16.
La cronaca della gara, i commenti sui singoli, le pagelle servono a poco in certe occasioni, le immagini i tifosi le hanno bene impresse nella mente, circolano globuli azzurri portatori di felicità nelle vene e nelle arterie, ritorna il sorriso e la concretezza in quello che una volta era il cuore del mediterraneo e del mondo. Noi che siamo stati bravi ad ingerire “vitamina serie C” agli inizi dell’era De Laurentiis e che abbiamo fatto scorpacciate di “anticorpi europei” negli ultimi due anni, l’influenza da “virus Champions“ non ci fa più paura.
Circolare, circolare, fateci passare agli ottavi si va a giocare!

Napoli, 07/12/2011

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