Era meglio un Catania in undici…

di Antonio Parrella

Il Napoli non riesce a scardinare la difesa etnea quasi sempre composta da otto o nove uomini, una squadra compatta, quella di Maran, che lotta per tutta la gara per rimediare all’errore difensivo che ha portato all’espulsione di Alvarez al secondo minuto del primo tempo. Un pareggio che sa di sconfitta, la luce si è spenta nella bella Sicilia, blackout totale degli azzurri. Mazzarri cerca uno spiraglio con l’inserimento di Insigne dopo i primi 45’ , ma anche per il giovane scugnizzo di Frattamaggiore più che lampi ci sono cerini che si spengono al primo soffio di vento. Quando una partita nasce nel destino di un pareggio è difficile cambiare le carte in tavola. Il Napoli supera il 60% di possesso palla, tanti corner a favore ma le occasioni più limpide sono dei rossoazzurri con il rapidissimo e lucidissimo Gomez. Solo un miracolo di Morgan De Sanctis lascia l’equilibrio in un risultato che sa anche un po’ di noia e di caldo. Per le tv nazionali Nicola Legrottaglie è l’uomo partita del Catania, ma ancora una volta bisogna sottolineare la compattezza di questo gruppo “Made in Argentina” (e non solo) che difficilmente si sgretolerà al primo ostacolo. Forse ci sarebbero stati più spazi e meno lucchetti in undici contro undici, ma il calcio è anche questo. 
Azzurri a due punti dalla Juve, ancora vincente e a punteggio pieno, mentre le milanesi crollano come un impero che ha fondamenta troppo vecchie.

 

Napoli,  23/09/2012

 

  

 

 

Condividi