Rispettiamo l’ambiente… con il Tunnel Borbonico.

di Antonio Parrella

 

Andare indietro nel tempo, addirittura imparando, è una leggenda che diventa realtà col Tunnel Borbonico. Basta entrare in una stradina stretta e corta chiamata Vico del Grottone, a pochi metri da Piazza del Plebiscito, per attraversare i secoli, emozionarsi con le storie della Seconda guerra mondiale, scoprire come vivevano i nostri genitori o i nostri nonni in un rifugio durante gli attacchi bellici e capire quanto sia importante valorizzare il sottosuolo, sensibilizzando soprattutto i più giovani, gli uomini del domani. Troppe volte ciò che abbiamo sotto i nostri piedi è stato martoriato, proprio a pochi metri dalle falde acquifere. Napoli è un groviglio di gallerie e questo ha permesso di nascondere per anni l’ignobile segreto dei rifiuti. Non c’erano solo materiali inerti, la presenza di liquami assicurava altro. Questo è il segreto di uno dei quartieri più chic della città, via Monte di Dio e proprio dai palazzi è possibile osservare i pozzi dove i rifiuti venivano sversati. Quello che non si vede  è come se non esistesse,  peccato che sotto al tappeto delle massaie lo sporco non scompare ma resta immobile negli anni. La mappa di questo disastro è stata redatta dal geologo Gianluca Minin che denunciava già diversi anni fa il rischio rappresentato dall’impossibilità di accedere a tutto il sottosuolo napoletano anche per verificare le condizioni statiche delle cavità sottostanti a molti edifici, compresi quelli  storici. Le stesse cose sono state evidenziate e spiegate in varie interviste dall’altro geologo del Tunnel ,Enzo de Luzio, in pratica i nomi di coloro che hanno fatto ciò che non fu possibile nemmeno ai Borbone.  Grazie al lavoro di volontari, esperti e meno esperti, ma tutti innamorati di questa bellissima città, il dedalo napoletano è stato ripulito e aperto al pubblico. Il percorso è stato ideato anche per le scolaresche e prevede un momento dedicato proprio all'educazione ambientale. Viene affrontata la problematica legata allo sversamento nel sottosuolo ed ai rischi derivanti dall'inquinamento delle falde acquifere.  
In una delle cisterne, una volta piena di spazzatura di ogni genere, è facile restare attoniti davanti a un cumulo di detriti, lasciato lì non per caso, proprio per ricordare il disastro ecologico ed incentivare i giovani ad essere più sensibili alle tematiche ambientaliste.
Le cattive abitudini possono avviarsi sul viale del tramonto, insegnando la civiltà.
Non tutti i “rifiuti”,però, vengono per nuocere, infatti ce ne sono alcuni che paradossalmente fanno da incantevole “archivio storico”. Ad esempio ,che fine hanno fatto alcune auto e moto d’epoca, i giocattoli e i farmaci di chi trascorreva ore o giorni nel nascondiglio durante i bombardamenti e i resti del monumento di Aurelio Padovani del 1934, distrutto con la fine del fascismo? La risposta è sempre nel Tunnel Borbonico ed è veramente difficile riassumere le sensazioni e la quantità di cose che si possono osservare e immaginare percorrendo questo canale storico, un grande museo nel museo.
Il tour parte da un ex studio veterinario. Si, avete letto bene, un piccolo studio come quello dove curiamo i nostri amati cuccioli. Saranno le gentilissime e preparatissime guide ad accompagnare i visitatori attraverso una scala del '700, in cisterne dell'acquedotto seicentesco del Carmignano, utilizzate come ricovero bellico; il percorso è lungo circa 530 metri e attraversa il Tunnel Borbonico fino all'uscita su Via Morelli, ma questo è solamente il tragitto “Standard”.  E’ possibile fare  altri tipi di escursioni: il percorso “Avventura”,  per navigare grazie ad una zattera sulla falda acquifera, oppure, quello “Speleo“, per raggiungere le antiche cisterne, attraverso cunicoli, muniti di elmetto speleologico con luce .
Il Tunnel è accessibile a tutti, per il 60% anche ai disabili in carrozzella, grazie alla possibilità di scegliere tra due diversi ingressi.
Dopo poco più di 150 anni dal progetto iniziale di Ferdinando II di Borbone e del suo Architetto Errico Alvino, l’Associazione Culturale “Borbonica Sotterranea” offre circa 75 minuti di un indimenticabile viaggio sotto Monte Echia. Sul sito www.tunnelborbonico.info si possono leggere tutte le informazioni, sottolineando qual è la vera mission del gruppo di lavoro: ”L’Associazione Culturale “Borbonica Sotterranea” ha come obiettivo la valorizzazione del sottosuolo della città di Napoli e la promozione di eventi culturali legati al sottosuolo allo scopo di sensibilizzare le persone e far conoscere la storia delle strutture sotterranee che hanno permesso la vita della città di Napoli, nel corso dei millenni.”
Durante la visita nei magici anfratti partenopei viene quasi spontaneo ringraziare gli “uomini delle caverne” per il lavoro svolto, geologi e speleologi che amano la nostra terra, una terra internazionale, multiculturale.
È una passeggiata praticamente da non perdere che fa capire l’importanza dell’esistenza. Immaginare la convivenza e la solidarietà di migliaia di persone, in questo luogo, durante la guerra, è davvero commovente anche per chi ha un cuore duro come la roccia scolpita delle gallerie.
Signore e signori, grandi e piccini, azzerate gli orologi che a pochi metri di profondità il viaggio tra i secoli inizia!

 Napoli, 22/04/2012

 

 

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